Come sfruttare fondi europei e Recovery per sostenere l'occupazione

 

Lavoro - Photo credit: Foto di Ronald Carreño da Pixabay La Commissione europea prova a dare concretezza al Pilastro europeo dei diritti sociali e presenta un piano d'azione con tre target da raggiungere entro il 2030. Tra questi l'obiettivo di garantire un lavoro ad almeno il 78% della popolazione tra i 20 e i 64 anni, anche grazie alle misure di Sostegno attivo ed efficace all'occupazione (EASE) in seguito alla crisi Covid-19.

Gentiloni: fondi per cassa integrazione europea quasi esauriti. Ancora presto per SURE 2

Seguendo le linee guida della Commissione, gli Stati membri possono infatti progettare una serie di interventi, tra cui incentivi alle assunzioni, per l'autoimprenditorialità, per il rafforzamento dei centri per l'impiego e per il miglioramento delle competenze, da finanziare con il contributo dei fondi europei, compresi il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e il Recovery and Resilience Facility, il Dispositivo per la ripresa e la resilienza del pacchetto Next Generation EU.

Cos'è il Pilastro europeo dei diritti sociali

Lanciato ufficialmente nel novembre 2015 in occasione del vertice dei capi di Stato e di Governo di Götebor, su iniziativa dell'allora presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il Pilastro europeo dei diritti sociali persegue il rispetto di 20 principi che fanno riferimento a tre macro aree:

  • Pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, cui fanno capo i principi
    Istruzione, formazione e apprendimento permanente;
    Parità di genere;
    Pari opportunità;
    Sostegno attivo all'occupazione;
  • Condizioni di lavoro eque, cui si riferiscono i principi
    Occupazione flessibile e sicura;
    Retribuzioni;
    Informazioni sulle condizioni di lavoro e sulla protezione in caso di licenziamento;
    Dialogo sociale e coinvolgimento dei lavoratori;
    Equilibrio tra attività professionale e vita familiare;
    Ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e protezione dei dati;
  • Protezione sociale e inclusione, che si articola in
    Assistenza all’infanzia e sostegno ai minori;
    Protezione sociale;
    Prestazioni di disoccupazione;
    Reddito minimo;
    Reddito e pensioni di vecchiaia;
    Assistenza sanitaria;
    Inclusione delle persone con disabilità;
    Assistenza a lungo termine;
    Alloggi e assistenza per i senzatetto;
    Accesso ai servizi essenziali.

Negli anni successivi la Commissione ha presentato una serie di iniziative collegate al Pilastro, tra cui quella per l'istituzione di un'Autorità europea del lavoro, la raccomandazione per garantire l'accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi, proposte per migliorare le competenze di base e digitali dei cittadini europei, fino alla direttiva sul salario minimo proposta nel 2020 dalla presidente Ursula von der Leyen.

European Pillar of social rights - Credit: European Commission

Quali sono gli obiettivi del Piano d'azione UE

"Il Pilastro europeo dei diritti sociali ha costituito il nostro punto di riferimento per la costruzione di un'Europa sociale forte. Gli diamo adesso nuova vita, trasformando i suoi principi in azioni concrete”, ha dichiarato il commissario per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit, presentando il piano d'azione della Commissione UE, che individua tre target per il 2030 coerenti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite:

  • garantire che almeno il 78% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro;
  • assicurare che almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ogni anno ad attività di formazione;
  • ridurre il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale di almeno 15 milioni.

Per rendere effettivi questi obiettivi, la Commissione ha accompagnato al Piano d'azione un nuovo quadro di valutazione della situazione sociale per il monitoraggio dei progressi degli Stati membri verso i rispettivi target nazionali nell'ambito del Semestre europeo.

Sul piano delle proposte per l'attuazione dei principi del Pilastro, invece, l'Esecutivo UE ha appena presentato una proposta di direttiva sulla trasparenza retributiva (principio 2) e una nuova strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 (principio 17), cui seguiranno altre iniziative nel corso dell'anno, tra cui la garanzia europea per l'infanzia (principio 11), un nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (principio 10), un'iniziativa per migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano attraverso le piattaforme digitali (principi 5 e 12) e un piano d'azione per il settore dell'economia sociale.

Cosa sono le misure EASE e come possono sostenere l'occupazione post Covid-19

In concomitanza con la pubblicazione del Piano d'azione, la Commissione ha presentato anche una raccomandazione relativa a un Sostegno attivo ed efficace all'occupazione (EASE) in seguito alla crisi Covid-19. "Una delle nostre principali priorità – ha spiegato infatti il commissario Schmit - è creare posti di lavoro, e fare in modo che le persone abbiano le competenze giuste per tali posti di lavoro".

In pratica si tratta di orientamenti rivolti agli Stati membri per aiutarli a progettare misure strategiche che possano accompagnare il passaggio dalla fase di emergenza - che l'Italia sta gestendo ad esempio soprattutto con il blocco dei licenziamenti, la cassa integrazione e le indennità per i lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali tradizionali – a una ripresa che sia fonte di occupazione, ad esempio favorendo le transizioni professionali dai settori in declino a quelli in espansione, in particolare collegati alla green economy e al digitale.

Queste misure EASE dovrebbero comprendere sia incentivi all'assunzione e a sostegno dell'imprenditorialità che interventi per il miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione dei lavoratori e dell'efficacia dei servizi per l'impiego. Le risorse per finanziarle potrebbe venire dai fondi europei 2021-27 - in particolare dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e dal Fondo di adeguamento alla globalizzazione - ma anche dal Recovery and Resilience Facility e da REACT-EU, nel quadro del pacchetto UE per la ripresa dal Covid.

Bilancio UE post 2020: cosa c'e' nella nuova proposta di FSE+

Consulta la comunicazione – Il piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali

Consulta la raccomandazione della Commissione relativa a un sostegno attivo ed efficace all'occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19

Photo credit: Foto di Ronald Carreño da Pixabay 

Per leggere il contenuto prego
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.