Blockchain - nasce il Partenariato europeo ma l'Italia resta fuori

 

European Blockchain PartnershipFormato da 22 Paesi membri il Partenariato europeo sulla Blockchain, ma l'Italia non ne fa parte. La partnership promuoverà lo scambio di competenze e il lancio di applicazioni a livello UE attraverso il mercato unico digitale a beneficio del settore pubblico e privato.

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Sono 22 i Paesi dell'Unione europea - ma l'Italia non è tra questi - che nelle scorse ore hanno siglato una dichiarazione per istituire ufficialmente la European Blockchain Partnership. Il partenariato, spiega Bruxelles, costituirà uno strumento per la cooperazione tra gli Stati membri per lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo e per la preparazione al lancio di applicazioni blockchain a livello UE attraverso il mercato unico digitale, a beneficio del settore pubblico e privato.

L'obiettivo, si legge in una nota ufficiale della Commissione UE, è che l'Europa continui a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella diffusione delle tecnologie blockchain. Ricordiamo che proprio la Commissione europea, lo scorso febbraio, ha lanciato l'Osservatorio e il forum UE sulla blockchain.

Hanno firmato la dichiarazione: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo,  Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia.

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Blockchain: di cosa si tratta

Per chi ancora non lo sapesse, la blockchain (letteralmente catena di blocchi) è una tecnologia che permette di usufruire di un database distribuito (che non si trova, cioè, fisicamente solo su un computer/server, ma su più computer/server contemporaneamente, perfettamente sincronizzati sugli stessi documenti) per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi (o blocchi) di una rete (o catena).

In altre parole, si tratta di un database organizzato in blocchi (block) appartenenti ad una catena (chain) che li collega tra loro in modo tale che ogni transazione avviata al suo interno debba essere riconosciuta e verificata dalla rete stessa.

Ogni blocco di questa catena deve monitorare e validare i movimenti che lo riguardano al fine di creare una rete che assicuri la tracciabilità di tutte le transazioni. A sua volta, poi, il blocco è anche un archivio di tutte le transazioni che lo hanno coinvolto e presenta dunque uno storico che per sua natura è immodificabile e, dunque, immutabile.

In ultimo, ma non per importanza, la blockchain utilizza strumenti crittografici, così da garantire la massima sicurezza di ogni transazione.

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