Decreti attuativi per le rinnovabili: nuovo sistema incentivi per Ue 2020

 

Green energy - foto di Bush Philosopher - Dave Clarke / photo on flickr Nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). Nei due schemi di decreti attuativi varati dal ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, di concerto col ministro dell’Ambiente, Corrado Clini e dell’Agricoltura, Mario Catania, viene ridisegnato il sistema nazionale degli incentivi del settore verso un allineamento ai livelli europei e un efficientamento dei costi per cittadini e imprese. Il fine e' raggiungere gli obiettivi europei delle energie alternative fissati per il 2020.

"Con i due decreti firmati – hanno dichiarato Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L’energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. La sostenibilità economica e quella ambientale – hanno concluso i ministri - sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova strategia energetica nazionale in corso di elaborazione".

Molteplici gli obiettivi prefissati dai ministri nei due schemi di decreti:

  • raggiungere e superare gli obiettivi europei delle fonti alternative fissati per il 2020 (rialzo della produzione di energie rinnovabili elettriche dal 26% a circa il 32%-35%);
  • incrementare fino a 3 miliardi di euro l'anno - anzichè 6 miliardi, come previsto dal quadro delineato dal precedente esecutivo - gli aiuti destinati alle fonti verdi (dai 9 miliardi attuali si passerebbe, dunque, a 12 miliardi con un impegno complessivo, nei 15-20 anni di durata degli incentivi, di ulteriori 60 miliardi che vanno ad aggiungersi agli attuali 170 miliardi di euro di costo cumulativo delle rinnovabili, da qui alla scadenza degli ultimi aiuti);
  • favorire le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo;
  • introdurre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva, attraverso un meccanismo di aste competitive per i grandi impianti (superiori a 5 MW) e tramite registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola (sono invece esclusi dai registri i micro impianti).

In particolare:

- al fotovoltaico - DM Incentivi Fotovoltaico (“Quinto conto energia” – MISE, in concerto con MATTM) - viene destinata una spesa annuale di 6,5 miliardi di euro; nello schema del quinto conto energia - che entrerà in vigore dal 1° luglio 2012, salvo il superamento della soglia di 6 miliardi di spesa in data successiva - viene confermato il tetto dei 500 milioni di euro annui per i nuovi aiuti al settore (il quarto conto energia, in vigore da appena un anno, stabiliva, invece, fino alla fine del 2012, stanziamenti per 810 milioni di euro solo per i grandi impianti, senza alcun limite di spesa complessiva per le installazioni di dimensioni medio-piccole).
Per governare la potenza annua installata (2-3mila MW l'anno)  si prevede l'introduzione di un registro obbligatorio per gli impianti superiori ai 12 kW, mentre al di sotto di questa soglia gli impianti saranno liberi di accedere all'incentivo dopo l'entrata in esercizio (il quantitativo di risorse assegnato in questa categoria verrà detratto dal contingente a registro nell'anno successivo). Saranno privilegiati gli impianti su edifici dotati del miglior attestato energetico. A seguire, quelli ubicati in siti contaminati, in discariche esaurite e in aree di pertinenza e i piccoli impianti di aziende agricole. Infine, quelli realizzati dalle amministrazioni dei Comuni con meno di 5mila abitanti.

- per il non fotovoltaico - DM Incentivi a Rinnovabili elettriche non Fotovoltaiche (MISE, in concerto con MATTM e MIPAF) - il quadro delineato – che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013 – fissa una crescita degli incentivi fino a 5,5 miliardi di euro l'anno (rispetto agli attuali 3,5 miliardi) e la successiva stabilizzazione entro il 2020.
Sono poi previsti precisi meccanismi per governare la potenza annua installata: un sistema di aste competitive per gli impianti superiori ai 5MW (20MW per idro e geo), registri di prenotazione per gli impianti compresi tra 50-5mila kW e accesso libero alle tariffe incentivanti per quelli al di sotto.

Complessivamente, il contenimento della spesa, secondo la stima elaborata dai tecnici dello Sviluppo, sarà del 35% per il fotovoltaico e del 10-15% per le altre rinnovabili (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). "Se avessimo tagliato oltre quello che è stato fatto – ha spiegato il ministro Passera – si sarebbe oggettivamente prodotto un netto svantaggio per l'economia".

I provvedimenti sono ora all'esame della Conferenza Stato-Regioni e dell'Autorità dell'energia.

Links

MISE, Presentazione Decreti Ministeriali

Testo Decreto interministeriale - Rinnovabili elettriche non Fotovoltaiche

Testo Decreto interministeriale - Fotovoltaico

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