Sostegni bis, salve le startup già costituite online senza notaio?

 

Startup Sostegni bis - Foto di Pavel Danilyuk da PexelsAmmissibile a metà la proposta di emendamento al decreto Sostegni bis avanzata dal deputato 5stelle Luca Carabetta per risolvere le difficoltà nate a seguito della sentenza del Consiglio di Stato contro il decreto MISE che permetteva di costituire una startup innovativa online.

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A fine marzo il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Consiglio nazionale del Notariato contro il decreto del MISE del 2016 che permetteva di costituire le nuove imprese innovative direttamente online, gratis e senza passare dalla firma del notaio. 

La sentenza - che di fatto ribalta quella precedente del Tar del Lazio che aveva respinto le ragioni dei notai e accolto quelle del MISE e dell’associazione Roma Startup - ha rappresentato un passo indietro per la normativa sulle startup, prevedendo che fino a nuovo intervento legislativo, le startup italiane non potranno più essere costituite gratuitamente online ma dovranno sottostare agli adempimenti burocratici previsti per le altre imprese.

Il giudizio punta il dito anche contro il ruolo del Registro delle Imprese. Secondo il Consiglio di Stato, il decreto del MISE avrebbe illegittimamente ampliato l’ambito dei controlli di tale ufficio senza un’adeguata copertura legislativa che autorizzasse tale innovazione.

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In questo contesto, quindi, la revisione richiesta dal deputato M5S Carabetta andrebbe a garantire la definizione di una procedura telematica che, previa identificazione elettronica del richiedente, consenta la redazione dell’atto costitutivo mediante scrittura informatica privata.

L'emendamento al dl Sostegni bis (dl n. 73-2021) presentato da Carabetta consisteva in due parti, di cui solo una ha passato il vaglio di ammissibilità alla commissione Bilancio della Camera.

Si tratta del secondo pilastro su cui poggia l'emendamento, che mira a garantire la validità delle 3500 startup innovative già costituite online dal 2016.

Escluso, invece, il primo pilastro relativo al ripristino delle modalità di costituzione delle imprese innovative direttamente online, gratis e senza passare dalla firma del notaio. La ragione formale della inammissibilità risiede nell’attinenza della prima parte dell’emendamento allo statuto generale delle srl/startup. 

Inammissibile anche l'intervento proposto di stipula di un atto pubblico notarile, anche informatico o telematico, senza la presenza fisica delle parti quando c’è collegamento con il notaio tramite piattaforma web che consenta la videconferenza e con apposizione di firma digitale.

"Proverò a reinserire le disposizioni di cui alla lettera (a) - ovvero la prima parte della proposta di emendamento - nel corso dell'esame del provvedimento, anche grazie a interlocuzioni con il Governo. Se questo non dovesse risultare possibile, sarà mia cura presentare la stessa proposta nel prossimo provvedimento utile", ha spiegato in un suo post su Linkedin il deputato 5 Stelle Luca Carabetta.

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