Forum PA 2021: Comuni italiani sempre più smart

 

Foto di cottonbro da PexelsLe città italiane digitalmente più mature sono soprattutto al Nord e di grandi dimensioni, ma sono diversi anche gli esempi virtuosi al Sud e tra i piccoli Comuni. A dirlo l’indagine di FPA (gruppo Digital360) presentata al Forum PA 2021.

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Complice anche la pandemia che ha accelerato ogni processo di digitalizzazione, inclusi quelli in capo alla PA, nel 2021 le città italiane registrano progressi nell’offerta di servizi digitali e nella comunicazione coi cittadini, soprattutto quella che passa per i social. Restano però da migliorare l’integrazione con le piattaforme abilitanti e la condivisione di open data.

Quanto sono digitali i Comuni italiani?

La fotografia scattata dalla “Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo” realizzata da FPA, società del gruppo Digital360, per Dedagroup Public Services e presentata il 22 giugno al Forum PA 2021 porta con sé notizie sostanzialmente positive. 

Nel 2021, infatti, sono 49 le città italiane che hanno raggiunto un livello elevato di maturità digitale, 14 in più rispetto al 2020. Altre 38 si attestano nella fascia intermedia (+1) e solo 23, contro i 37 dello scorso anno, si collocano nella fascia più bassa evidenziando così il generale trend positivo.

L’indagine analizza il grado di maturità digitale dei 110 Comuni italiani capoluogo sulla base di tre dimensioni: 

  • Digital public services, il livello di disponibilità online di 20 tra i principali servizi al cittadino e alle imprese; 
  • Digital PA, l’integrazione dei Comuni con le principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l'informatica pubblica (SPID, CIE, PagoPA, ANPR); 
  • Digital Openness, la numerosità e l’interoperabilità degli open data e la comunicazione con i cittadini attraverso i canali social.

Secondo Gianni Dominici, Direttore generale di FPA, “la ricerca dimostra come i Comuni italiani abbiano reagito bene agli stimoli portati dall’emergenza sanitaria, accelerando il proprio processo di maturazione digitale e slittando verso livelli di maturità intermedio e elevato. Le amministrazioni comunali - prosegue però Dominici - saranno ora chiamate a consolidare il loro posizionamento nelle dimensioni in cui hanno registrato i principali miglioramenti, come l’offerta di servizi digitali, e accelerare rispetto alle variabili su cui ancora oggi si registrano i principali ritardi, come gli open data. Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale promuovere una maggiore diffusione del cloud, per poter generare ed erogare meglio i servizi digitali, completare il processo di integrazione con le principali piattaforme abilitanti, per ridurre tempi e costi di realizzazione dei servizi, e diffondere una vera cultura del dato, per garantire maggiori livelli di trasparenza”.

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Quali sono i Comuni italiani più digitali?

Passando agli elenchi, nella fascia alta sono finiti 39 Comuni, città che hanno mostrato performance almeno sufficienti in tutte le tre dimensioni esaminate ed elevate in almeno una di queste. I Comuni più digital sono quindi: Aosta, Arezzo, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Cremona, Cuneo, Ferrara, Forlì, Genova, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Matera, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Siena, Torino, Trento, Treviso, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza. 

Completano l’elenco 7 Comuni che ottengono il punteggio più elevato in tutti e tre gli ambiti analizzati (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Modena, Pisa e Cesena) e 3 città che si fermano al livello più basso in una dimensione ma registrano quello più alto nelle altre due (Asti, Caltanissetta e Piacenza).

Analizzando i dati, salta all’occhio come le città più mature si collochino prevalentemente nelle regioni del Nordovest (15 comuni su 24 in fascia alta, 7 in quella intermedia) e del Nordest (17 comuni su 24 in fascia alta, 5 a livello medio) e presentano mediamente una elevata densità abitativa. 

Ma fra i 49 Comuni più digitali - sottolineano i ricercatori - figurano anche 9 città del Sud (Bari, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Lecce, Matera, Napoli, Palermo), tre in più rispetto al 2020, e 8 città di piccole dimensioni, contro le 3 registrate nella precedente edizione.

Quali sono i servizi digitali che funzionano meglio nei Comuni italiani?

L’offerta di servizi pubblici digitali è l’ambito in cui sono stati fatti i maggiori progressi. Numeri alla mano, infatti, emerge il seguente quadro:

  • 47 dei 110 Comuni analizzati hanno raggiunto un elevato livello di disponibilità dei servizi digitali (contro i 30 del 2020), 
  • 42 si sono posizionati in fascia intermedia (-3) 
  • 21 in fascia bassa (erano 34 l’anno scorso). 

