Il futuro del fotovoltaico nelle nuove celle solari

 
Credit © European Communities, 2009Dal romanticismo alle nanotecnologie: è partito da Jena, in Turingia - patria di Novalis  e dello Sturm un Drang – il nuovo piano finanziato dall’Unione Europea per lo sviluppo delle nanotecnologie finalizzate alla creazione di celle solari potenti ed innovative. S'intitola ROD-SOL il progetto della durata di 36 mesi, dotato di un budget di 4 milioni di euro. Di questo plafond, ben 2,9 milioni confluiscono dal Settimo Programma Quadro 7° PQ, il programma di ricerca comunitario per il periodo dal 2007 al 2013.

Sviluppare nuovi, efficienti ed economici nanomateriali per le celle solari in un momento storico caratterizzato da un’impennata dei prezzi: questo l’ambizioso obiettivo di ROD-SOL. Alla base del progetto c’è l’urgenza di reperire nuove e meno inquinanti fonti energetiche.

“Il fotovoltaico è un importante pilastro di questo sforzo, considerando che l’energia solare è disponibile in quantità illimitate” ha affermato il coordinatore della sperimentazione, Silke Christensen, del prestigioso Institute of Photonic Technology di Jena, fondato nel 1992. Lo sviluppo del fotovoltaico è legato inscindibilmente alla potenza delle celle solari.

Le celle solari attualmente in uso, basate su nanobacchette di silicone sottile e atossico, raggiungono un’efficienza del 18%, ma allo stesso tempo la loro produzione richiede l’impiego di numerose materie prime ed un grande dispendio energetico. Si prevede che in futuro queste nuove celle solari, basate su una sottilissima pellicola, domineranno il mercato, abbattendo i costi. Tuttavia l’efficienza di queste celle, che si attesta al 10%, è piuttosto bassa. ROD-SOL punta ad aumentare il tasso di efficienza sviluppando e perfezionando le nanobacchette di silicone con una base più economica come il vetro o le lamine di metallo.

Il progetto ROD-SOL si avvale della collaborazione di diverse organizzazioni partner in Austria, Finlandia, Germania, Ungheria, Svizzera e negli Stati Uniti (California Institute of technology) e di quattro partner industriali provenienti dalla Germania, dalla Finlandia e dalla Slovenia che testeranno direttamente i materiali. Tra queste aziende campeggia la finlandese Picosun, produttrice di reattori per celle solari (Atomic Layer Deposition).

Al di fuori del Settimo Programma Qaudro un’altra interessante sperimentazione sullle "solar cells" è in corso presso il laboratorio nazionale di Los Alamos, nel New Mexico (Usa), tra Santa Fe e Albuquerque.
(Alessandra Flora)

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