ANCE riepiloga le scadenze dei bonus edilizi e propone un nuovo sistema di incentivi

 

Foto di Ylanite Koppens da PixabayAlla luce dell'addio agli attuali bonus edilizi (tra il 2024 e il 2025), l’ANCE ha prodotto una tabella riepilogativa delle prossime scadenze, insieme a una prima proposta di riformulazione degli incentivi. Focus su efficienza energetica e sismica, con un occhio di riguardo per i redditi bassi (per i quali si propone un bonus al 100%), l’introduzione di un mutuo verde garantito dallo Stato e il mantenimento della cessione del credito in alcune circostanze. Tale sistema dovrebbe assicurare la riqualificazione annua di 120 mila edifici, per un costo pubblico di 20 miliardi di euro.

Le prime ipotesi legislative sui nuovi bonus edilizi

Alla base della proposta dell’ANCE ci sono una serie di dati. La vecchiezza del patrimonio immobiliare italiano, la pericolosità sismica del nostro territorio, l’arrivo della Direttiva Case Green, il maggiore impatto degli interventi effettuati sugli edifici piuttosto che sulle singole abitazioni e un’analisi positiva dell'esperienza superbonus che ha dimostrato di essere molto più a favore dei redditi bassi rispetto ai “canonici” ecobonus e sismabonus, generalmente appannaggio solo dei ceti più abbienti.

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La proposta ANCE di nuovi bonus edilizi

Il risultato di tale impostazione è una proposta che prevede il mantenimento di tre bonus, differenziati a seconda dell’oggetto degli interventi, delle percentuali di sostegno e della possibilità di beneficiare o meno della cessione del credito. A ciò si aggiunge la previsione di un Fondo di garanzia per l’erogazione di mutui “verdi” alle famiglie per il finanziamento della quota a carico degli interventi. Più nello specifico, la proposta ANCE è articolata nel modo seguente.

Per interventi finalizzati al miglioramento sismico di interi edifici:

  • Aliquota di detrazione fiscale pari al 70% delle spese sostenute per l’esecuzione dell’intervento, a condizione che, al temine dei lavori, si consegua un miglioramento sismico di almeno 1 classe di rischio (per soggetti con "quoziente familiare” non superiore a 15.000 euro, la detrazione sarebbe del 100%);
  • Periodo di fruizione della detrazione in 5, 10 o 20 anni, a scelta del contribuente utilizzatore;
  • Possibilità di cessione del credito o di sconto in fattura;
  • Per la parte delle spese eccedente l’importo della detrazione (30%), si rende necessario un finanziamento bancario, garantito dallo Stato, con la possibile compartecipazione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI);
  • Zone sismiche 1, 2 e 3.

Per interventi finalizzati al miglioramento sismico con demolizione e ricostruzione di interi edifici, si prevede il cd. “Sismabonus acquisti” con le seguenti caratteristiche:

  • Aliquota di detrazione fiscale pari al 70% del corrispettivo d’acquisto, entro un massimo di 96.000 euro, di unità immobiliari situate all’interno di edifici interamente demoliti e ricostruiti, anche con variazione volumetrica e cedute dall’impresa che ha eseguito l’intervento entro 30 mesi successivi al termine dello stesso.
  • Per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica di interi edifici classificati con APE in nuova classe E, F e G:
  • Aliquota di detrazione fiscale pari al 70% delle spese sostenute per l’esecuzione dell’intervento a condizione che al temine dei lavori si consegua un salto di almeno di 4 classi dalla classificazione energetica di partenza E, F e G (per soggetti con "quoziente familiare” non superiore a 15.000 euro, la detrazione sarà del 100%);
  • Periodo di fruizione della detrazione in 5, 10 o 20 anni, a scelta del contribuente utilizzatore;
  • Possibilità di cessione del credito o di sconto in fattura;
  • Per la parte delle spese eccedente l’importo della detrazione (30%), si rende necessario un finanziamento bancario (mutui verdi), garantito dallo Stato.

Per interventi di Ristrutturazione Edilizia (cioè quegli interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione delle singole unità immobiliari o anche di manutenzione ordinaria delle parti comuni degli edifici, previsti dall’art. 16-bis del DPR 917/1986):

  • Aliquota di detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute per l’esecuzione dell’intervento;
  • Periodo di fruizione della detrazione in 10 anni;
  • Possibilità di utilizzo della detrazione solo in dichiarazione dei redditi (no cessione del credito o sconto in fattura).

