Sostegni bis: cosa cambia per moratoria prestiti e Fondo garanzia Covid

 

Ministro Economia Franco - Credit: Palazzo ChigiIl decreto-legge n. 73-2021, in vigore dal 26 maggio, dedica 9 dei suoi 40 miliardi al pacchetto credito e liquidità, prorogando la moratoria sui finanziamenti e l'intervento straordinario del Fondo di garanzia PMI fino al 31 dicembre 2021, ma con qualche novità.

Tutte le misure del Decreto Sostegni bis

Nonostante il pressing delle associazioni imprenditoriali e dell'ABI, che in una lettera alle istituzioni italiane hanno chiesto di assicurare semplicità e continuità al funzionamento della moratoria prestiti e delle garanzie pubbliche, il testo del decreto Sostegni bis pubblicato in Gazzetta ufficiale stabilisce che la sospensione delle rate non sarà automatica e varrà solo per la quota capitale dei finanziamenti.

Più contenuto di quanto previsto dalle bozze del decreto circolate prima del CdM l'intervento del dl 73-2021 sul Fondo di garanzia PMI: la disciplina speciale del Fondo, così come l'efficacia di Garanzia Italia di SACE, è prorogata dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 e, previa notifica e autorizzazione della Commissione europea, si ammette il prolungamento della durata massima dei finanziamenti a 10 anni.

La copertura, però, resta invariata al 100% per i finanziamenti fino a 30mila euro e al 90% per quelli di importo superiore, anche in caso di allungamento oltre i sei anni, solo per i finanziamenti già in essere. Per i nuovi prestiti richiesti dal 1° luglio, invece, la garanzia scende, rispettivamente, al 90 e all'80%.

La moratoria sui finanziamenti e il Fondo garanzia PMI

Con il decreto Cura Italia (dl n. 18-2020) il Governo ha congelato fino al 30 settembre le linee di credito in conto corrente, i finanziamenti per anticipi su titoli di credito, le scadenze di prestiti a breve e le rate di prestiti e canoni. La moratoria è stata poi prorogata a gennaio 2021 dal decreto Agosto ed estesa fino al 30 giugno 2021 dalla legge di Bilancio 2021. Per coloro che avevano già fatto richiesta di moratoria, la manovra ha previsto l'allungamento automatico dei termini, salvo rinuncia da parte dell'impresa beneficiaria, mentre per i soggetti che non avevano ancora aderito è stata prevista la presentazione di apposita istanza entro il 31 gennaio 2021.

La sospensione del pagamento delle rate di mutui e prestiti è accessibile alle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi e dai lavoratori autonomi titolari di partita IVA ed è accompagnata da una garanzia pubblica, di natura sussidiaria, a valere su un'apposita sezione del Fondo di garanzia per le PMI.

Sempre nel quadro delle misure del Cura Italia il Governo ha infatti previsto un accesso semplificato al Fondo di garanzia per le PMI e ha innalzato l'importo massimo garantito per impresa da 2,5 milioni a 5 milioni di euro, misure poi potenziate dal decreto Liquidità che ha portato la garanzia al 100% per prestiti fino a 30mila euro, senza alcuna valutazione del merito di credito, e al 100% (di cui 90% dallo Stato e 10% dai Confidi) per i prestiti fino a 800mila euro, senza valutazione andamentale. Nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito, la garanzia è stata portata al 90%, senza valutazione andamentale.

A questo quadro il decreto Agosto ha aggiunto un allargamento della platea dei beneficiari alle aziende che sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti o hanno presentato un piano in tal senso, a condizione che alla data di presentazione della domanda le loro esposizioni non siano classificabili come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato e il soggetto finanziatore, sulla base dell’analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza.

L’intervento straordinario in garanzia del Fondo di garanzia PMI è stato poi prorogato al 30 giugno 2021 dall'ultima legge di Bilancio, che ha anche previsto che i finanziamenti di cui alla lettera m) dell'art. 13 comma 1 del decreto Liquidità - cioè i finanziamenti fino a 30mila euro garantiti al 100% dal Fondo, concessi in favore di PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni - possono avere una durata di 15 anni e non più di 10 anni.

Come il coronavirus cambia il Fondo di garanzia per le PMI

Il pacchetto liquidità nel decreto Sostegni bis

Questo quadro cambia con il decreto Sostegni bis, approvato il 20 maggio dal Consiglio dei Ministri e in vigore, dopo la pubblicazione in Guri, dal 26 maggio.

Come atteso, il provvedimento conferma la moratoria mutui fino al 31 dicembre 2021, ma la proroga si applica alla sola quota capitale e non agli interessi, e alle sole imprese che avevano già richiesto di usufruire della moratoria entro il 31 gennaio 2021. In secondo luogo, la proroga non è più automatica: pur non dovendo presentare una vera e propria domanda, in quanto tale passibile di rifiuto, le imprese, anche se già ammesse alla moratoria, dovranno dichiarare l'intenzione di continuare ad usufruire dell'allungamento/sospensione delle rate, inviando una comunicazione all'istituto di credito. Questa comunicazione può essere trasmessa anche via email, ma deve pervenire entro la scadenza del 15 giugno 2021.