Tutte le grandi città (oltre i 240mila abitanti) si collocano in fascia alta, insieme a 11 Comuni medio-grandi (su un totale di 22) e 16 medi (su 41), mentre raggiungono il livello più elevato solo 8 realtà piccole su 35. 

Lo stesso divario si registra a livello geografico, con solo 12 Comuni del Mezzogiorno (su 40) e 8 del Centro (su 22) che entrano in fascia alta, contro le 27 città del Nord (su 48).

I servizi maggiormente offerti dai Comuni in modalità digitale sono quelli legati:

  • allo Sportello unico delle attività produttive (SUAP), disponibili in 109 comuni;
  • alla prenotazione di appuntamenti per il rinnovo della carta d’identità, online in 107 città. Seguono l’iscrizione alla mensa scolastica (96), la presentazione di pratiche di edilizia privata (84) e la visualizzazione e il pagamento di contravvenzioni (81). 

I servizi meno accessibili sono invece la richiesta del contrassegno auto per disabili (16) e la domanda di assegno per le famiglie numerose (12).

E quelli che vanno peggio?

C’è ancora (molto) da fare, invece, per quanto riguarda l’integrazione con le grandi piattaforme nazionali (come SPID, PagoPA, ANPR, CIE etc) che rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di digitalizzazione della PA. 

Questo indicatore, infatti, appare meno dinamico rispetto a quello dedicato ai servizi pubblici digitali. Solo 27 città si collocano infatti nella fascia alta (erano 23 nel 2020), mentre 58 si attestano nella fascia intermedia (+2) e 25 a un livello basso (-5). 

Metà delle grandi città (5 Comuni su 12) entra in fascia alta, ma la maggior parte delle città medie (26 su 41) e medio-grandi (13 su 22) si ferma a un livello intermedio e ben 16 città piccole su 35 non vanno oltre la fascia bassa. 

Fra le 27 città più mature, 19 si trovano nelle regioni del Nord, e solo due (Caltanissetta e Campobasso) al Sud.

I servizi digitali maggiormente integrati con i sistemi di autenticazione SPID, CIE e CNS, sono il rinnovo della carta d’identità (102 con SPID, 99 con CIE e 4 con CNS) e quelli legati al SUAP (96 SPID, 76 CIE, 89 CNS). 

Seguono le pratiche edilizie (64 SPID, 42 CIE e 53 CNS), i certificati anagrafici (62 SPID, 44 con CIE e CNS), l’iscrizione agli asili nido (58 SPID, 36 con CIE e CNS) e i certificati di stato civile (58 SPID, 40 CIE e 41 CNS). 

Il processo che ha registrato più progressi è la migrazione delle anagrafi comunali in ANPR, dove a maggio 2021 figuravano oltre 7.500 Comuni subentrati, fra cui 106 Comuni capoluogo su 110, con i restanti 4 con la migrazione in corso. 

Tutti i Comuni capoluogo risultano attivi sulla piattaforma PagoPA, con almeno una transazione registrata, ma solo 15 Comuni hanno registrato mille transazioni o più ogni mille abitanti e per ben 30 città ne risultano meno di 50.

Sono invece ben 89 i Comuni capoluogo che espongono almeno un servizio sull’app IO, fra le quali spiccano Rimini (20 servizi online accessibili), Modena (14) e Vibo Valentia (12).

Fatica, infine, anche la Digital Openness che ad oggi si conferma la dimensione in cui i Comuni arrancano di più. Nonostante infatti una leggera crescita - segnala la ricerca - sono appena 18 le città digitalmente mature da questo punto di vista (+2 sul 2020), 50 si collocano in fascia intermedia e 42 in fascia bassa. Un risultato dovuto allo scarso punteggio ottenuto negli indicatori relativi agli open data, che hanno vanificato le buone performance registrate nella comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. Fra le 18 città mature, ci sono 7 grandi Comuni e nessuna piccola realtà, 12 sono nel Nord, 3 nel Centro e 3 nel Sud (Lecce, Matera e Palermo).

Dall’analisi condotta su portali open data e siti dei 110 Comuni capoluogo emerge un quadro polarizzato, con poche eccellenze con numerosi dataset rilasciati e ampie fasce del campione con maturità bassa o bassissima. Complessivamente i Comuni analizzati hanno pubblicato meno di 15mila dataset (erano 17mila nel 2020). A Firenze, Milano, Palermo e Torino, che valgono il 42,5% del totale con oltre mille dataset a testa, si contrappongono 48 Comuni che non hanno ancora pubblicato open data. 

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