Liberalizziamoilfuturo: associazioni in campo per lo sviluppo di Internet e del mercato digitale

 

Computer - foto di Ragnam1211Approfittare dei decreti Liberalizzazioni e Semplificazioni per dare slancio al mercato digitale in Italia. E' questo l'obiettivo di un gruppo di imprese e associazioni, con il supporto di alcuni deputati e senatori di orientamento bipartisan, che questa settimana ha presentato, in una conferenza stampa al Senato, un pacchetto di misure da proporre come emendamenti ai due testi.

“Le riforme avviate con i decreti Liberalizzazioni e Semplificazioni erano attese da decenni, ma è stranissimo come l'innovazione e il mercato digitale, che stanno diventando uno strumento per combattere la recessione, non vengano colti in Italia come priorità”, ha dichiarato Luca Nicotra di Agenda Digitale, tra i promotori dell'iniziativa.

Le associazioni hanno invece in mente una serie di interventi da realizzare subito in materia di diritti d'autore, open internet, assegnazione delle frequenze digitali.

Tra queste, ad esempio, l'abolizione del monopolio della SIAE. Per Marco Scialdone, professore di Digital Copyright presso la Link Campus - University of Malta, solo attraverso l'apertura alla concorrenza si potrà migliorare la SIAE e “restituire al mercato quell'attività di intermediazione dei diritti d'autore che da decenni è vittima delle inefficienze del monopolio, a tutto scapito dei giovani artisti e dei consumatori”.

Occasioni di risparmio, ma anche di sviluppo per il mercato, possono poi ottenersi, secondo le associazioni, attraverso “una modifica alle disposizioni del codice dell'amministrazione digitale che renda ordinaria l'acquisizione di software con licenze open source da parte della PA e eccezionale il ricorso a software proprietario”.

Due emendamenti permetterebbero poi di sciogliere la questione dell'assegnazione delle frequenze del cosiddetto dividendo digitale, la cui gara è al momento bloccata. Per Fulvio Sarzana, dell'omonimo studio legale, bisogna innanzitutto abrogare l'art. 45 della legge 7 luglio 2009 n. 88 che che ha introdotto il beauty contest, così da annullare tutto ciò che ne è conseguito.

A quel punto, le associazioni propongono, anche per rispondere alla procedura di infrazione avviata dall'Ue per aver attribuito le frequenze al settore tv, violando i principi di neutralità tecnologica e di servizi, di destinare le frequenze a tre tipi di soggetti. Il settore televisivo, con prevalenza però di soggetti che possano rappresentare un azionariato popolare o diffuso nella proprietà e quindi incrementare il pluralismo, gli operatori delle telecomunicazioni, con rilancio competitivo, e Internet, su base locale a nuovi soggetti di imprenditoria femminile e giovanile.

C'è poi il capitolo della circolazione dei diritti online: secondo Guido Scorza, presidente dell'Istituto Politiche per l'innovazione, il web rappresenta un mercato enorme per le opere ingegno, ma se “è facile produrre e accedere a cultura e arte in rete, è difficile farlo nella legalità”.

Una proposta è quindi vincolare chiunque venda o intermedi diritti d'autore per opere di ingegno a rendere disponibile un catalogo dei diritti on line e modalità per il perfezionamento dei contratti online. Per quanto riguarda il cinema, chi distribuisce contenuti audiovisivi dovrebbe rendere accessibili da subito anche su piattaforma telematica e non più gestire in sequenza i tempi di accessibilità a cinema, dvd, pay tv. Infine, per il mercato dei libri, le associazioni chiedono che ai fini della determinazione dell'Iva, cartacei e e-book vengano trattati allo stesso modo.

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