Sviluppo sostenibile – Ministero Ambiente lavora a strategia nazionale

 

Al via le consultazioni istituzionali e con il mondo della ricerca per elaborare la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.

Sviluppo sostenibile - Photo credit: 401(K) 2013 via Foter.com / CC BY-SA

Cooperazione - a Bruxelles le Giornate europee dello Sviluppo

Clima - Pe, ratificare presto COP21

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile ha il compito di fornire orientamenti e indirizzi per politiche, programmi e interventi da mettere in campo nei vari settori e ai vari livelli per cogliere le sfide delle nuove linee guida concordate su scala globale dall’Agenda 2030 e dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Il contesto: gli accordi internazionali per lo sviluppo sostenibile

Il primo riferimento è all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile che offre una nuova visione globale e ambiziosa di integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, pone nuove sfide di governance e genera una grande forza innovatrice nel permeare i processi decisionali e politici a tutti i livelli attraverso i principi di universalità e integrazione.

Da non dimenticare la COP21 che, nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC), stabilisce l’impegno comune di contenere il riscaldamento terrestre ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, facendo il possibile affinché si mantenga entro 1,5°C.

Infine, il contesto internazionale in cui va inquadrata la strategia nazionale non può non tener conto della Conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo, o Agenda di Addis Abeba: un accordo per l’adozione di una piattaforma d’azione che prevede una serie di misure volte a generare investimenti per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali globali, e che aggancia gli strumenti di finanziamento allo sviluppo a parametri di sostenibilità.

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: il percorso

In continuità con i principi della seconda conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro del 1992, l’Italia si era già dotata di una Strategia nazionale di azione ambientale per lo sviluppo sostenibile, approvata dal CIPE il 2 agosto 2002. Il suo aggiornamento, su base triennale, è previsto dalla legge n. 221 del 28 dicembre 2015, meglio noto come Collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2016.

In tale contesto, il Ministero dell’Ambiente è attualmente impegnato, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e non, nell’elaborazione di una proposta di documento di aggiornamento della Strategia che possa dare seguito agli impegni internazionali assunti dall’Italia con l’adozione dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite.

Il percorso per la definizione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, è stato avviato, ad aprile 2016, attraverso la realizzazione di una serie di attività preliminari. I primi passi hanno previsto un'analisi del contesto di riferimento, che tenesse conto dello scenario internazionale, nazionale e delle buone pratiche a livello europeo, cui è seguita una valutazione qualitativa del posizionamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030.

Si tratta di una prima valutazione realizzata dal Ministero dell’Ambiente con lo scopo di fornire una preliminare base informativa di riferimento utile all’elaborazione della Strategia nazionale. In mancanza, al momento, di una designazione ufficiale degli indicatori nazionali corrispondenti a quelli proposti nel database globale degli indicatori per il monitoraggio di Agenda 2030 sviluppato dall’Inter-agency and Expert Group on SDG Indicators (IAEG-SDGs), ancora in elaborazione, sono stati individuati, per ciascuno dei 17 Obiettivi e 169 target dell'Agenda 2030, e dove possibile, gli indicatori nazionali potenzialmente più prossimi a quelli ad oggi consolidati dallo IAEG-SDGs.

Agenda 2030

Agenda 2030

Quindi, si è passati alla messa a sistema dei punti di forza e dei punti di debolezza sulla base dei risultati della valutazione di posizionamento ed è stata fornita una prima definizione delle aree prioritarie, delle scelte strategiche e degli obiettivi specifici a livello nazionale.

Le consultazioni multilivello

Il coinvolgimento dei portatori di interesse, in modo trasversale e nelle diverse fasi del processo, attraverso consultazioni multilivello è iniziato a giugno 2016, con il confronto con la società civile: tra il 21 giugno e il 26 luglio sono stati organizzati gli incontri, suddivisi per ambito tematico, ai quali sono state invitate a partecipare, complessivamente, circa 200 organizzazioni impegnate sui temi dello sviluppo sostenibile, per un primo confronto in merito ai contenuti e risultati dell’analisi e della valutazione qualitativa del posizionamento dell’Italia rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030.

Al momento sono in corso le consultazioni con i principali soggetti del mondo della ricerca: ENEA, ISPRA, ISTAT, CNR. E fino a novembre si terrà il confronto con gli attori istituzionali competenti, centrali e locali, che sono chiamati a prendere parte sia al processo di definizione della Strategia, sia alla sua efficace attuazione.

Nella fase finale del processo è, inoltre, prevista una consultazione pubblica on-line, al fine di raccogliere input e osservazioni dei cittadini interessati.

Photo credit: 401(K) 2013 via Foter.com / CC BY-SA

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.