La Corte dei Conti europea chiede chiarezza e realismo sulla politica industriale UE per l’idrogeno rinnovabile

Photo by Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/automobile-spazio-di-testo-sfondo-blu-idrogeno-10670941/Secondo una relazione della Corte dei conti europea, l’UE è riuscita solo in parte a porre le basi per il mercato emergente dell’idrogeno rinnovabile. Nonostante le varie azioni positive intraprese dalla Commissione europea, permangono problemi lungo tutta la catena del valore dell’idrogeno ed è improbabile che l’UE raggiunga gli obiettivi per il 2030. La Corte, quindi, esorta a fare il punto della situazione per far sì che gli obiettivi perseguiti dall’Unione siano realistici e che le scelte strategiche non compromettano la competitività di industrie fondamentali o creino nuove dipendenze.

Via libera di Bruxelles ai finanziamenti per idrogeno ed efficienza energetica

Venture capital, nuova linfa per gli investimenti in startup nel 2024

Rapporto Venture Capital Monitor - Foto di Lukas da PexelsIl primo semestre 2024 inverte il trend negativo registrato dal venture capital in Italia rispetto allo stesso periodo del 2023: ad un minor numero di operazioni (che scende da 177 a 135), infatti, fa da contraltare una decisiva crescita dell'ammontare investito sia da operatori domestici che esteri in startup e scaleup italiane, con un valore che si attesta a 600 milioni di euro (in aumento rispetto ai 510 milioni dello scorso anno). Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dal Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeM sulle operazioni di VC nazionali.

Un Fondo di fondi per la patrimonializzazione delle PMI nel ddl Startup

Recovery e Politica di Coesione: ispirazione o sostituzione per il post 2027?

PNRR e Coesione - Photo credit: © European Union 2023 - Photographer: Christophe LicoppeAnche il Comitato economico e sociale europeo (CESE) dice no all'ipotesi di gestire la nuova Politica di Coesione 2028-2034 secondo il modello PNRR. La risoluzione approvata in plenaria dall'organismo che riunisce datori di lavoro, sindacati e rappresentanti di organizzazioni sociali, professionali, economiche e culturali dell'UE arriva in coincidenza con il meeting di alto livello organizzato a Budapest dalla presidenza ungherese del Consiglio per discutere del futuro della Coesione. A giugno i 27 si sono già espressi a favore del mantenimento dei pilastri della Coesione, ma restano interrogativi su cosa dell'esperienza del PNRR si cercherà di importare per rivitalizzare una politica in crisi di consensi.

Fondi europei post 2027: il Consiglio conferma i pilastri della Politica di Coesione

CER, incentivi promossi ma ancora troppe regole

PixabayBene gli incentivi, meno bene la burocrazia e i lacciuoli normativi. È un bilancio in chiaroscuro quello che emerge sulle CER, le comunità energetiche rinnovabili, anche se sono senza dubbio più gli aspetti positivi. I principali benefici sono soprattutto economici e ambientali. Semaforo verde, quindi, anche se ci sarebbe bisogno di intervenire ancora per semplificare le regole. Lo sostiene un’indagine di FIRE, la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia, e dei tavoli di lavoro dell’Osservatorio ENEA. 

Una guida completa agli incentivi per l'autoconsumo e le comunità energetiche

Corte Conti UE: troppe lacune nel controllo dei fondi europei della Coesione

Fondi europei - Photo credit: Foto di Elias da Pixabay Accoglimento di spese e progetti non ammissibili a finanziamento e mancato rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato e di appalti da parte dei beneficiari finali. Sono queste le due principali tipologie di errore che, secondo l'ultimo report della Corte dei Conti europea, si verificano nella spesa dei fondi europei della Politica di Coesione. Errori che, per i giudici di Lussemburgo, le autorità degli Stati membri avrebbero potuto ridurre con controlli più efficaci e la Commissione avrebbe dovuto mitigare anche utilizzando meglio lo strumento delle rettifiche finanziarie.

Nona relazione sulla Politica di Coesione: le sfide per i fondi UE 2028-2034

Come ha funzionato finora il programma NDICI-Global Europe per la cooperazione internazionale?

Photocredit: European Commission - EC - Audiovisual ServiceRecentemente il Consiglio ha approvato le conclusioni sulla valutazione intermedia dello Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale - Global Europe (NDICI-Global Europe). Il bilancio è abbastanza positivo, soprattutto per quanto riguarda la capacità di superare la frammentazione di strumenti di finanziamento che aveva caratterizzato il precedente settennato. Tuttavia, rimangono alcune criticità, anzitutto quelle legate ad una sua attuazione efficace.

