Recovery plan: per l’Italia digitale servono riforme e cooperazione con imprese

 

Recovery plan agenda digitale italianaL’appello è stato lanciato oggi dalle istituzioni e dalla imprese nel corso dell’evento ‘Un piano europeo per un’agenda digitale italiana’ organizzato dall’Ufficio in Italia del Parlamento europeo.

Cosa prevede il Recovery plan italiano 

Durante il webinar i partecipanti hanno fatto il punto sugli interventi per il digitale previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che, in base alle ultime bozze, destina alla mission 1 "Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura" oltre 46 miliardi di euro.

Recovery plan: un’occasione storica da non perdere

I fondi europei che l’Italia riceverà nell’ambito di Next Generation EU rappresentano una “occasione storica” che permetterà all’Italia di rimanere competitiva, ha sottolineato Antonio Parenti, capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.

Secondo Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia, affinché gli investimenti previsti dal Recovery plan italiano abbiano un impatto decisivo per la ripresa del paese duramente colpito dall’emergenza Covid-19 devono essere “accompagnati da riforme, che imprese e cittadini chiedono da tanti anni”.

Ricordiamo che il PNRR - secondo l’ultima versione - può contare su un budget complessivo di oltre 223 miliardi di euro, con il 20% delle risorse destinato alla transizione digitale del paese, in linea con le indicazioni di Bruxelles.

Per non perdere l’opportunità dei fondi previsti dal Recovery plan servono riforme immediate, ha proseguito Fabio Massimo Castaldo, vice-presidente del Parlamento europeo, ricordando che il digitale è il principale driver – trasversale a tutti i settori, dai servizi al manifatturiero - per il rilancio dell’economia italiana ed europea. “Oggi la trasformazione digitale non è più una scelta, ma un obbligo”.

5G, cloud e cybersicurezza: cosa c'è nel Recovery plan per il digitale

La digitalizzazione dell'Italia deve essere trasversale

Anche Paola Pisano, ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, ha ribadito che con il Next Generation EU “l’Unione europea mette a disposizione un treno che l’Italia non può per mettersi di perdere”.

Gli interventi che l’Italia ha proposto nell’ambito del Recovery plan per il digitale riguardano:

  • le infrastrutture digitali, che devono essere rafforzate per garantire l’autonomia e l’indipendenza del paese;
  • i dati e l’interoperabilità: la PA deve rendere disponibile ed aprire il proprio patrimonio informativo per favorire interoperabilità dei dati;
  • i servizi digitali e le piattaforme abilitanti: l’obiettivo è accorciare le distanze tra PA e utenti, semplificando l’interazione di cittadini e imprese con i servizi digitali, dal fascicolo sanitario elettronico ai pagamenti digitali;
  • la sicurezza cibernetica: occorre dare piena attuazione perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e alla direttiva europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS) per prevenire cyber-attacchi e garantire alti standard di cybersicurezza;
  • le competenze digitali: per evitare il rischio di esclusione digitale è necessario sviluppare le digital skills degli italiani, che – come indicato nel DESI Index 2020 – sono in ritardo rispetto alla media UE. Con la nuova strategia nazionale per le competenze digitali l’Italia intende compensare il digital gap che la caratterizza così da allinearsi ai livelli europei.

Questi interventi devono essere accompagnati da riforme strutturali, a partire da quella della pubblica amministrazione, e da una stretta collaborazione tra settore pubblico e privato, ha proseguito la Pisano.

Secondo la ministra serve anche una strategia coerente e continua per la ripresa del paese, in cui la digitalizzazione sia trasversale, e non più gestita a silos, come spesso è accaduto in passato. A proposito della riforma della PA la Pisano ha dichiarato: “non è la tecnologia che va inserita nell’ente”, bisogna modernizzare e riorganizzare il coordinamento partendo dai dati e dai servizi digitali.

Sulle riforme da agganciare ai progetti del Recovery plan si è soffermato anche Roberto Viola, direttore generale della DG CONNECT della Commissione europea, citando – tra le altre cose - la riforma del sistema giudiziario italiano, affinché sia più snello e digitalizzato.

Il successo del PNRR non può prescindere da una governance efficiente, che per funzionare ha bisogno di una stretta collaborazione con le imprese, ha sottolineato Viola.

A tal proposito Luigi Gubitosi, vicepresidente di Confindustria con delega al Digitale, si è fatto portavoce nel corso dell’evento del punto di vista delle aziende italiane, che vedono nel “digitale la strategia per la ripartenza economica italiana ed europea”.

La cooperazione dell’Italia con gli altri paesi europei è fondamentale soprattutto in ambito digital, dove la condivisione di standard e regole comuni è vitale per lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali - come nel caso del progetto Gaia-X – e della digital economy, come dimostrano i lavori in corso per la legge sui servizi digitali (Digital services act) e la legge sui mercati digitali (Digital markets act).

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