Secondo le stime ANCE, un tale sistema di incentivi permetterebbe di intervenire su circa 120.000 edifici ogni anno, con un costo annuo per lo Stato di circa 20 miliardi di euro.

Per approfondire: Le proposte ANCE sulla riforma degli incentivi

Ipotesi nuovo sistema di classi energetiche secondo la Direttiva Case Green 

La messa a punto di un sistema di bonus edilizi stabili nel tempo e con una dotazione economica sufficiente, ma sostenibile per le casse dello Stato, è inevitabile in vista dell'approvazione della nuova Direttiva Case Green

Nonostante i negoziati siano ancora lontani da raggiungere un accordo, gli elementi presenti nelle proposte del Parlamento e del Consiglio concordano sul fatto che nei prossimi decenni il patrimonio immobiliare europeo dovrà essere efficientato e reso più sostenibile. Si tratterà di un obbligo al quale tutti gli Stati europei dovranno ottemperare, mettendo in campo adeguate forme di sostegno e tabelle di marcia praticabili.

Anche su questo fronte, il documento ANCE è molto interessante. L'Associazione ha infatti elaborato una stima del nuovo sistema di classi energetiche che potrebbe interessare l’Italia, il cui risultato è il seguente: “gli immobili nelle nuove classi E, F e G risulterebbero pari a oltre 6,6 milioni di immobili, di cui 6 milioni edifici residenziali e 660.000 non residenziali. Qualora il Trilogo optasse per la visione più restrittiva del testo approvato dal Parlamento Europeo, dovranno essere portati in classe D anche gli immobili classificati in classe E: in questo caso, gli immobili da riqualificare sarebbero oltre 6,65 milioni, di cui 6 milioni residenziali entro il 1° gennaio 2033 e 650.000 non residenziali entro il 1° gennaio 2030”.

Riqualificazione edilizia: quanto rimane in capo alle famiglie

La quantità di immobili che saranno interessati dalla Direttiva Case Green impone evidentemente una valutazione complessiva dell'impatto che le ristrutturazioni potranno avere sulle tasche dei cittadini.

Anche su questo fronte il documento ANCE è molto interessante. Considerando l’impostazione dei nuovi bonus edilizi proposta dall'Associazione (aliquota al 70% e, per la restante parte, un mutuo verde di 20 anni, con un tasso di interesse al 2%), presupponendo un importo dato dell’intervento e calcolando in maniera spannometrica il risparmio sulle bollette derivante dal miglioramento di 4 classi energetiche, l’ANCE si lancia in una stima (chiaramente semplificata) del costo economico che potrebbe essere sostenuto dagli italiani.

Il risultato che emerge è che, ad esempio, nel caso di un intervento su un condominio che passa da classe energetica G a classe energetica D e che è caratterizzato dagli elementi prima indicati (aliquota al 70%, mutuo verde, etc), l’importo da pagare sarebbe alla fine pari a 20 euro al mese per 20 anni.

Via via che le classi energetiche di partenza salgono, il risparmio sulle bollette diminuisce e aumenta quindi il costo sostenuto dalla persona.

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Gli altri elementi della proposta di riforma dei bonus edilizi ANCE

Al fianco degli aspetti direttamente collegati ai bonus edilizi, il documento ANCE passa in rassegna anche tutta una serie di altre questioni fondamentali per la realizzazione di un nuovo sistema di incentivazione che funzioni bene.

Tra queste, l’auspicio che “per i nuovi bonus sia mantenuto l’obbligo della qualificazione SOA per tutte le imprese che eseguono direttamente i lavori e che siano, a regime, applicate le regole vigenti per i lavori pubblici in termini di riferimento a categorie classifiche occorrenti che dovranno essere pertanto adeguate alla tipologia e all’importo dei lavori”.

Tra gli altri punti evidenziati dall'Associazione figurano infine le semplificazioni (aumento della CILA in luogo della SCIA) e una valutazione complessiva sugli interventi che riguardano immobili vincolati, centri storici e aree soggette a vincolo paesaggistico.

Le scadenze dei bonus edilizi

Il tempo a disposizione per la messa a punto del nuovo sistema di bonus edilizi non è ormai più molto.

Come emerge dalla tabella riepilogativa sulle prossime scadenze dei bonus, infatti, il nuovo sistema dovrebbe essere operativo a stretto giro, considerando che il 31 dicembre 2024 scadrà la maggior parte dei bonus edilizi, con eccezione del superbonus (depotenziato) e del bonus barriere architettoniche che resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2025.

Consulta la proposta ANCE sui nuovi bonus edilizi

Foto di Ylanite Koppens da Pixabay

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