European games: opportunità per le imprese italiane a Baku

 

baku foto di T. SforzaNon solo petrolio, gas e piattaforme offshore, ma anche sport e cultura sono gli ingredienti della crescita esponenziale dell’Azerbajan, che l’11 giugno 2014 ha lanciato la campagna “Baku2015 – One year to go”, il countdown della prima edizione degli European Games che si svolgeranno a Baku dal 12 al 28 giugno 2015.

Gli European Games sono una grande opportunità e un banco di prova per il Paese che mira a costruirsi una nuova identità: da produttore di petrolio e gas naturale a meta di turismo glamour, da ex paese dell’Unione Sovietica a ponte fra Europa e Asia, fra Cristianesimo e Islam. I giochi saranno un volano per promuovere il brand “Arzebajan” nel mondo.

Il governo azerbajano ha già avviato da tempo una operazione di marketing territoriale che mira ad attrarre aziende di tutto il mondo non solo come sponsor o partner dell’iniziativa, ma anche come player in tutti i settori legati direttamente e indirettamente dall’evento sportivo: dalle infrastrutture al gadgeting, dalla comunicazione al broadcasting, dalla sicurezza alle telecomunicazioni, dall’organizzazione di eventi all’arredo. Non a caso il ruolo di direttore della comunicazione di Baku2015 è stato affidato a William Louis-Marie, un esperto di grandi eventi sportivi con una profonda conoscenza del mondo industriale: si è fatto notare prima come Communication Manager di Coca Cola France alle Olimpiadi di Atlanta e ai Mondiali di Calcio Francia 1998, per poi assumere il ruolo di project manager della Trace TV delle Olimpiadi di Londra 2012.

I grandi sponsor per ora ufficializzati sono Tissot, BP e Procter&Gamble, ma l’elenco è destinato ad allungarsi. “Il nostro obiettivo è avere 8 grandi sponsor che siano ambasciatori di Baku2015 nel mondo” ha affermato Simon Clegg, CEO di Baku 2015, lo scorso 12 giugno in occasione della conferenza stampa di annuncio di BP partner ufficiale dell’evento.

Ma non è necessario essere dei colossi dell’industria per trarre vantaggio da questa iniziativa. Circa 40 aziende inglesi al momento operano in Azerbajan per attività legate agli European Games. Patrick Hickey, presidente del Comitato Olimpico Europeo, spiega che a causa della scarsa esperienza dell’Azerbajan nell’organizzazione di un evento di questa portata, il paese ha ingaggiato specialisti che hanno lavorato alle Olimpiadi di Londra 2012.

Anche le aziende italiane potrebbero ritagliarsi il proprio spazio. In generale il Paese può essere considerato un mercato di estremo interesse per gli alti tassi di crescita, la ricchezza di fonti energetiche, la presenza di un fondo sovrano (SOFAZ) che ha grandi disponibilità di investimento.

D’altra parte, nell’immaginario collettivo azero l’Italia è sinonimo di qualità della vita e del lusso. Dolce & Gabbana, Pal Zileri, Fendi, Etro, Bulgari, Benetton, Sisley… sono solo alcune delle boutique di lusso che si susseguono nel centralissimo tratto di strada compreso fra gli hotel Hilton e Four Seasons. Gli European Games potranno agevolare l’approfondimento nelle relazioni economiche delle aziende italiane con l’Azerbajan in settori limitrofi a quello dei giochi: le costruzioni, l’ingegneria civile, le infrastrutture, i macchinari, l’agroalimentare, il tessile-abbigliamento, la ristorazione, l’arredamento e il turismo.

“I giochi non sono solo un pretesto per ripulire i palazzi – spiega Azad Rahimov, ministro delle Gioventù e dello Sport - ma un’occasione per migliorare le infrastrutture e la sicurezza della città a prescindere dall’evento in sé. Sicurezza e sostenibilità saranno le due componenti principali degli European Games 2015, senza dimenticare la tecnologia: infrastrutture sportive smart e capaci di far vivere allo spettatore una esperienza sportiva più intensa”.

Venti grandi strutture ospiteranno le gare e i grandi eventi legati ai giochi. Alcune esistono già e subiranno solo un restyling, come ad esempio la Christal Hall che nel 2012 ha ospitato l’Eurovision Song Contest. Altri impianti saranno nuovi di zecca, come il Baku Olympic Stadium, attualmente in costruzione, che avrà una capacità di 68.000 posti. La costruzione dello stadio è affidata all’impresa turca Tekfen. Vi lavorano ingegneri e geometri stranieri (soprattutto inglesi) con ruoli di management. Gli operai sono maestranze locali. Tanti expact vivono a Baku. A iniziare dagli imprenditori, che hanno fiutato investimenti profittevoli e si sono trasferiti per curare i loro business legati alle infrastrutture, all’industria dell’oil&gas, e ora anche allo sport grazie agli European Games. Attualmente la comunità più numerosa è quella francese, complice anche il fatto che Ubifrance, agenzia per lo sviluppo internazionale delle imprese, organizza periodicamente dei meeting per evidenziare le opportunità di fare affari in Azerbajan.

Altrettanto fa l’Ambasciata d’Italia a Baku, che lo scorso anno ha realizzato il vademecum “Fare affari in Azerbajan” sui benefici che il governo azerbajano concede alle aziende straniere che lavorano e investono in Azerbajan. Anche l’ICE ha pubblicato vari report dedicati al settore agricolo, dell’edilizia e della gioielleria. Camere di Commercio e Confindustria non sono da meno e organizzano periodicamente delle country presentation dedicate al paese azero. La prossima si terrà a Perugia il 24 giugno presso la sede di Confindustria Umbria.

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