Arriva il Pacchetto Clima, la nuova strategia di crescita per adattare l’economia alle ambizioni climatiche UE

 

Grafiche: Commissione europeaChi inquina pagherà di più. E’ questo il principio alla base del Pacchetto Clima, il maxipiano UE per far sì che le politiche europee in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità aiutino a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030.

Cosa prevede la Legge europea sul clima

Affinché le ambizioni climatiche dell’Unione europea non restino sulla carta occorre fornire una base concreta, con proposte mirate e complementari che coprano i principali settori industriali. Il Pacchetto Clima ha appunto questo obiettivo: dare corpo a quanto previsto dalla EU Climate Law, che ha stabilito una riduzione delle emissioni climalteranti del 55% entro il 2030 (rispetto ai livello 1990) e zero emissioni al 2050. 

Le proposte avanzate dalla Commissione con questo Pacchetto, noto anche come Fit for 55 Fit for 30, combinano una serie di elementi e vanno a disegnare un puzzle più ampio, che rispecchia le ambizioni comunitarie.

Cosa prevede il Pacchetto Clima:

Target più alti per le energie rinnovabili

La produzione e l'uso di energia rappresentano il 75% delle emissioni dell'UE, quindi è fondamentale accelerare la transizione verso un sistema energetico più verde. 

La direttiva rinnovabili, o RED II fisserà un nuovo obiettivo, più ambizioso rispetto alla 2018/2001: produrre il 40% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2030 (il target fino a questo momento fissato per il 2030 era il 32%).

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Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e vengono proposti obiettivi specifici per l'uso delle FER nei trasporti, nel riscaldamento e raffreddamento, negli edifici e nell'industria. 

Per questi target, i criteri di sostenibilità per l'uso della bioenergia sono rafforzati e gli Stati membri devono progettare qualsiasi schema di sostegno per la bioenergia in modo da rispettare il principio a cascata degli usi per la biomassa legnosa. 

Per approfondire: La nuova versione della direttiva rinnovabili - RED II

Nuovi obiettivi anche per l’efficienza energetica

Nel mirino della Commissione è finita anche la direttiva sull'efficienza energetica, che nel processo di revisione andrà incontro a nuovi obiettivi. 

La direttiva fisserà un obiettivo annuale vincolante più ambizioso per ridurre il consumo energetico a livello dell'UE e indicherà il modo in cui vengono stabiliti i contributi nazionali, fissando quasi il doppio dell'obbligo annuale di risparmio energetico per gli Stati membri.

Il settore pubblico sarà tenuto a rinnovare il 3% dei suoi edifici ogni anno per guidare l'ondata di ristrutturazioni, creare posti di lavoro e ridurre il consumo di energia e i costi per i contribuenti. 

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Il capitolo trasporti 

Uno dei settori maggiormente responsabili delle emissioni non poteva non rientrare nel Pacchetto Clima. Bruxelles punta nel dettaglio a una combinazione di misure per affrontare l'aumento delle emissioni nel trasporto su strada e integrare lo scambio di emissioni.

Standard più rigorosi sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni accelereranno la transizione verso una mobilità a emissioni zero richiedendo che le emissioni medie delle nuove auto diminuiscano del 55% dal 2030 e del 100% dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 saranno a emissioni zero. Per garantire che i conducenti siano in grado di caricare o rifornire i propri veicoli in una rete affidabile in tutta Europa, il regolamento riveduto sulle infrastrutture per i combustibili alternativi richiederà agli Stati membri di espandere la capacità di ricarica in linea con le vendite di auto a emissioni zero e di installare punti di ricarica e rifornimento presso intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 chilometri per il rifornimento di idrogeno.

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Un’altra misura il trasporto aereo e marittimo, i cui carburanti causano un inquinamento significativo e richiedono anche un'azione dedicata per integrare lo scambio di emissioni. Il regolamento sull'infrastruttura per i combustibili alternativi prevede che gli aeromobili e le navi abbiano accesso a energia elettrica pulita nei principali porti e aeroporti. L'iniziativa "ReFuelEU Aviation" obbligherà i fornitori di combustibili a aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l'aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell'UE, compresi i carburanti sintetici a basse emissioni di carbonio, noti come elettrocarburanti. Analogamente, l'iniziativa FuelEU Maritime incentiverà l'utilizzo di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie  a zero emissioni fissando un limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell'energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei.

Tassazione dell’energia

Il sistema fiscale per i prodotti energetici deve salvaguardare e migliorare il mercato unico e sostenere la transizione verde fissando gli incentivi adeguati. La revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell'UE in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulite e eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l'uso di combustibili fossili. 

Le nuove norme mirano a ridurre gli effetti nocivi della concorrenza fiscale in materia di energia,  contribuendo a garantire agli Stati membri entrate derivanti da imposte "verdi" che sono meno dannose per la crescita rispetto alle imposte sul lavoro.

