Sanita' digitale: Anitec-Assinform, investire in tecnologie e competenze

 

Ehealth: report Anitec-Assinform, sanità digitale in ItaliaL’emergenza coronavirus ha confermato l’importanza del digitale e la sua capacità di guidare la trasformazione, se adottato in modo profondo e strutturale e non tattico e circoscritto, e permettere la nascita di una nuova sanità più smart. L'analisi del gruppo Anitec-Assinform delinea il quadro attuale e individua i pilastri su cui dovrà poggiarsi la sanità del futuro.

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La sanità rappresenta un ambito strategico e fondamentale su cui costruire lo sviluppo e la ripartenza del Paese. Con l'emergenza Covid-19, l’ intera filiera della salute, che non include soltanto i sistemi sanitari regionali ma anche i comparti produttivi che li alimentano, la ricerca, il sistema formativo, è stata sottoposta ad una minaccia di proporzioni gigantesche. Per questo motivo, l'intero ecosistema ha dovuto riorganizzarsi, attrezzarsi, ripensarsi nell’arco di un mese e mezzo.

La pandemia ha confermato l’importanza della transizione digitale, anche nell'ambito sanitario. Basti pensare all'utilità di sistemi di telemonitoraggio, alle app per seguire i malati Covid isolati al proprio domicilio, all’aiuto che l’Intelligenza Artificiale offre in ambito di pre-triage, alla diagnostica per immagini, al monitoraggio dell’andamento della pandemia nei territori, alla possibilità di tracciare i contatti. 

Il digitale può dunque essere l’elemento abilitante di una nuova sanità basata sui dati e sull’informazione, sull’interoperabilità dei sistemi, sui servizi fruibili ed accessibili ai cittadini in tempi rapidi e in base alle necessità. 

Il questo panorama, il gruppo di lavoro Anitec-Assinform "Digital Transformation in Sanità" ha redatto un white paper sul tema ehealth, che evidenzia quali sono i limiti del sistema attuale e le aree prioritarie di intervento, oltre a fornire delle raccomandazioni concrete per accelerare la digitalizzazione e la messa in opera di servizi digitali per la salute dei cittadini.

Gli investimenti nella sanità digitale in Italia

L’e-Health è comunemente riconosciuta come uno dei principali fattori abilitanti per questa trasformazione del sistema sanitario nazionale (SSN). Tuttavia, in Italia il mercato digitale in sanità vale circa 1,7 miliardi di euro, insufficienti oggi per abilitare la Digital Transformation e un rinnovamento profondo del settore secondo le logiche della Value Based Healthcare.

Il mercato è ancora dominato da logiche di manutenzione dell’esistente, ovvero di sistemi chiusi, spesso obsoleti e poco integrati che drenano tante risorse: circa il 75% del mercato infatti è di tipo Opex destinato a queste attività.

I centri di spesa, seppure in concentrazione, sono molti, a diversi livelli, e frammentati. Con queste logiche di allocazione dei budget oggi non vi è spazio per finanziare processi profondi di Digital Transformation: si spende poco e la spesa è di bassa qualità. Su circa 2500 euro pro capite annui spesi in sanità, infatti, solo 28 sono quelli destinati al digitale ed all’ICT. Il confronto con gli investimenti in digitale dei sistemi sanitari europei rende ancora più evidente questo gap.

In questo scenario, l’aumento dei finanziamenti per l'e-Health è una condizione necessaria per avviare la trasformazione digitale del SSN e renderlo in grado di sostenere le sfide dei nostri tempi: questo deve diventare un obiettivo primario di tutti gli attori del sistema sanitario a livello ministeriale, regionale e territoriale. 

Garantire l'interoperabilità dei sistemi sanitari

Gli investimenti sono una condizione imprescindibile ma non sufficiente per la trasformazione digitale della sanità italiana. In questo senso serve forte visione e strategica che deve essere perseguita da tutti gli attori a partire dai policy makers.

Ne è prerequisito la garanzia della interoperabilità dei sistemi sanitari in modo che tutte le regioni possano parlare un unico linguaggio e condividere un’unica vista dei pazienti: standard tecnologici, dati, processi omogenei e sistemi che cooperano fra loro possono realmente fornire un vantaggio in quanto nel tempo evolvono secondo le migliori esperienze sui territori.

Per la realizzazione di questa trasformazione sono cinque i fattori critici di successo:

  • la centralità del cittadino-paziente;
  • la centralità del dato;
  • la governance complessiva del sistema;
  • l’abilitazione delle competenze digitali;
  • le modalità innovative di finanziamento e di partecipazione pubblico-privato.

Accrescere competenze operatori e consapevolezza cittadini

Le cinque concrete proposte formulate intervengono, innanzitutto, a livello strutturale attraverso la definizione di un meccanismo di governance complessiva del sistema che vede ancora nella centralità di una FSE aperto e interoperabile il suo fattore abilitante.

Serve, inoltre, promuovere la centralità dell’individuo e del paziente, adottando metodologie user-centric nel disegno e nella realizzazione dei servizi sanitari in modo da garantirne l’accettazione e l’utilizzo.

Partendo da queste mosse, Anitec-Assinform individua due grandi iniziative sistemiche. Innanzitutto, il piano nazionale cronicità che affronta anche le implicazioni del progressivo invecchiamento della popolazione e lo sviluppo di modelli di continuità assistenziale attraverso l’integrazione di competenze e professionalità differenti, ad esempio attraverso PDTA e reti di specialità.

La seconda riguarda il tema delle competenze. L’adozione dell’e-Health richiede specifiche competenze non solo nelle istituzioni e negli operatori sanitari ma anche negli stessi utenti.

Per questo motivo, è opportuno accompagnare queste azioni con la proposta di un piano di "dissemination", che porti a livello territoriale il dibattito e la consapevolezza sulle tematiche di digitalizzazione avvicinando i cittadini e i pazienti alle nuove modalità di erogazione dei servizi sanitari.

L’obiettivo è duplice: evitare, da un lato, forme di rifiuto verso le nuove modalità di erogazione dei servizi sanitari (ad esempio la telemedicina, rispetto al “piccolo ospedale sotto casa”), dall’altro il ricorso indiscriminato e inconsapevole ai nuovi strumenti divulgativi messi a disposizione dalla trasformazione digitale (si pensi alle fake news o al diffondersi della cosiddetta “sanità fai da te” basata su internet).

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