Ecco come istituzioni e industria puntano sullo sviluppo sostenibile

 

Sviluppo sostenibile Non più filantropia, ma tema di business, lo sviluppo sostenibile ha un ruolo sempre più centrale nelle agende politiche e industriali.

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La parola sostenibilità, già presente nel vocabolario istituzionale – soprattutto dopo l’approvazione, il 25 settembre 2015, dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile da parte delle Nazioni Unite – sta entrando in modo sempre più pervasivo anche nel glossario industriale.

O, per dirla con le parole di Alessandro Perego, responsabile degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano intervenuto nel corso dell’evento romano “Venti sfide – Innovation and Sustainability” promosso da Number1 Logistics Group, “il 93% dei CEO nel comparto agroalimentare considera la sostenibilità una priorità strategica. Non si tratta più di filantropia”.

La sostenibilità alimentare passa per l’innovazione

“Esiste un legame crescente tra le azioni sostenibili e la performance di successo di un impresa, e lo strumento abilitante è l'innovazione”, continua Perego.

Lo dimostrano i numeri dell’agroalimentare, una delle filiere più importanti per il nostro Paese: “C'è una neo-centralità del cibo, dove l'Italia si fa portavoce di modello che sposa innovazione e sostenibilità, promuovendo ad esempio l'utilizzo del biogas per ridurre i costi energetici”, sottolinea nel corso dell’evento il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia.

I big player: la strada è già tracciata

“Sulla sostenibilità nell'agroalimentare – dichiara Paolo Barilla, vicepresidente Barilla nel corso del convegno - la coscienza da parte industriale c'è, e la strada è stata tracciata. In Barilla abbiamo promosso azioni a monte, col decalogo delle produzioni agricole e i contratti di filiera, e promosso azioni nei servizi a valle, ma c'è ancora molto da fare”.

Il problema maggiore, nota il presidente di Riso Gallo Mario Preve, “sono le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime. Da un paio di anni abbiamo fatto accordi triennali per un prezzo medio, accettati dai risicoltori. Dal punto di vista ecologico, abbiamo avviato la riduzione della plastica. Il problema maggiore per lo sviluppo dell'e-commerce è nelle consegne del cosiddetto ultimo miglio, ma il nostro lavoro non è la logistica. Chiediamo di essere aggiornati su cosa c'è di meglio nel settore”.

E l’Europa? Aggiorna la PAC e chiede agli esperti

Anche Paolo De Castro (PD), vicepresidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo interviene sul tema ricordando il regolamento Omnibus introdotto nell'attuale assetto della Politica Agricola Comune, che “avvicina il comportamento degli agricoltori a pratiche di sostenibilità, spingendo sul greening ma senza uccidere le imprese, in un ritrovato equilibrio ambientale e socioeconomico”.

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Proprio in questi giorni, la Commissione europea ha nominato 30 membri della piattaforma di multi-stakeholder per seguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Obiettivo: supportare e consigliare l’Esecutivo UE sulla realizzazione di tali obiettivi, anche dando vita a un forum per lo scambio di buone pratiche a tutti i livelli (locale, regionale, nazionale ed europeo).

Sviluppo sostenibile – le priorita' europee

Della piattaforma fanno parte Enti pubblici, organizzazioni ed esperti, e nello specifico:

  • due istituzioni: Comitato delle Regioni e Comitato economico e sociale europeo;
  • le organizzazioni delle imprese: Business Europe (che riunisce 41 associazioni nazionali di rappresentanza delle imprese, provenienti da 35 paesi), European Trade Union Committee for Education (ETUCE, l’organizzazione europea dei sindacati della conoscenza), Confederazione europea dei sindacati (ETUC), Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell’Unione europea (COPA), International Integrated Reporting Council (IIRC, ente globale composto da organismi regolatori, investitori, aziende, enti normativi, professionisti operanti nel settore della contabilità e ONG), Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), Eurocities (organizzazione che raccoglie oltre 140 amministrazioni locali), la Fundación ESADE (un istituto di ricerca), ENEL SpA e Unilever;
  • le ONG: Concord Europe (confederazione di oltre 2mila ONG europee per l’aiuto e lo sviluppo), Confederation of Family Organisations in the European Union (COFACE, confederazione di associazioni europee per promuovere politiche familiari, solidarietà tra le generazioni e diritti dei minori in Europa), CSR Europe (business network per la responsabilità sociale delle imprese), European Environmental Bureau (EEB, federazione di organizzazioni che si impegnano per proteggere l'ambiente e la biodiversità all'interno della UE), European Public Health Alliance (EPHA, ente costituito da organizzazioni non governative dedite alla salute pubblica, da gruppi di pazienti e operatori sanitar), Associazione delle università europee (European University Association – EUA), Forum europeo della gioventù (European Youth Forum), Platform of European Social NGOs (Social Platform), SDG Watch Europe (rete delle organizzazioni della società civile europee con l'obiettivo di garantire l'implementazione da parte dell'Unione Europea e dei suoi Stati Membri, degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – SDGs), Stichting BirdLife Europe (partnership di organizzazioni impegnate nella conservazione degli uccelli), Transparency International (Associazione contro la corruzione), WWF European Policy Programme;
  • 5 esperti: Christian Thimann, Janez Potocnik, Vandinika Shukla, Wiebe Draijer, Sergi Corbalan e Mella Frewen.

“Per costruire un futuro sostenibile per l’Europa dobbiamo utilizzare le conoscenze e competenze dei soggetti interessati”, sottolinea il commissario UE per la migliore legislazione Frans Timmemans.

“L’economia circolare a la finanza sostenibile sono esempi del modo innovativo in cui l’Europa vuole assicurare crescita e investimenti in tutti i settori dell’economia senza danneggiare il nostro pianeta”, sottolinea il commissario UE per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività Jyrki Karainen.

> La piattaforma di multi-stakeholder per seguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Sviluppo sostenibile anche al centro i I-City Lab

Di obiettivi di sviluppo sostenibile si parlerà anche a Milano il 24 e 25 ottobre, nel corso di I-City Lab, l’annuale appuntamento sulle città organizzato da FPA, società del gruppo Digital360. In apertura di manifestazione sarà presentata la sesta edizione del Rapporto “ICity Rate” con la classifica delle Smart City italiane, ricerca che ha introdotto anche la sostenibilità tra i parametri di valutazione del grado di smartness delle città.

Fra le decine di convegni, laboratori, tavoli di lavoro che si terranno nel corso della due giorni milanese anche quello organizzato da ANCI il 25 ottobre sul ruolo svolto da reti e programmi europei come Urbact, Urban Innovative Actions e Smart Cities Lighthouse di Horizon 2020 nel promuovere approcci innovativi in materia di sviluppo urbano sostenibile, già in corso d'attuazione in numerose città.

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