Pagamenti elettronici: operativi da oggi bonus Pos e limite contanti

 

Pagamenti elettronici - Foto di Free stock photos from www.rupixen.com da Pixabay Via libera dal 1° luglio alla riduzione del tetto all’uso del contante, mentre per i commercianti scatta il bonus Pos: il credito d’imposta sui pagamenti elettronici. Ecco quello che c’è da sapere su queste opportunità e sulle altre misure per disincentivare l’uso del contante, previste dalla Legge di Bilancio 2020.

Il testo della Legge di Bilancio 2020

Con la Manovra 2020 e il decreto fiscale ad esso collegata, è stata introdotta una varietà di misure volte sia a contrastare l’evasione fiscale, sia a favorire l’utilizzo da parte dei consumatori di metodi di pagamento sicuri alternativi al contante. 

Bonus Pos: in cosa consiste il credito d'imposta?

Con l'ultimo decreto fiscale viene introdotto il bonus Pos, un credito d'imposta del 30% sulle commissioni applicate dalle banche o da altri operatori finanziari, che lo Stato s’impegna a restituire ai professionisti sotto forma di credito d’imposta, ma solo in regime di compensazione.

Il credito è riconosciuto per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2010, a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno precedente non siano di ammontare superiore a 400.000 euro.

Il credito d’imposta sarà utilizzabile solo in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento delle spese. Dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo (in questo caso del 2021 per il 2020) e non andrà a cumularsi al reddito stesso e di conseguenza non inciderà sulle tasse relative e dell’IRAP.

Inoltre, è concessa ai contribuenti la possibilità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione con il Fisco, godendo della riduzione delle sanzioni, anche nel caso di mancati pagamenti dei tributi locali come Tasi, Tari e Imu.

Dunque, professionisti e imprese sarebbero obbligati ad accettare i pagamenti con moneta elettronica per potere accedere a questo nuovo credito d’imposta. Tuttavia, ciò che manca sono le sanzioni nei confronti di chi non si adeguerà. 

Per ottenere il credito dovrà essere inviata comunicazione, utilizzando il software predisposto dalla Agenzia delle Entrate, in cui andranno evidenziati sia il numero delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento sia gli importi delle commissioni e dei costi fissi periodici addebitati dagli operatori finanziari che mettono a disposizione il Pos.

La comunicazione dovrà essere effettuata entro il 20 del mese successivo e il credito, maturato con cadenza mensile, potrà essere utilizzato a decorrere dal mese successivo.

Soglia limite contanti

Parallelamente al bonus Pos, tra le principali azioni sul tema nella Legge di Bilancio c'è una metamorfosi nell'uso del contante: si abbassa la soglia limite delle transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati. 

Nello specifico, è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro e in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per un valore complessivo pari o superiore a 2.000 euro;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2022 per un valore complessivo pari o superiore a 1.000 euro.

Il tetto comporta che fino a 1.999 euro è possibile dare soldi in contanti ad un’altra persona o a un’azienda. Dai 2.000 euro in su, invece, per trasferire denaro è necessario uno strumento tracciabile come il bonifico bancario, la carta di credito. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento. 

La norma impone ai professionisti non solo il rispetto di tale soglia ma anche la comunicazione al ministero dell’Economia e delle Finanze, solitamente attraverso le Ragionerie territoriali dello Stato, di eventuali illeciti di cui vengano a conoscenza nello svolgimento della loro attività.

Piano Colao e pagamenti elettronici

Il documento "Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022" ribattezzato piano Colao, presentato dalla task force di Vittorio Colao alla presidenza del Consiglio, propone di incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici

L’argomento, a cui è dedicato il punto 9 degli interventi in materia di imprese e lavoro, si inquadra nell’obiettivo più ampio di "ridurre significativamente l’economia sommersa per liberare risorse e garantire concorrenza equa".

Le proposte della task force Colao non aggiungono grandi novità. Tre le vie individuate per favorire questa transizione:

  • incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici (PA, esercizi commerciali e soprattutto servizi e prestazioni), tramite deduzioni/detrazioni dall’IRPEF, lotterie instant win, credito d’imposta per gli esercenti e accordi con il sistema bancario per riduzione delle commissioni;
  • rendere effettive ed eventualmente inasprire le sanzioni per gli esercizi commerciali e servizi privi di POS o con POS non funzionante;
  • scoraggiare l’uso del contante per ammontare rilevante attraverso la riduzione dei limiti ai pagamenti in contanti nonché disincentivi al ritiro e all’utilizzo degli stessi (ad es. anticipo fiscale a valere sui prelievi di contante).

Non solo: la task force, si legge nel documento, "auspica che si possa promuovere un’iniziativa presso le istituzioni europee competenti per mettere rapidamente fuori corso le banconote di maggior taglio, 500 euro e 200 euro".

Fase 3: Piano Colao, 102 proposte per far ripartire l'economia

Cos’è il super bonus della Befana

Introdotta come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione incentata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica, poi messo da parte a causa della pandemia da Covid-19.

Si tratta del cosiddetto Bonus Befana, l’incentivo sui pagamenti elettronici attraverso il rimborso di parte della spesa sostenuta per gli acquisti effettuati con carte, bancomat e app. Rivolto alle persone fisiche maggiorenni e residenti nel territorio dello Stato che effettuano abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici, il sistema impiegato per questo bonus è quello del cashback, vale a dire il rimborso di una percentuale dell’importo speso dal contribuente.

Era atteso per aprile un provvedimento attuativo del ministero dell'Economia e delle finanze, che avrebbe dovuto individuare le specifiche modalità attuative. Lo strumento che sarebbe dovuto scattare dal 2021, prometteva coperture per 3 miliardi di euro annui per il 2021 e il 2022. Tuttavia, queste risorse sono andate a convergere nel decreto rilancio

Lotteria degli scontrini e premi speciali cashless

Posticipata inizialmente dal 1° gennaio al 1° luglio 2020 l'istituzione della lotteria degli scontrini, con estrazioni e premi speciali per le spese pagate con la carta di credito o il bancomat che coinvolgerà anche gli esercenti. Successivamente, a causa dell'emergenza sanitaria, lo strumento è stato nuovamente rinviato al 1° gennaio 2021

Viene introdotta dal decreto fiscale, inoltre, la possibilità per il consumatore di segnalare, nella sezione dedicata dell'apposito portale lotteria, la circostanza che l'esercente al momento dell'acquisto ha rifiutato di acquisire il codice lotteria. Tali segnalazioni sono utilizzate dall'Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza nell'ambito delle attività di analisi del rischio di evasione.

I premi della lotteria non concorrono alla formazione del reddito del percipiente per l’intero ammontare corrisposto nel periodo d’imposta e non sono assoggettati ad alcun prelievo fiscale.

Inoltre, per incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori, saranno istituiti dei premi speciali in denaro riservati tanto ai consumatori finali quanto agli operatori IVA che memorizzano e trasmettono telematicamente i dati dei corrispettivi.

Il tetto di spesa per i nuovi premi è di 45 milioni di euro annui. Al fine di garantire le risorse per l'istituzione dei premi aggiuntivi e per le connesse spese di gestione amministrativa, la norma stabilisce un incremento, di 50 milioni annui a decorrere del 2020, del Fondo per la gestione della lotteria, istituito dall'articolo 18, comma 2, del decreto-legge n. 119 del 2018.

Pir, rientro dei cervelli e appalti: il decreto fiscale in Gazzetta ufficiale

Per leggere l'articolo prego
accedi o iscriviti

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.