Cosa cambia per il sistema ETS

Il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) fissa un prezzo al carbonio e abbassa il tetto alle emissioni di determinati settori economici ogni anno. Ha ridotto con successo le emissioni della produzione di energia e delle industrie ad alta intensità energetica del 42,8% negli ultimi 16 anni. 

La Commissione propone di: 

  • abbassare ulteriormente il tetto complessivo delle emissioni e di aumentare il tasso annuo di riduzione
  • eliminare gradualmente le quote di emissione gratuite per il trasporto aereo e di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per l'aviazione internazionale (CORSIA)
  • includere per la prima volta le emissioni dei trasporti marittimi nell'EU ETS. 

Per far fronte alla mancanza di riduzioni delle emissioni nel trasporto stradale e negli edifici, è stato istituito un nuovo sistema separato di scambio delle emissioni per la distribuzione del carburante per il trasporto stradale e gli edifici. 

La Commissione propone inoltre di aumentare le dimensioni dei fondi per l'innovazione e la modernizzazione.

Per integrare la cospicua spesa per il clima nel bilancio europeo, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalità delle entrate derivanti dallo scambio di quote di emissioni in progetti relativi al clima e all'energia. Una parte dedicata delle entrate del nuovo sistema per il trasporto su strada e gli edifici dovrebbe affrontare il possibile impatto sociale sulle famiglie vulnerabili, le microimprese e gli utenti dei trasporti. 

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Effort Sharing Regulation

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per gli edifici, il trasporto stradale e marittimo nazionale, l'agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Riconoscendo i diversi punti di partenza e  le capacità di ciascuno Stato membro, questi obiettivi si basano sul loro PIL pro capite, con adeguamenti effettuati per tenere conto dell'efficienza dei costi.

CBAM - Carbon Border Adjustment Mechanism

Un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisserà un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l'azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ciò consentirà di garantire che le riduzioni delle emissioni europee contribuiscano a un calo delle emissioni a livello mondiale, e impedirà che la produzione ad alta intensità di carbonio si sposti fuori dall'Europa. Questo meccanismo  mira inoltre a incoraggiare l'industria extra UE e i nostri partner internazionali ad adottare provvedimenti che vadano nella stessa direzione.

Uso del suolo, agricoltura e foreste: cosa cambia

Gli Stati membri condividono inoltre la responsabilità dell'eliminazione del carbonio nell'atmosfera, per cui il regolamento sull'uso del suolo, sulla silvicoltura e sull'agricoltura fissa un obiettivo generale dell'UE per l'assorbimento del carbonio dai pozzi naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030.

Gli obiettivi nazionali imporranno agli Stati membri di preservare e estendere i propri pozzi di assorbimento del carbonio. Entro il 2035 l'UE dovrebbe mirare a raggiungere la neutralità climatica nei settori dell'uso del suolo, della silvicoltura e dell'agricoltura, comprese le emissioni agricole diverse dal CO2, come quelle derivanti dall'uso di fertilizzanti e dall'allevamento.

La strategia forestale dell'UE mira a migliorare la qualità, la quantità e la resilienza delle foreste dell'UE. Sostiene i silvicoltori e la bioeconomia forestale, garantendo nel contempo la sostenibilità della raccolta e dell'uso della biomassa e preservando la biodiversità, e predispone un piano per piantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030. 

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Una transizione equa dal punto di vista sociale

A tutte queste proposte, collegate e complementari, si aggiunge un altro tassello: mentre nel medio e lungo termine i benefici delle politiche climatiche dell'UE superano chiaramente i costi di questa transizione, nel breve periodo tali politiche rischiano di esercitare un'ulteriore pressione sulle famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese più vulnerabili. 

Le politiche contenute nel pacchetto ripartiscono quindi equamente i costi della lotta e dell'adattamento ai cambiamenti climatici.

Inoltre, gli strumenti per la fissazione del prezzo del carbonio generano entrate che possono essere reinvestite per incentivare l'innovazione, la crescita economica e gli investimenti nelle tecnologie pulite. 

Viene proposto un nuovo Fondo sociale per il clima il cui obiettivo è assegnare finanziamenti specifici agli Stati membri per aiutare i cittadini a investire nell'efficienza energetica, in nuovi sistemi di riscaldamento e raffrescamento e in una mobilità più pulita. 

Il Fondo sociale per il clima sarebbe finanziato dal bilancio dell'UE, utilizzando un importo equivalente al 25% delle entrate previste provenienti dallo scambio di quote di emissione dell'edilizia e dei carburanti per il trasporto stradale. Consentirà di assegnare 72,2 miliardi di euro agli Stati membri per il periodo 2025-2032, sulla base di una modifica mirata del quadro finanziario pluriennale. Con la proposta di ricorrere a finanziamenti nazionali analoghi, il Fondo mobiliterebbe 144,4 miliardi per una transizione socialmente equa.

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