Alluvione Emilia-Romagna: in arrivo nuove risorse europee e nazionali

 

Foto di Pixabay da PexelsDalla revisione del PNRR italiano, approvata a in autunno a Bruxelles, arrivano 1,2 miliardi per l’alluvione dell'Emilia-Romagna con cui ripristinare infrastrutture e operare sulla prevenzione. A questi si affiancano le risorse del Fondo di solidarietà UE, nonché quelle della Legge 181 destinate generalmente alle aree di crisi.

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E’ questa la fotografia dei fondi europei e nazionali stanziati per l’alluvione che a maggio ha colpito alcuni territori di Emilia Romagna, Toscana e Marche, su cui tra ieri e oggi è stato fatto il punto. 

Da un lato infatti figurano le risorse europee del PNRR  “rivisto” che assegna 1,2 miliardi di euro all’alluvione, nonchè quelle del Fondo di solidarietà UE che ha già anticipato all'Italia 95 milioni e dal quale dovrebbero arrivare nuovi soldi. 

Dall’altro si tratta di 50 milioni di euro provenienti dal regime di aiuto della L. 181/1989 volto alla salvaguardia dei livelli occupazionali e al recupero della capacità produttiva dei territori.

Una pluralità di interventi coordinati in buona parte dal ministro della Coesione, Raffaele Fitto, il deus ex machina del PNRR nonché del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2021-2027 su cui siempre ieri, 17 gennaio, è stato firmato l’Accordo di coesione con la Regione Emilia-Romagna, la prima a guida Dem ad approvare il documento che avvia la “nuova” gestione del FSC, prevista da Fitto, da parte delle regioni.

Nella partita entrano in campo però anche il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) che gestisce le agevolazioni della Legge 181 sulle aree di crisi, nonché il Dipartimento della Protezione Civile che sta negoziando, insieme a Regione Emilia-Romagna, un contributo aggiuntivo del Fondo europeo di solidarietà.

Il tutto si va a sommare alle due misure “Ristoro danni” e "Ristoro fatturato” gestite da SIMEST per sostenere imprese e territori ad alta vocazione internazionale come quelli colpiti dall’alluvione di maggio. 

Ecco dunque una panoramica su alcuni dei principali fondi già operativi per sostenere la completa ripresa dei territori emiliani colpiti dall’alluvione di maggio e che, a dover di cronaca, ha interessato anche alcune aree della Toscana e delle Marche incluse pertanto nel beneficio di tali risorse.

Alluvione Emilia-Romagna: 1,2 miliardi dal PNRR

La fonte di risorse sicuramente più ricca per sostenere la ripresa dei territori colpiti dall’alluvione di maggio 2023 è, senza dubbio, il “nuovo” PNRR approvato in autunno da Bruxelles. Testi ufficiali alla mano (per ora solo europei), si tratta dell’Investimento 2.1 della M2C4 del PNRR, contenente due misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico.

La prima, gestita dalla protezione civile, prevede l’attuazione di un insieme ampio ed articolato di interventi di ripristino di strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate (interventi di tipo E) e interventi di riduzione del rischio residuo strettamente connesso all'evento e finalizzati prioritariamente alla tutela della pubblica e privata incolumità (interventi di tipo D).

La seconda, in capo al Commissario straordinario alla ricostruzione Francesco Figliuolo, da un lato comprende interventi per ripristinare i corsi d'acqua e aumentare la protezione dalle alluvioni e che, per quanto possibile, siano basati su quelle Nature Based Solutions (NBS) che sempre più si mostrano capaci di garantire un'efficacia e una resilienza delle soluzioni realizzate. Tali interventi dovrebbero possibilmente promuovere anche l'adozione di pratiche sostenibili di gestione del suolo e dei terreni per favorire la resilienza a lungo termine dei suoli, arrestarne il degrado e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. 

Dall’altro sono previsti interventi di ripristino della rete stradale locale e provinciale che possono comprendere anche lavori tecnici alle infrastrutture complementari (compresi i ponti) che hanno subito danni e che devono essere riparati.

Non mancano, infine, anche interventi di ripristino degli edifici pubblici, compresi l'edilizia residenziale pubblica e i centri sanitari.

Come accennato, il budget complessivo a disposizione ammonta a 1,2 miliardi di euro. Non si tratta, però, di risorse nuove stanziate da Bruxelles, quanto piuttosto di un travaso di fondi da altre misure del PNRR che in questi mesi sono risultate critiche e che pertanto sono state depennate dal Piano.

Più nello specifico, sulla base del documento inviato a luglio a Bruxelles recante la proposta di modifica al PNRR, si tratterebbe di buona parte delle risorse  del Sub-investimento 2.1 “Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico” della M2C4 di cui, si legge nel testo di luglio, “si propone il definanziamento in ragione della loro natura di progetti in essere” e che, prosegue sempre il documento, ha portato ad  “approfondimenti istruttori finalizzati a destinare le risorse liberate da tale misura a favore di un nuovo investimento per sostenere la ricostruzione dei territori dell'Emilia Romagna colpiti dai recenti eventi alluvionali”. In buona sostanza, quindi, gli interventi per i territori emiliani, toscani e marchigiani colpiti dall’alluvione di maggio derivano dal definanziamento delle misure per il contrasto al dissesto idrogeologico destinate, invece, a tutte le aree del Paese, Misure su cui, come già accennato, sono state riscontrate però criticità in merito alla loro finanziabilità da parte del Piano.

Alluvione Emilia-Romagna: nuove risorse dal Fondo di solidarietà europeo

Sempre il 17 gennaio a Forlì la premia Giorgia Meloni, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini hanno fatto il punto anche sulle risorse del Fondo europeo di solidarietà che interviene per aiutare i Paesi colpiti da catastrofi naturali e di cui il nostro Paese continua purtroppo ad essere il primo beneficiario assoluto.

“Va aggiunto - ha spiegato infatti Meloni a Forlì - che il sostegno dell'Unione europea non si limita ai fondi previsti nel PNRR, ma si estende anche ai fondi stanziati a valere sul Fondo europeo di solidarietà. Lì c'è un'istanza che è curata dal Dipartimento della Protezione Civile, con il contributo ovviamente della Regione Emilia Romagna, che potrebbe portare un contributo aggiuntivo, se non vado errata, di 378 milioni di euro, ma già 95 sono stati molto velocemente anticipati dalla Commissione europea”.

Alluvione Emilia-Romagna: in arrivo 50 milioni dalla Legge 181

E’ stato annunciato oggi, invece, l'avvio dell’iter da parte del MIMIT per la sottoscrizione di un Accordo di programma con le Regioni ER, Toscana e Marche che disciplini gli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva nei territori interessati dagli eventi alluvionali del maggio 2023.

Complessivamente a disposizione vi sono 50 milioni di euro, assegnati ricorrendo al regime di aiuto della L. 181/1989, volto alla salvaguardia dei livelli occupazionali e al recupero della capacità produttiva dei territori.

Tali risorse serviranno dunque a finanziare progetti che prevedano un programma, da realizzare entro 12 mesi dalla data di ultimazione degli investimenti, finalizzato a un incremento occupazionale o al mantenimento del numero degli addetti dell’unità produttiva interessata dagli investimenti (purchè, in questo caso, l’unità produttiva deve essere operativa da almeno un biennio).

Foto di Pixabay da Pexels

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