Ricerca: Ue, la scienza è un gioco da ragazze

Science it's a girl thing - foto Commissione UeCon Horizon 2020 aumenterà il numero dei ricercatori. Saranno circa un milione in più, dal 2014 al 2020. E l'Unione europea vuole che siano donne. Infatti, malgrado oltre la metà della popolazione studentesca dell'Unione europea e il 45% dei titolari di dottorato siano donne, quelle che intraprendono una carriera da ricercatrici rappresentano solo un terzo del totale. Troppo poche, secondo Bruxelles, che lancia, così, la campagna Science: it's a girl thing.

La campagna europea, di durata triennale, cercherà di abbattere stereotipi fin troppo radicati per avvicinare le ragazze adolescenti allo studio di materie generalmente considerate “maschili”, come la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica. E alla professione di ricercatrice.

L'iniziativa si svolgerà in sei paesi - Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Polonia –, in concomitanza con la presentazione del nuovo programma quadro per la ricerca e l'innovazione Horizon 2020.

"Scienza non significa solo uomini anziani in camice bianco”, ha dichiarato la commissaria europea per la Ricerca, l'innovazione e la scienza Máire Geoghegan-Quinn: “la scienza offre la possibilità di dare un contributo decisivo alla nostra società e al nostro futuro. E la sottorappresentazione delle donne in un settore fondamentale della nostra economia non ha alcun senso in un momento in cui l'Europa lotta per la crescita e per l'occupazione. Ci auguriamo che, fornendo modelli positivi e illustrando le possibilità esistenti, si possano convincere più giovani donne ad abbracciare le professioni scientifiche”.

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Science: it's a girl thing

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