Rapporto Cerved 2019: PMI solide, ma redditivita’ in frenata

 

Rapporto Cerved PMI 2019Fatturato in stallo e redditività in calo: la ripresa per le aziende italiane sembra essersi fermata, ma le piccole e medie imprese restano solide. È questo il quadro di sintesi del Rapporto Cerved PMI 2019, giunto alla sua sesta edizione.

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Lo studio del Cerved fotografa lo stato di salute economico-finanziaria delle piccole e medie imprese italiane dal punto di vista dei bilanci, della demografia, del credito e del debito commerciale.

Alti e bassi delle PMI italiane

L’analisi sottolinea, per il 2018, un fatturato in aumento in termini nominali (+4,1%, l'anno prima era +4,4%) ma nella sostanza è fermo ai livelli del 2017 (+0,7%), con un rallentamento che ha riguardato tutti i settori tranne le costruzioni, in ripresa dopo anni di forte debolezza.

Il valore aggiunto è cresciuto (+4,1%) a ritmi più ridotti dei costi del lavoro (+5,6%), con effetti negativi sulla produttività e sui margini delle PMI, un valore aggiunto salito (+4,1%) a ritmi più ridotti dei costi del lavoro (+5,6%), con effetti negativi sulla produttività e sui margini, tempi e ritardi nei pagamenti di nuovo peggiorati.

Si può dire, quindi, che la ripresa avviata dalle PMI nel 2013 ha sicuramente perso slancio, mantenendo questo trend anche nella prima parte del 2019. Tuttavia, “nonostante la congiuntura negativa, il sistema oggi è più robusto sotto il profilo finanziario”, ha spiegato Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved.

Se da un lato i debiti finanziari sono cresciuti per il secondo anno consecutivo nel 2018, con un'accelerazione rispetto al 2017 (+2,2% contro +1,2%), le PMI hanno rafforzato parallelamente il proprio capitale a ritmi sostenuti (+8,5%). Ne è seguita un'ulteriore riduzione del peso dei debiti finanziari in rapporto al capitale netto, sceso nel 2018 al 63% (dal 66% del 2017 e dal 116% del 2007).

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PMI in stallo, ma più solide

Dai dati del report, è evidente la situazione di stallo per quanto riguarda fatturato e profitti, nel 2018 come nella prima parte del 2019, senza però intaccare in modo negativo i profili di rischio delle aziende, ulteriormente migliorati rispetto all’anno precedente.

A tal proposito, Mignanelli ha affermato che “le oltre 100mila PMI che classifichiamo come 'sicure' o 'solvibili' potrebbero finanziare investimenti per 133 miliardi di euro senza compromettere il loro profilo di rischio".

In base agli score che Cerved assegna ai bilanci delle PMI, si può notare un certo miglioramento strutturale. Infatti, la quota di PMI con un bilancio ‘solido' ha raggiunto un massimo nel 2017 (56,5%, rispetto al 39,4% nel 2012), mentre quella delle aziende con un bilancio ‘rischioso' è scesa al minimo (12,1%, dal 22,7% nel 2012).

Ulteriore alternanza fra alti e bassi riguarda il tema tempi di pagamento che, dopo una lunga fase di miglioramento, sono tornati a peggiorare nei primi sei mesi nell’anno in corso, registrando frequenti ritardi. Tuttavia, la percentuale di aziende che saldano con ritardi superiori a due mesi rimane bassa e lontana dai massimi osservati durante la recessione.

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Previsioni PMI 2019-2021

Secondo le stime per il prossimo triennio, lo studio prevede che le PMI italiane continueranno a evidenziare profili solidi, pur crescendo poco in ragione di una congiuntura economica debole, al di sotto di un punto percentuale in termini reali.

Nel 2019, infatti, i fatturati segneranno una netta frenata e accelereranno leggermente nel successivo biennio, mentre la redditività lorda sarà sostanzialmente ferma per poi crescere a ritmi lenti.

Gli indici di redditività subiranno un'ulteriore flessione: nel 2021, al termine del periodo di previsione, il Roe si attesterà al 10,4% (dall'11% del 2018). Ciononostante, il rafforzamento patrimoniale e il calo della rischiosità dovrebbero proseguire, anche se più lentamente rispetto al passato.

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