Dal Recovery Plan 2,2 miliardi per comunità energetiche e autoconsumo

 

Comunità energetiche rinnovabili - Foto di Kelly Lacy da PexelsSi tratta di un investimento dalle basi solide, che permette di estendere la sperimentazione già avviata con il recepimento della direttiva rinnovabili. In attesa della partenza del progetto, ENEA lancia uno strumento ad hoc per effettuare analisi preliminari delle Comunità energetiche rinnovabili e capire quali sono le forme di finanziamento e gli incentivi previsti.

Comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo: cosa sono, come funzionano, come accedere agli incentivi

Sul piatto il Piano nazionale di ripresa e resilienza mette 2,2 miliardi per le CER, le comunità energetiche rinnovabili, e l’autoconsumo. Progetto che di fatto rappresenta un proseguimento della sperimentazione già avviata con la Legge n.8 del 28 febbraio 2020 di conversione del cosiddetto Milleproroghe, che recependo anticipatamente quanto previsto dalla direttiva RED II (2018/2001) introduce l’autoconsumo collettivo e le comunità energetica rinnovabili, prevedendo allo stesso tempo specifici meccanismi di incentivazione. 

Meccanismi che dovrebbero proseguire nei prossimi anni alla luce della nuova iniezione di risorse provenienti dal Recovery Plan. 

CER e autoconsumo nel Recovery Plan

Il progetto di investimento da 2,2 miliardi previsto nel PNRR intende installare circa 2.000 MW di nuova capacità di generazione elettrica in configurazione distribuita da parte di Comunità delle energie rinnovabili e auto-consumatori di energie rinnovabili che agiscono congiuntamente.  

Il target di investimento sono le Pubbliche Amministrazioni, le famiglie e le microimprese dei Comuni con meno di 5.000 abitanti, quelli cioè più a rischio di spopolamento. 

Ipotizzando che gli interventi riguardino impianti fotovoltaici con una produzione annua di 1.250 kWh per kW, la loro realizzazione produrrebbe circa 2.500 GWh annui, contribuendo a una riduzione delle emissioni di gas serra stimata in circa 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. 

Per ottenere quote più elevate di autoconsumo energetico, tali configurazioni possono anche essere combinate con sistemi di accumulo di energia. 

Cosa prevede, nel dettaglio, il Recovery Plan per le energie rinnovabili

I tempi e la gestione del progetto

I 2,2 miliardi previsti dal Recovery Plan fanno interamente leva sulle risorse del Recovery and Resilience Facility - RRF. In base a quanto previsto dalle tabelle delle schede tecniche del piano, tali risorse saranno richieste a Bruxelles sotto forma di prestiti e il progetto di investimento è programmato tra il 2023 e il 2025.

La gestione del progetto per le comunità energetiche e l’autoconsumo sarà in capo dal Ministero della Transizione ecologica e al GSE

Da ENEA modelli innovativi e replicabili per gestire le comunità energetiche

In attesa che l’investimento programmato nel Recovery prenda forma e alla luce di una diffusione sempre maggiore delle comunità energetiche nel Paese, ENEA ha sviluppato RECON, uno strumento innovativo, di facile utilizzo e disponibile online che consente di effettuare analisi preliminari di tipo energetico, economico e finanziario in ambito residenziale. 

Sulla base di semplici informazioni come consumi elettrici, caratteristiche degli impianti e alcuni parametri legati all’investimento, RECON è in grado di stimare resa energetica, impatto ambientale, autoconsumo e condivisione dell’energia nelle CER e di calcolare i flussi di cassa e i principali indicatori economici e finanziari (valore attuale netto, tasso interno di rendimento, tempo di ritorno dell’investimento, ecc.), considerando diverse forme di finanziamento dell’investimento e gli incentivi previsti dall’attuale quadro regolatorio. 

Realizzato nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico, RECON può già annoverare tra gli utilizzatori ACER Reggio Emilia e il Comune di Magliano Alpi (CN), una delle prime comunità energetiche rinnovabili in Italia. 

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