Strategia nazionale aree interne – a che punto siamo

 

Aree interne - photo credit: Luca GiarelliVia libera del CIPE alla proroga dei termini per la sottoscrizione degli Accordi di Programma Quadro finalizzati all’attuazione della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI). Strategia ormai prossima al traguardo di fine anno con 71 aree - a fronte delle 72 previste - che passano alla fase attuativa dei progetti.

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L'ok del CIPE - che dal prossimo anno diventa Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile - alla proroga dei termini per la sottoscrizione degli Accordi di Programma Quadro della Strategia nazionale per le aree interne arriva a un giorno di distanza dalla pubblicazione dei dati sull'avanzamento della SNAI.

È tempo di un primo bilancio per la politica dedicata al rilancio dei territori marginalizzati e in via di spopolamento, che secondo il ministro per la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, dovrebbe trasformarsi da progetto sperimentale a politica strutturale ed essere finanziata, oltre che dai fondi europei e nazionali della Politica di Coesione 2021-27, anche dalle risorse del pacchetto per la ripresa Next Generation EU.

Nell’ultimo anno si è registrata, infatti, una forte accelerazione dell’iter, con le strategia d'area approvate passate da 49 a 71, a fronte delle 72 previste entro il 31 dicembre 2020. Insieme al passaggio di queste 71 aree alla fase attuativa dei progetti, Provenzano ha annunciato che, a valere sulle risorse nazionali già stanziate, sarà possibile includere nella Strategia almeno altre due aree per ciascuna Regione, da individuare “sulla base del metodo collaudato che vedrà ancora in primo piano la collaborazione istituzionale, la valorizzazione del ruolo dei comuni associati e della partecipazione attiva dei cittadini”.

Perché una strategia per le aree interne

Coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la partecipazione di importanti Ministeri, di tutte le Regioni e della Provincia Autonoma di Trento, la Strategia nazionale per le aree interne mira a contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione dei luoghi più remoti del Paese, a rimuovere gli ostacoli all'innovazione produttiva, sociale e amministrativa e a garantire i servizi essenziali ai cittadini che vi abitano.

All'obiettivo del miglioramento della quantità e della qualità dei servizi di cittadinanza (istruzione, salute, mobilità) sono assegnate risorse nazionali previste in legge di Bilancio, mentre allo sviluppo delle filiere produttive locali concorrono le risorse provenienti dalla programmazione regionale dei fondi europei (FESR, FSE, FEASR, FEAMP).

Come previsto dall’Accordo di Partenariato 2014-2020, le Regioni e la Provincia Autonoma di Trento hanno selezionato inizialmente da un minimo di due a un massimo di cinque aree, per un totale di 68 aree, cui si sono aggiunte altre quattro aree, per un totale di 72. La Strategia coinvolge quindi 1.060 Comuni (il 13,4% del totale nazionale), con una popolazione complessiva al di sotto dei 2 milioni di abitanti (3,3% del totale nazionale) e una superficie che rappresenta il 17% del suolo del Paese.

Dalla bozza di Strategia d'area all'Accordo di programma quadro

Il percorso di costruzione di ciascuna Strategia d’area comincia con la prima “Bozza di Strategia” e il “Preliminare alla definizione della Strategia d’area”, che viene condiviso con la Regione e il Comitato Tecnico per dare avvio formalmente alla fase di coprogettazione.

Sulla base del Preliminare si passa allo scouting dei soggetti che possono portare un contributo alle linee di azione identificate e alla declinazione dei contenuti nelle azioni, i risultati attesi e gli indicatori di risultato all'interno della “Strategia d’area”.

Una volta condivisa dal Comitato Tecnico Aree Interne e dalla Regione, questa viene trasmessa all’Agenzia per la Coesione Territoriale, che dà avvio alla fase di preparazione del quarto e ultimo documento: l’Accordo di Programma Quadro.

Aree interne - firmati nuovi Accordi di Programma Quadro

Lo stato dell'arte e le prospettive nella programmazione 2021-27

In base ai dati divulgati dal Ministero per il Sud e la Coesione territoriale, il valore delle 71 strategia approvate è pari a 1,142 miliardi di euro, di cui 261 milioni di euro a valere su risorse statali, 693 milioni di euro dai Programmi finanziati dai fondi europei e ulteriori 189 milioni di euro costituiti da altre risorse pubbliche e private. Questi fondi finanziano interventi in diversi ambiti, dalla mobilità alla salute, dalla scuola al turismo, passando per agricoltura, energia, infrastrutture e sicurezza del territorio. 

Gli Accordi di Programma Quadro sottoscritti sono attualmente 41, contro i circa 20 rilevati a fine 2019. Nel corso del 2020 si è impressa una decisa accelerazione all'avanzamento della SNAI e con lo stanziamento di ulteriori 310 milioni a valere su risorse nazionali sarà possibile, nei primi mesi del 2021, attivare almeno due nuove aree per Regione, attraverso una manifestazione di interesse sulla base di criteri condivisi in corso di revisione, su cui si concentrerà la prossima riunione del Comitato tecnico.

La chiusura della stagione di sperimentazione sulle aree interne prevista dall’Accordo di partenariato 2014-2020 permette inoltre di avviare il confronto sulla nuova SNAI nell'ambito del Piano Sud 2030 e della nuova programmazione dei fondi europei 2021-2027.

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Photo credit: Luca Giarelli

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