Cosa dice la quarta relazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR?

 

Foto di Lukas da PexelsLa Corte dei Conti torna sul PNRR, pubblicando la nuova relazione sullo stato di avanzamento del Piano. Al centro dell’analisi dei magistrati contabili, effettuata nel corso del secondo semestre dell’anno scorso, vi sono stati gli interventi realizzati al 31 dicembre 2023. Ciò che emerge è un Piano sostanzialmente al pari per quanto concerne gli atti amministrativi previsti, ma sul quale grava l’ipoteca dello scostamento della spesa sostenuta rispetto a quella attesa.

PNRR: relazione sullo stato di attuazione, spesi 45,6 miliardi sui 101,93 ricevuti

E’ questa in buona sostanza la sintesi della quarta relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvata con Delibera n. 59/2024/G, della Corte dei Conti. La relazione ha aggiornato le risultanze rilevate al 30 giugno 2023, concentrandosi sull’analisi di 29 misure già oggetto di controllo durante il I semestre 2023, così come su 27 iniziative esaminate nel corso del 2022. L’obiettivo ultimo è stato quello di monitorarne ulteriormente l’avanzamento finanziario, fisico e procedurale rispetto alle evidenze già riscontrate, nonché riguardo ai relativi Milestone & Target. La valutazione che ne emerge è in chiaroscuro.

Attuazione PNRR: pesa lo scostamento tra spesa attesa e sostenuta

Da un lato, infatti, la Corte sottolinea che “lo stato di attuazione degli interventi PNRR e PNC esaminati nel 2023 dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato evidenzia un sostanziale raggiungimento degli obiettivi procedurali (legati all'adozione dei provvedimenti amministrativi, alla pubblicazione degli avvisi, alla stipula delle convenzioni con i soggetti attuatori, all’emanazione dei decreti direttoriali e ai trasferimenti di somme a titolo di anticipazione)”. Dall’altro si rileva però “uno scostamento tra spesa attesa e spesa sostenuta che, seppur attenuatosi, è destinato a determinare uno slittamento di quella effettiva negli ultimi anni di adozione del Piano”.

“Lo iato fra adempimenti procedurali e spesa effettiva resta ancora molto significativo - si legge quindi nelle conclusioni della Corte -  e ciò non può non destare attenzione, anche se si voglia considerare il Piano come un programma “per obiettivi” e non un Piano “di spesa”, approccio che non appare del tutto corretto”.

Un aspetto legato alla gestione del surplus di fondi derivante da risorse non spese, si viene a creare anche nel rapporto amministrazioni centrali/enti attuatori, con possibili riflessi su uno dei pilastri del Piano e cioè la coesione territoriale. Su questo punto è stato possibile rilevare come continuino a sussistere divari fra i territori a livello di macroaree e divari fra le regioni del Mezzogiorno dove, nonostante la quota del 40% sembri assicurata, le singole regioni continuano a marciare a velocità diverse.

Attuazione PNRR: quanto pesa la modifica del Piano?

Tali dati si sovrappongono anche alle conseguenze derivanti dalla modifica del PNRR concordata con Bruxelles in autunno, che la Corte analizza e valuta nel modo seguente. 

Da un lato la magistratura contabile “sottolinea l’importanza delle modifiche apportate dal Governo sulla struttura iniziale del PNRR (ufficializzate dal Consiglio europeo a dicembre 2023), allo scopo di superare le difficoltà legate alla realizzazione di alcune delle riforme o investimenti nella loro configurazione originaria”. 

Dall’altro la Corte evidenzia però come la modifica del Piano “comporterà certamente una revisione anche e soprattutto delle disponibilità e coperture finanziarie legate ai progetti in essere. Un problema che appare affrontato già con i provvedimenti legislativi in itinere, dei quali la magistratura contabile si riserva la valutazione”. Tra questi figura senza dubbio anche il DL PNRR quater pubblicato di recente.

Attuazione PNRR e capacità amministrativa

Su tutto continua a pesare la capacità amministrativa degli enti beneficiari e gestori dei fondi PNRR, soprattutto i più fragili.

“La quantità di passaggi burocratici a cui è necessario adempiere e la complessità della documentazione da fornire fa sì che gli enti locali meno efficienti siano scoraggiati anche solo dal presentare le domande”, scrive la Corte. Una realtà confermata anche da un’ultima analisi dell’Ufficio Parlamentare di bilancio del dicembre 2023, secondo la quale il comparto comunale risulta tra quelli con la maggior percentuale di avvio dei progetti (101mila sono i soggetti attuatori), ma integra anche uno di quelli che presenta le maggiori fragilità. Il risultato - si legge nella Relazione - è che rischiano di essere esclusi dai fondi proprio quei territori che ne avrebbero più bisogno.

Ne consegue come la capacità amministrativa diventi un elemento critico del PNRR, spiega la Corte che enfatizza, pertanto, la necessità di potenziare la capacità amministrativa di tali PA risulti.

E ciò al netto dell’intenzione del governo di ridurre il coinvolgimento dei Comuni a seguito della modifica del PNRR. Anche se ciò fosse confermato - spiega la infatti la Corte -  il loro ruolo rimarrebbe comunque centrale nella realizzazione degli obiettivi e, pertanto, sarebbe in ogni caso cruciale attuare altri interventi per integrare, nelle amministrazioni comunali, le competenze tecniche necessarie a sostenere i processi amministrativi e burocratici richiesti.

Consulta la quarta relazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR

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