Commercio - OMC, Cina VS Ue per mancato riconoscimento MES

 

Pechino si appella all'OMC per il mancato riconoscimento dello status di economia di mercato da parte di Bruxelles.

MES Cina - Photo credit: Herman Van Rompuy via Foter.com / CC BY-NC-ND

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Passati 15 anni dall'entrata della Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), l'11 dicembre 2016 sono scadute alcune disposizioni del regime transitorio imposto a Pechino dall'OMC al momento della sua adesione.

In particolare, è scaduta la parte della Sezione 15 del Protocollo di adesione (intitolata "Comparabilità dei prezzi nella determinazione delle sovvenzioni e del dumping”) che concedeva ai partner commerciali della Cina membri OMC la possibilità di utilizzare un metodo alternativo a quello usato per gli scambi commerciali con i Paesi dotati dello status di economia di mercato (Market Economy Status, MES), e dunque una metodologia non basata su uno stretto confronto con i prezzi e costi interni cinesi, reputati non affidabili a causa dell'imponente intervento dello Stato nell'economia del colosso orientale.

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Allo scadere esatto dei 15 anni, dunque, la Cina ha deciso di appellarsi all'Organizzazione Mondiale del Commercio per il mancato riconoscimento del MES da parte di Bruxelles.

"Stati Uniti e Unione europea non hanno rispettato i loro obblighi", ha accusato il ministro cinese del Commercio Gao Hucheng, annunciando poi l'intenzione di aprire le consultazioni con Bruxelles per non aver modificato il metodo di calcolo dei dazi, negando di fatto a Pechino lo status di economia di mercato.

L'annuncio del Governo cinese, ha però risposto l'Ue, non tiene conto del fatto che Bruxelles sta lavorando già da alcuni mesi ad un nuovo approccio per difendersi dal dumping e dalle altre pratiche distorsive del commercio totalmente indipendente dal concetto stesso di MES.

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Una proposta che - come annunciato a luglio 2016 dal vicepresidente della Commissione e dalla commissaria al Commercio, Jyrki Katainen e Cecilia Malmstroem - prevede una nuova metodologia "neutra rispetto ai Paesi", con un livello di protezione praticamente uguale a quello in essere finora, attraverso l'applicazione indifferenziata a tutti gli Stati, e non più solo ai quelli della lista delle Economie Non di Mercato.

"Ci dispiace – ha affermato un portavoce Ue dopo le dichiarazioni del Governo di Pechino - che la Cina apra questo contenzioso ora, nonostante la Commissione abbia fatto proposte per emendare la legislazione in questione. A questo punto – ha concluso - studieremo il dossier e, come sempre, accetteremo la richiesta di aprire una fase di consultazioni".

Nel frattempo, Consiglio e Parlamento Ue stanno negoziando la nuova metodologia di calcolo del dumping avanzata dalla Commissione. Ad ogni modo, finchè non vi sarà il via libera da parte dei 28 Paesi Ue rimarranno in vigore le attuali regole comunitarie basate sul non riconoscimento del MES a Pechino.

Photo credit: Herman Van Rompuy via Foter.com / CC BY-NC-ND

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