Clima: consultazione pubblica sull’accordo globale 2015

Inquinamento - foto di Raimond SpekkingIn vista del nuovo accordo internazionale sul cambiamento climatico 2015 – annunciato nel dicembre 2011 durante la conferenza di Durban - la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere i contributi di cittadini, organizzazioni e pubbliche amministrazioni dell’Ue. La consultazione – aperta fino al 26 giugno 2013 – intende avviare un dibattito pubblico a livello europeo incentrato sulle principali sfide comunitarie relative al riscaldamento globale e alle emissioni inquinanti.

Obiettivo della consultazione è sollecitare i pareri delle parti interessate sul nuovo accordo che deve essere concluso entro la fine del 2015 e la cui applicazione è prevista a partire dal 2020.

La consultazione è pertanto incentrata su:

  • come mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C,
  • come incoraggiare i paesi a ridurre le emissioni inquinanti,
  • il ruolo dell’accordo 2015 a livello internazionale,
  • gli strumenti per garantire l’efficacia dell’accordo 2015 in Europa.

I contributi raccolti consentiranno alla Commissione di definire la posizione dell’Ue in merito all’accordo 2015, che riunirà sotto un unico regime tutti gli impegni - vincolanti e non – attualmente adottati nel mondo ai sensi della convenzione sul clima delle Nazioni Unite.

Al momento, l’Ue, alcuni paesi europei e l’Australia hanno confermato il proprio impegno nel perseguire gli obiettivi vincolanti – fino al 2020 - previsti dal protocollo di Kyoto, mentre circa 60 paesi hanno adottato altri accordi – non vincolanti - per ridurre o limitare le emissioni di gas serra (GHG).

Il 17 aprile 2013 a Bruxelles si svolgerà una conferenza ad hoc sull’accordo 2015.

"A Copenhagen – ha dichiarato Connie Hedegaard, commissaria europea per il portafoglio Azione per il clima - i leader mondiali hanno deciso di mantenere il riscaldamento globale sotto 2 °C per evitare gli impatti più gravi dei cambiamenti climatici. Si tratta di un’ottima decisione. Ma visto che, giorno dopo giorno ci stiamo allontanando da questo obiettivo, è chiaro che occorre fare di più. Tutti noi dobbiamo fare di più. Un accordo internazionale ambizioso nell’ambito del quale le principali economie si impegnino ad agire in funzione delle loro capacità attuali e future è indispensabile per vincere questa battaglia. Questo documento costituisce un invito a contribuire a definire la posizione dell’Ue e a ottenere il miglior accordo possibile nel 2015".

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