Per approfondire: Moratoria prestiti e mutui per partite IVA e imprese: cosa c’e’ da sapere

Le PMI e i titolari di partita Iva possono beneficiare, o continuare a beneficiare, sempre previa comunicazione, della disciplina speciale del Fondo di garanzia PMI fino al 31 dicembre 2021.

Anche in questo caso, il Sostegni bis introduce però delle novità: mentre la copertura resta al 100% per i finanziamenti in essere fino a 30mila ed è confermata al 90% per quelli di importo superiore anche in caso di allungamento della durata dei prestiti fino a dieci anni, le regole cambiano per i prestiti richiesti dopo il 30 giugno. Dal 1° luglio, infatti, il decreto prevede una riduzione della garanzia in caso di allungamento della durata del debito oltre i sei anni, che passa dal 100% al 90% per i prestiti entro la soglia di 30 mila euro e dal 90% all’80 per quelli di importo superiore a 30 mila euro.

Inoltre, le imprese “diverse dalle PMI” con un numero di dipendenti non superiore a 499 (Midcap) non possono più ottenere garanzie su singole operazioni, anche se la richiesta è stata presentata prima del 26 maggio, mentre per gli enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, si apre la possibilità di presentare richieste di garanzia per finanziamenti di importo fino a 30mila euro e di durata massima di 15 anni.

Il dl n. 73-2021 proroga inoltre al 31 dicembre Garanzia Italia, lo strumento previsto dal decreto Liquidità per sostenere - attraverso la garanzia di SACE e la controgaranzia dello Stato - la concessione di finanziamenti alle attività economiche e d’impresa danneggiate dall’emergenza Covid-19 e che la legge di Bilancio 2021 ha potenziato consentendone l'impiego anche per rinegoziare o consolidare indebitamenti esistenti.

Garanzia Fondo PMI per grandi portafogli di finanziamenti e obbligazioni

Sempre nell’ambito del Fondo PMI, il decreto introduce uno strumento di garanzia pubblica di portafoglio a supporto dei crediti a medio lungo termine per finanziare progetti di ricerca e sviluppo e programmi di investimento presentati di imprese con organico non superiore a 499 dipendenti.

In deroga all'attuale disciplina del Fondo, il Sostegni bis stabilisce infatti che per le garanzie su questi portafogli di nuovi finanziamenti:

  • l’ammontare massimo dei portafogli di finanziamenti è innalzato a 500 milioni di euro,
  • i finanziamenti hanno durata non inferiore a 6 anni e non superiore a 15 anni e sono finalizzati per almeno il 60% a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e/o di programmi di investimenti;
  • i soggetti beneficiari sono ammessi senza la valutazione economico finanziaria da parte del Gestore del Fondo;
  • il punto di stacco e lo spessore della tranche junior del portafoglio di finanziamenti sono determinati utilizzando la probabilità di default calcolata dal soggetto richiedente sulla base dei propri modelli interni;
  • la garanzia è concessa a copertura di una quota non superiore al 80% della tranche junior del portafoglio di finanziamenti;
  • la quota della tranche junior coperta dal Fondo, non può superare il 25% dell’ammontare del portafoglio di finanziamenti;
  • in relazione ai singoli finanziamenti inclusi nel portafoglio garantito, il Fondo copre l’80% della perdita registrata sul singolo finanziamento;
  • la chiusura del periodo di costruzione del portafoglio di finanziamenti deve avvenire entro il termine indicato dai soggetti richiedenti in sede di richiesta della garanzia e non potrà comunque superare i 24 mesi dalla data di concessione della garanzia del Fondo.

Alla misura è destinato un miliardo di euro per l’anno 2021

Inoltre, per sostenere l’accesso a canali alternativi di finanziamento da parte delle imprese con numero di dipendenti non superiore a 499, nell’ambito del Fondo di garanzia è istituita un’apposita sezione dedicata alla concessione di garanzie su portafogli di obbligazioni, che siano emesse dalle imprese ammesse a fronte della realizzazione di programmi qualificati di sviluppo aziendale, nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di tipo tradizionale, sintetico o anche senza segmentazione del portafoglio.

Il Sostegni bis indica già che l'importo delle obbligazioni emesse da ciascuna impresa deve essere compreso tra 2 milioni e 8 milioni di euro, ma sarà un decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, a stabilire modalità e condizioni per la concessione della garanzia, cui sono destinati, in fase di prima applicazione, 100 milioni per l’anno 2021 e 100 milioni per l’anno 2022.

ACE Innovativa e detassazione capital gain startup innovative

Per favorire la patrimonializzazione delle imprese, il Sostegni bis stanzia 2 miliardi di euro per finanziare un regime transitorio straordinario della disciplina dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) per gli aumenti di capitale fino a 5 milioni di euro, con la possibilità di trasformare il relativo beneficio fiscale in un credito d’imposta compensabile per il 2021.

Uno stanziamento da 1,6 miliardi è invece diretto a favorire lo smobilizzo dei crediti tributari e contributivi, portando a 2 milioni di euro il limite annuo dei crediti d’imposta compensabili o rimborsabili.

Nel pacchetto anche la norma in base alla quale le plusvalenze realizzate da persone fisiche, derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale di imprese start up innovative acquisite mediante sottoscrizione di capitale sociale dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2025 e possedute per almeno tre anni non sono soggette a imposizione.

Consulta il testo del decreto-legge n. 73-2021 Sostegni bis in Gazzetta ufficiale

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