Porti verdi con cold ironing, intermodalità e conversione flotta

 

Studio Enel e Legambiente sui porti verdiPer rendere sostenibile il trasporto marittimo e avere porti verdi, Enel X e Legambiente elencano sei azioni chiave che vanno dal cold ironing al supporto per la conversione della flotta navale con mezzi meno inquinanti, passando per l’integrazione con le ferrovie e l'elettrificazione dei consumi.

Come rendere sostenibile la blue economy

Ogni anno i trasporti marittimi causano 940 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra e, se non si interviene, entro il 2050 le emissioni potrebbero aumentare tra il 50% e il 250%.

Anche per il trasporto marittimo è dunque giunto il momento di ripensare il proprio modello di sviluppo, abbracciando con convinzione la strada della sostenibilità che secondo un recente studio di Enel X e Legambiente dovrebbe concentrarsi su sei azioni chiave:

  • Finalizzare il processo di definizione di una tariffa elettrica dedicata al cold ironing in modo da renderla competitiva rispetto all’utilizzo dei motori di bordo, 
  • Introdurre schemi di finanziamento o cofinanziamento pubblico per accelerare la transizione del sistema portuale italiano verso la sostenibilità, 
  • Identificare gli interventi prioritari sul sistema portuale per avviare il processo di elettrificazione, 
  • Promuovere la progressiva elettrificazione dei consumi portuali con fonti rinnovabili, 
  • Sviluppare una roadmap nazionale che preveda l’elettrificazione dell’intero sistema portuale;
  • Sviluppare le infrastrutture ferroviarie nei porti e le interconnessioni con la rete al fine di favorire il trasporto elettrico e su ferro per lunghe e medie distanze.

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Cos’è il cold ironing e quali investimenti richiede

Tra le sei misure elencate nello studio, una delle più rilevanti è senza dubbio il cold ironing, quella tecnologia cioè tramite cui è possibile ridurre le emissioni navali in porto grazie alla loro connessione alla rete elettrica su terraferma. Un nuovo sistema, insomma, di alimentazione delle navi in porto che se fosse basato su fonti rinnovabili, potrebbe addirittura portare ad un azzeramento delle emissioni navali.

In giro per il mondo non mancano ormai i casi di porti in cui il cold ironing è pienamente funzionante. Lo studio ne elenca diversi, da Gothenburg a Rotterdam, passando per Los Angeles, Vancouver e Bergen, fino ad arrivare a Marsiglia che entro il 2025 potrebbe diventare un porto elettrico al 100%.

Certo il passaggio dei porti al cold ironing non è semplice e richiede investimenti massicci che dovrebbero essere accompagnati anche dalla definizione di un sistema che renda più conveniente per le navi impiegare l'energia derivante dal cold ironing, piuttosto che continuare ad usare i motori.

Ma la sostenibilità è una strada ormai irrinunciabile e come ha spiegato anche il Direttore Enel Italia, Carlo Tamburi, “rappresenta anche un’opportunità di innovazione e di crescita industriale per l’intero comparto marittimo italiano”.

Nuove batterie e integrazione tra porti e rete ferroviaria

Altre due azioni chiave sono poi il trasporto marittimo a zero emissioni e l'integrazione delle infrastrutture portuali con quelle ferroviarie.

Nel primo caso lo studio cita alcune delle più promettenti tecnologie come l’idrogeno rinnovabile, l’ammoniaca rinnovabile o le batterie da elettricità verde. “La scelta della tecnologia dipenderà anche dalla distanza che le singole navi devono percorrere”, si legge nel comunicato sullo studio. Ad esempio “l’uso di batterie per alimentare i motori elettrici delle imbarcazioni potrebbe diventare una soluzione diffusa per i trasporti a corto raggio nel breve futuro” e su questo fronte non mancano già esempi concreti, come quelli della Cina e della Norvegia.

Sul secondo punto è invece indispensabile promuovere i corridoi green, per costruire una filiera del trasporto merci che sia sostenibile grazie all’integrazione delle infrastrutture portuali con quelle ferroviarie. “Gran parte dei porti italiani sono dotati di connessione alla rete ferroviaria nazionale e molti di questi collegamenti risultano essere elettrificati - si legge nel comunicato - ma per garantire filiere efficienti occorre fare in modo che queste connessioni siano garantite in tutti i porti principali e con efficienti raccordi alla rete, per ridurre i tempi, così come di infrastrutture logistiche di smistamento nei porti o nell’entroterra”.

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