Che cos'è il Programma NDICI e come funziona?

R&I in Europa: aumentano gli investimenti, ma restano ancora diverse criticità

Foto di Chokniti Khongchum da PixabayNegli ultimi vent'anni, nell’Unione europea gli investimenti in R&I sono aumentati, soprattutto nel settore delle tecnologie verdi. Ciò nonostante continuano a permanere diverse sfide e criticità da affrontare sia rispetto ad altri player mondiali (Cina e USA in testa), sia all’interno della stessa Unione, dove restano ancora ampi divari tra un nord-ovest che corre di più e un sud-est che rimane più indietro.

Innovazione: Italia agli ultimi posti in UE per le spese di ricerca e sviluppo

Fondi europei: strumenti finanziari per allungare la vita dei PNRR oltre il 2026

Foto di ha11ok da PixabayMentre Bruxelles pubblica gli orientamenti aggiornati sul Recovery and Resilience Facility, emerge che oltre 100 miliardi dei 672,5 miliardi del Dispositivo di ripresa e resilienza assegnati agli Stati membri sono stati destinati a strumenti finanziari. Strumenti raccomandati da Bruxelles per massimizzare l'impatto dei fondi europei che, però, nel dibattito sull’opportunità o meno di prorogare la scadenza dei PNRR, potrebbero diventare un game-changer piuttosto importante, permettendo di fatto di aggirare la deadline del 2026 per l'impiego delle risorse. Il Paese che più vi ha fatto ricorso è la Spagna. Meno attiva l’Italia, nonostante il nostro sia il PNRR più grande, modificato meno di un anno fa.

Riforma incentivi: in arrivo i decreti attuativi

Appello delle regioni per la Politica di Coesione. Ma i fondi strutturali dovranno cambiare

Politica di Coesione - Photo credit: Foto di Dušan Cvetanović da Pixabay Negli stessi giorni in cui oltre cento regioni europee, tra cui otto italiane, scrivono alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e ai commissari Ferreira, Schmit e Hahn, in difesa della Coesione, due pubblicazioni contribuiscono a porre i termini del dibattito sul futuro della politica di investimento con cui l'UE cerca di colmare i divari tra i territori europei: se i benefici dei fondi strutturali sono tangibili, e nei paesi di più recente adesione hanno funzionato come un motore di convergenza, il tasso di assorbimento delle risorse resta un fattore critico per molti Stati membri, con un ritardo che si aggrava programmazione dopo programmazione.

Al palo la spesa dei fondi europei 2021-2027

Decreto Coesione, Svimez: attenzione ai meccanismi di attuazione e monitoraggio

Direttore Svimez Luca Bianchi - Photo Credit: SvimezIl decreto Coesione n. 60/2024 all'esame del Senato ha il merito di aver posto con forza il tema del coordinamento tra la Politica di Coesione europea, quella nazionale e il PNRR, identificando una serie di settori strategici attorno ai quali focalizzare gli interventi. Diverse delle novità previste - dalla premialità per l'utilizzo delle risorse FSC ai fini del cofinanziamento dei Programmi UE, fino all'aumento della quota di fondi ordinari da destinare al Sud - richiederanno però meccanismi di attuazione e monitoraggio più cogenti. Il punto di vista dello Svimez.

Decreto Coesione in Gazzetta ufficiale: la riforma della governance e i nuovi incentivi

Grassi (Confindustria), per competitività UE serve sintesi di PNRR e Coesione

Vito Grassi - Photo credit: ConfindustriaI costi delle transizioni verde e digitale sono enormi, ma l'Europa affronta la sfida meglio attrezzata rispetto al passato, grazie alla combinazione di Politica di Coesione e Next Generation EU. Per Vito Grassi, Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e Vice Presidente di Confindustria, le politiche di investimento europee dei prossimi anni dovranno rappresentare la sintesi dei punti migliori di PNRR e fondi strutturali, mentre le politiche nazionali, come la ZES Unica, dovranno basarsi su risorse finanziarie adeguate e una prospettiva pluriennale per consentire alle imprese di pianificare gli investimenti.

Fondi europei post 2027: quale Politica di Coesione dopo il PNRR?

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