Contributi, CIG, RdC e congedi: cosa ci sarà nel decreto Sostegno per imprese e famiglie

Dl sostegnoIndennizzi per aziende, partite IVA e professionisti, estensione della Cig Covid e congedi per i genitori. Sono alcune delle misure del dl Sostegno a cui il governo Draghi sta lavorando per aiutare il paese a fronteggiare la crisi Covid-19.

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Il decreto Sostegno (ex-decreto Ristori 5) dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri nel corso della settimana.

Il provvedimento può contare sui 32 miliardi di euro del nuovo scostamento di bilancio, che serviranno a finanziare nuovi aiuti, alla luce delle nuove restrizioni anti-contagio previste dal Dpcm del 2 marzo 2021 fino al 6 aprile 2021.

Lato fisco, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che è in corso di redazione il provvedimento che differirà il termine del 1° marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” (articoli 3 e 5 del dl n. 119-2018) e del “saldo e stralcio” (art. 1 commi 190 e 193 della Legge 145/2018). Il termine riguarda le rate del 2020 ancora non versate a cui si aggiunge la prima rata del 2021 della rottamazione-ter.​

Nel dl Sostegno nuovi aiuti per imprese, partite IVA e famiglie

In base alle prime anticipazioni, il decreto Sostegno darà continuità agli aiuti previsti dai precedenti dl Ristori, con alcune novità, soprattutto per i professionisti.

Per i contributi a fondo perduto il budget messo in campo dovrebbe ammontare a 10-12 miliardi di euro, da destinare a tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

Si amplierebbe così la platea dei beneficiari, eliminando i codici Ateco e includendo anche i professionisti iscritti agli ordini. Inoltre, per accedere ai contributi a fondo perduto, non dovrebbe esserci più distinzione tra zone (gialla, arancione e rossa).

Il contributo spetterebbe ai soggetti con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, che nel bimestre gennaio/febbraio 2021 hanno registrato un ammontare del fatturato e dei corrispettivi inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dell’analogo periodo del 2019. Ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, invece, il contributo spetterebbe anche in assenza del predetto requisito.

L’importo del contributo dovrebbe essere determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del bimestre gennaio/febbraio 2021 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del bimestre gennaio/febbraio 2019, pari al:

  • 20%, per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel 2019;
  • 15%, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro nel 2019;
  • 10%, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1milione di euro nel 2019.

L’importo del contributo molto probabilmente non potrà superare i 150mila euro e potrebbe essere riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a 2mila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

A scelta del contribuente, il contributo potrebbe essere erogato come contributo diretto, oppure riconosciuto sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

Per richiedere i contributi molto probabilmente servirà un'autocertificazione da inviare all'Agenzia delle Entrate. Il governo punterebbe, poi, ad erogare gli indennizzi il prima possibile - entro il 30 aprile - ricorrendo anche ad una nuova piattaforma, gestita da Sogei.

Per gli operatori del turismo montano, che hanno visto posticipare l'apertura degli impianti sciistici da metà febbraio a marzo, dovrebbero esserci indennizzi per 600 milioni di euro.

Il nuovo provvedimento, poi, dovrebbe rifinanziare la cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 almeno fino al 30 giugno, con procedure più semplici per richiederla, e prorogare il blocco dei licenziamenti sempre fino alla fine di giugno.

Il dl Sostegno dovrebbe anche finanziare con 2 miliardi di euro un pacchetto di misure per l’acquisto, la distribuzione e la somministrazione dei vaccini contro il coronavirus. Attese anche anticipazioni sul Polo nazionale pubblico-privato per la produzione dei vaccini, a cui il MISE sta lavorando.

Per far ripartire in maniera graduale l'attività di riscossione, invece, il provvedimento dovrebbe prevedere nuove proroghe e tempi più lunghi per le notifiche. Nel dettaglio dovrebbe essere prorogata fino al 30 aprile 2021 la sospensione di dei versamenti per cartelle e avvisi; spunta anche l'ipotesi dello stralcio di tutte le cartelle ricevute tra il 2000 e il 2015.

Lato famiglie, invece, il nuovo decreto dovrebbe stanziare 200 milioni di euro per aiutare i nuclei familiari ad affrontare le nuove chiusure delle scuole dettate dal Dpcm del 2 marzo. Si prevede quindi il passaggio allo smart working per i genitori con figli sotto i 16 anni malati di Covid, per il periodo della didattica a distanza o della quarantena del figlio, oltre al congedo (pagato al 50%) per i genitori con figli minori di 14 anni.

Il provvedimento potrebbe anche prorogare il Reddito di Cittadinanza (RdC), stanziando un miliardo di euro a favore dei nuclei familiari in difficoltà.

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Il punto sui Ristori

La legge di conversione n. 176-2020 del decreto Ristori (decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020) ha riunito il pacchetto di misure adottate dal Governo alla fine del 2020 - tramite il dl Ristori Uno (dl 137-2020), Ristori Bis (149-2020), Ristori Ter (154-2020) e Ristori Quater (157-2020) - per fronteggiare la crisi economica causata dal perdurare dell'emergenza Covid-19.

Oltre ai contributi a fondo perduto e agli aiuti alle categorie di imprese e lavoratori più colpiti dalla crisi, il provvedimento ha introdotto riduzioni per le bollette di aziende e professionisti che rientrano nei codici Ateco del decreto.

La cassa integrazione ordinaria in deroga e l'assegno ordinario legate all’emergenza Covid-19 sono stati prorogati fino al 31 gennaio 2021, ampliando la platea dei beneficiari a chi è stato assunto entro il 9 novembre 2020.

Con il provvedimento sono stati anche detassati i contributi e le indennità connessi all'emergenza Covid che spettano ai soggetti esercenti impresa, arte o professione e ai lavoratori autonomi. Previsto inoltre l’obbligo di equo compenso per i professionisti impegnati nei lavori che godono del Superbonus.

Ricordiamo che nella Gazzetta ufficiale del 30 gennaio è stato pubblicato il testo coordinato e la legge di conversione del decreto-legge n. 172-2020, il cosiddetto decreto Natale che riconosce un contributo a fondo perduto alle attività di ristorazione costrette a chiudere durante le feste.

Legge n. 176-2020

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