Calderini a Fasi.biz: meno burocrazia, più innovazione. Direzione Horizon 2020

Mario Calderini - foto profilo facebook Mario CalderiniSmart specialisation strategy, Horizon 2020 e fondi strutturali. Tre ingredienti che, se mescolati correttamente, dovrebbero condurre allo sviluppo della ricerca e dell'innovazione in Europa. L'Italia? Non può certo vantare una posizione di vantaggio rispetto agli altri paesi Ue: da un lato la difficoltà cronica di utilizzo dei fondi comunitari, dall'altro un rapporto non certo ottimo con l'innovazione. “Dobbiamo ricostruire pezzo a pezzo una strategia nazionale”, ha dichiarato Mario Calderini, consigliere scientifico del ministro dell'Istruzione, università e ricerca Francesco Profumo, intervistato da Fasi.biz.

Intervenendo al consiglio Competitività Ue, Profumo ha proposto una serie di linee guida per la partecipazione italiana ad Horizon 2020, non ultimo l'allineamento dei programmi di ricerca e innovazione nazionali a quelli europei. Lo stesso discorso varrebbe per i bandi locali. Crede che ciò sia davvero realizzabile?

Sono perfettamente d'accordo con le indicazioni del ministro Profumo, e ritengo che i temi di Horizon 2020, soprattutto se considerati dal lato applicativo, possano richiamare e sviluppare specializzazioni locali. Horizon 2020 è una grande palestra, soprattutto per i bandi nazionali.

In questo modo non si corre il rischio di non tener conto delle specificità locali?

In alcuni settori le specificità locali andrebbero superate, almeno in parte. In Italia, abbiamo una gran quantità di distretti tecnologici e industriali, che lavorano spesso separatamente. L'eccessiva frammentazione non porta da nessuna parte.

Passiamo a un altro male cronico dell'Italia, le lungaggini burocratiche: gran parte delle imprese – e con loro i centri di ricerca pubblici e privati, e gli stessi ricercatori – lamentano una lentezza eccessiva nelle procedure valutative dei bandi. Il Miur come pensa di risolvere il problema?

Mi rendo conto che si tratta di una situazione inaccettabile. All'interno del ministero abbiamo già iniziato a lavorare in questa direzione, creando una task force per il recupero del pregresso. A questo si aggiungono però anche altre problematiche, soprattutto nel caso delle imprese, come la difficoltà di accedere alle garanzie.

A proposito di recupero del pregresso, ci sarebbero i fondi relativi ai bandi Pon 2007-2013 - Ricerca e competività, Potenziamento strutturale, Distretti ad alta tecnologia e di laboratori pubblico-privati. In tutto, oltre due miliardi e mezzo di risorse, che il ministero non ha ancora esaurito. Come pensate di utilizzare quei fondi?

250 milioni di euro verranno sbloccati entro il 30 maggio. Poi ci sono i bandi smart cities and communities: il primo, per le Regioni convergenza del Sud Italia, si è già chiuso; il secondo, per le Regioni del centro-nord mette a disposizione 700 milioni di euro. Si tratta di progetti su cui il ministero sta puntando molto, moltissimo e che si iscrivono nella linea di sviluppo indicata da Bruxelles. Puntano cioè a una strategia di sviluppo smart, intelligente.

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