Croazia - Laudiero, opportunita' per imprese italiane

 

Sul piano culturale i rapporti tra Italia e Croazia sono particolarmente intensi

Croazia E' quanto sostenuto da Luca Laudiero, incaricato d’Affari presso l’ambasciata d’Italia a Zagabria in un'intervista rilasciata a Tribuna economica sui rapporti tra i due Paesi.

 

L’accordo di cooperazione firmato a Zagabria il 16 ottobre 2008 e ratificato nel 2012, intatti, ne costituisce la cornice giuridica”. Numerose sono poi le intese interuniversitarie tra Università italiane e croate. “La lingua italiana, è tra le lingue straniere piu’ studiate insieme ad inglese e tedesco. L’italiano ha la sua massima diffusione in Istria e nel Quarnero, in Dalmazia, ma non è raro trovare interlocutori che parlano un perfetto italiano anche a Zagabria. L’intreccio fecondo dei rapporti culturali tra Italia e Croazia è testimoniato anche dalla recente realizzazione di due mostre, dedicate rispettivamente a Caravaggio nel 2013 e Guercino tra fine 2014 e inizio 2105, che si sono rivelate tra quelle di maggior successo, mediatico e di pubblico, mai realizzate in Croazia”.

Inizia così la nostra intervista a Luca Laudiero, Primo Segretario e incaricato d’Affari presso l’ambasciata d’Italia a Zagabria:

Dott. Laudiero, la Croazia fa fatica ad uscire dalla fase recessiva, ma, nonostante tutto, l’Italia è primo partner commerciale e secondo fornitore. Si tratta comunque un posto sicuro e tranquillo per gli investitori italiani?

Gli investimenti italiani hanno storicamente rappresentato un ruolo di primo piano in Croazia - basti solo pensare al fatto che i due principali Istituti di credito del Paese sono controllati da banche italiane - ed anche gli ultimi dati ci confermano un costante interesse degli investitori italiani per le opportunità offerte da questo Paese.

L’appartenenza, ormai da oltre due anni, della Croazia all’Ue sta inoltre contribuendo in maniera rilevante a migliorare il clima degli investimenti sia sotto il profilo normativo sia sotto quello delle facilitazioni offerte da questo Governo ai possibili investitori. Mi riferisco, in particolare, all’azione svolta dalle Agenzie per gli investimenti Aik (investimenti di grandi dimensioni) e Hamag (progetti medio-piccoli) nel seguire passo passo le aziende dalla progettazione e sino all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

Quali passi deve intraprendere un investitore italiano nel porre le proprie basi in Croazia?

All’investitore italiano suggeriamo di iniziare il proprio percorso informativo visitando la piattaforma informatica InfoMercatiEsteri, messa a disposizione, a titolo completamente gratuito, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia Ice .

Altri passi utili sono contattare la nostra Ambasciata per un inquadramento generale del Paese, l’Ufficio Ice per un’analisi più specifica sul settore di interesse nonché l’Associazione degli Imprenditori Italiani in Croazia. Con i suoi associati è possibile condividere esperienze, buone prassi e criticità, confrontarsi e conoscere i trascorsi nel Paese, costruire sinergie per il proprio futuro operare in Croazia.

Ritengo poi sia necessario stabilire un contatto con le Agenzie per gli investimenti Aik e Hamag dalle quali, oltre ad ricevere informazioni sulle agevolazioni e incentivi messi a disposizione dal Governo croato, potrà ottenere un utile sostegno operativo nella fase di avvio ed esecuzione dell’investimento. Fondamentale infine è completare questo percorso consultando professionisti locali, avvocati ed esperti fiscalisti di comprovata competenza ed affidabilità.

Come si presenta il Paese sotto l’aspetto “lavoro”?

Il Paese presenta un costo del lavoro certamente più basso rispetto a quello medio dei Paesi europei ma comunque superiore a quello di altri Paesi dell’area come Romania e Bulgaria. Alcune aree della Croazia offrono, grazie anche ad un ottimo sistema scolastico e specializzazioni settoriali significative, bacini di mano d’opera qualificata e di alto livello rendendo il rapporto tra costo e qualita’ del lavoro estremamente interessante. Mi riferisco a località come Varadzin, con una spiccata specializzazione nel settore tessile. Altri esempi sono rappresentati dalla capitale Zagabria, con professionalita’ riconosciute nei servizi finanziari, bancari e assicurativi, dalla regione della Slavonia con l’agri-industria ed la lavorazione del legname o ancora dalla Regione litoraneo-montana che, anche grazie alla sua vicinanza all’Italia, alla presenza di una comunità autoctona italiana, agli ottimi collegamenti stradali e portuali, vanta una specializzazione nel settore del turismo e del terziario.

Che cosa ci può dire del sistema bancario?

Nonostante l’eccessiva frammentazione, con un numero di banche ancora troppo elevato se rapportato alla dimensione limitata del mercato croato, il settore creditizio in Croazia è solido e ben sviluppato. Le banche straniere, principalmente di proprietà italiana, austriaca, tedesca e ungherese, detengono il 98% delle attività bancarie totali. I due principali gruppi bancari, entrambi italiani, Unicredit e Banca Intesa, che controllano rispettivamente Zagrebacka Banka e la Privredna Banka Zagreb, rappresentano quasi la metà delle attività totali. Tra le banche italiane in Croazia e’ poi attiva anche Veneto Banca. Una presenza così importante di banche italiane costituisce, come è facile immaginare, un concreto vantaggio per le imprese italiane interessate ad operare in Croazia.

Come sono strutturati gli imprenditori italiani nel Paese?

Gli imprenditori italiani sono oggi raccolti in un’associazione di diritto croato, denominata Associazione degli Imprenditori Italiani in Croazia (AIIC). Costituita su impulso della nostra Ambasciata nel 2014 raccogliendo l'eredità del Comitato Consultivo dell'imprenditoria italiana (CCIIC) attivo in Croazia sin dal 2004: la nuova Associazione è composta da oltre 90 tra le maggiori imprese italiane presenti in Croazia. Dubravko Hoic, Amministratore Delegato di Calzedonia Croazia, ne è il Presidente mentre le funzioni di Segretario Generale sono svolte dall’Avvocato Hrvoje Grenac. L’Associazione mantiene contatti con analoghe organizzazioni di altri Paesi, ma anche con nostre organizzazioni imprenditoriali d’area come Confindustria Balcani, aderente al sistema confindustriale italiano. Il 7 e 8 luglio scorso, proprio in questo ambito, l’AIIC ha ricevuto la visita del Vice Presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione associativa, Edoardo Garrone, accompagnato dai massimi esponenti del Consiglio di Confindustria Balcani.

Oltre ai settori noti, quali sono le opportunità per il nostro sistema imprenditoriale?

Le prospettive più interessanti si riscontrano al momento nei settori del turismo, energia, infrastrutture - anche grazie ai notevoli fondi Ue disponibili - , agroalimentare. Anche il settore delle biotecnologie va assumendo importanza crescente, in particolare per la soluzione di problemi ambientali e nei processi d’interesse industriale. Per le nostre imprese sussistono notevoli opportunità di collaborazione ed integrazioni produttive, in particolare nel settore industriale, attraverso la costituzione di imprese miste e/o di investimenti diretti italiani associati a nuovi processi produttivi e tecnologici. Si pensi ad esempio alla lavorazione del legno, considerata anche la ricchezza di materia prima, alla lavorazione della plastica e al settore metalmeccanico.

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Fondi Ue - interventi per migliorare gestione e spesa

Photo credit: RichKnowles / Foter / CC BY-NC

Intervista a cura di Tribuna economica

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