Auto elettriche – tramonta l’idea di un Airbus per le batterie?

 

Alleanza UE batterie - © European Union, 2018/Source: EC - Audiovisual Service/Photo: Mauro BottaroQuello che doveva essere un Airbus per le batterie potrebbe assomigliare più a una rete di consorzi industriali. Un mercato che nel 2025 potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro e per cui ha deciso di impegnarsi anche la BEI.

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Al termine del secondo incontro dell’Alleanza europea per le batterie elettriche, il commissario UE per l’Unione dell’energia Maros Sefcovic ha ribadito la volontà di dare vita a un Airbus per le batterie, facendo un paragone con l’iniziativa che, grazie al sostegno pubblico, nel 1967 consentì di realizzare il noto aeroplano in grado di competere con i velivoli made in USA. Per poi minimizzare le aspettative affermando che probabilmente “avremo molti consorzi che lavorano a stretto contatto tra loro”.

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Da Airbus a rete industriale?

Insomma, Bruxelles potrebbe abbandonare l’idea di dare vita a un unico grande consorzio che produce batterie, optando per una rete di gruppi industriali e giga-factory che forniranno prodotti di alta qualità ai mercati globali.

“Quello che spero di avere saranno dieci e più giga-factory che saranno competitive e forniranno prodotti di alta qualità ai mercati globali”, dichiara Sefcovic.

Cambia la forma ma la sostanza, o meglio l’obiettivo finale, resta lo stesso: non perdere terreno in un mercato che nel 2025 potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro, sottolinea il commissario.

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Sefcovic ha quindi indicato alcuni casi di successo da cui partire. Dalla Germania, tradizionalmente patria dell’automotive e in cui il settore esprime un forte potenziale di ricerca e innovazione. Solo per citare i casi più recenti: Porsche ha annunciato la volontà di raddoppiare gli investimenti nelle auto elettriche, portandoli da 3 a 6 miliardi entro il 2022, mentre Audi ha fatto partire di recente un progetto pilota di rete intelligente che connette la vettura e la casa con l'utilizzo di batterie domestiche.

O ancora, la Finlandia, che è riuscita a sviluppare competenze industriali nel settore minerario e nella lavorazione di metalli preziosi, le materie prime delle batterie. E ancora, la Francia, dove il produttore di batterie SAFT, di proprietà del gruppo petrolifero Total, è "uno dei più avanzati" in quella che potrebbe essere la prossima generazione di batterie per auto, nota Sefcovic.

"Il potenziale stimato di questo settore in Europa è enorme", conclude Sefcovic, dato che "ci si aspetta che la nostra domanda salirà a 200 gigawattora e a 600 a livello globale".

In conferenza stampa, insieme al commissario anche il ministro tedesco di Affari economici ed Energia Matthias Machnig, che sottolinea la necessità "di una spinta da parte degli investimenti pubblici". Spinta che deve avvenire ora perché altrimenti, avverte, "saremo fuori dai giochi per molti anni e questo colpirà a lungo la capacità industriale".

Il prossimo appuntamento chiave sarà il 23 febbraio agli Industry Days, in cui verrà presentata una roadmap concreta di impegni.

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Mentre l’Alleanza europea per le batterie teneva la seconda riunione, la BEI ha dato il via libera al finanziamento del primo impianto pilota per la produzione di batterie al litio: 52,5 milioni di euro destinate a Northvolt, l’azienda svedese fondata e diretta da Peter Carlsson, ex manager di Tesla.

La Banca europea per gli investimenti sosterrà economicamente la costruzione e la gestione dell’impianto, che intende raggiungere una produzione di 32 GWh di capacità l’anno e diventare la più grande fabbrica europea di batterie al litio.

© European Union, 2018/Source: EC - Audiovisual Service/Photo: Mauro Bottaro

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