Aiuti di stato – UE, ok a Capacity Market nel settore elettrico

 

Capacity Market - Photo credit: Oran ViriyincyCon il via libera di Bruxelles, sei Paesi, inclusa l’Italia, hanno un meccanismo di Capacity Market nel settore elettrico, che garantirà la sicurezza degli approvvigionamenti permettendo agli operatori investimenti di lungo periodo.

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La Commissione europea ha approvato, in base alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato, i meccanismi di capacità elettrica in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia e Polonia.

"I meccanismi di regolazione della capacità possono contribuire a tutelare la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica, ma devono essere concepiti in modo da evitare distorsioni della concorrenza sui mercati dell'energia”, nota Margrethe Vestager, commissaria UE responsabile per la Concorrenza. “Sono lieta che, grazie alla stretta cooperazione con le autorità nazionali, oggi possiamo autorizzare meccanismi di capacità ben concepiti in sei paesi dell'UE. Tali meccanismi favoriranno la concorrenza tra tutti i potenziali fornitori di capacità a vantaggio dei consumatori e del mercato europeo dell'energia”.

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Cosa sono i meccanismi di Capacity Market

I meccanismi di regolazione della capacità svolgono l’importante compito di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica.

Se non sono ben concepiti, possono tuttavia causare un aumento dei prezzi dell'energia elettrica per i consumatori, conferire vantaggi indebiti a determinati operatori od ostacolare i flussi di elettricità attraverso le frontiere dell'UE.

Anche se sono ben concepiti, sottolinea Bruxelles in una nota, i meccanismi di Capacity Market non possono sostituirsi alle riforme del mercato dell'energia elettrica a livello nazionale ed europeo. Parallelamente, sono in corso lavori legislativi importanti per affrontare i fallimenti del mercato e della regolamentazione che compromettono l'incentivo per gli operatori a investire in capacità di energia elettrica e mantenere la sicurezza dell'approvvigionamento.

Il pacchetto della Commissione Energia pulita per tutti gli europei del novembre 2016, attualmente oggetto di discussione da parte dei colegislatori, comprende un nuovo assetto del mercato per creare i giusti incentivi agli investimenti e permettere l'ulteriore sviluppo di fonti energetiche rinnovabili nel settore dell'energia elettrica. A seguito dell'adozione del pacchetto, gli Stati membri dovranno adeguare tutte le misure di aiuti di Stato esistenti alla futura legislazione.

Via libera UE in sei Paesi, tra cui l’Italia

La Commissione, in stretta collaborazione con le autorità nazionali competenti, ha esaminato e promosso sei meccanismi in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia e Polonia per garantire che rispettino i criteri rigorosi dettati dalle norme dell'UE sugli aiuti di Stato, in particolare dalla disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020.

I sei meccanismi interessano oltre la metà della popolazione UE e riguardano riserve strategiche, misure che promuovono la gestione della domanda e meccanismi relativi all'intero mercato.

Quest’ultimo è il segmento che interessa il nostro Paese, insieme alla Polonia. La Commissione ha cioè autorizzato meccanismi di capacità relativi all'intero mercato, che possono rivelarsi necessari quando i mercati dell'energia elettrica si trovano ad affrontare problemi strutturali di sicurezza dell'approvvigionamento.

Nell'ambito di un meccanismo di questo tipo, i fornitori di capacità possono ottenere un pagamento per la disponibilità a produrre energia elettrica o, nel caso di operatori della gestione della domanda, per la disponibilità a ridurre il consumo.

Sia l'Italia che la Polonia hanno chiaramente identificato e quantificato i rischi in materia di sicurezza dell'approvvigionamento, tenendo conto anche delle eventuali importazioni da Paesi limitrofi.

Il nostro Paese ha dimostrato che un quantitativo importante di capacità rischia di uscire dal mercato e che è poco probabile che si realizzino nuovi investimenti, in quanto gli investitori non riescono a ottenere guadagni sufficienti dalle vendite di energia elettrica. Analogamente, la Polonia ha dimostrato che, a causa dei prezzi determinati dai fallimenti sul suo mercato dell'energia elettrica, i produttori di energia non sono incentivati a mantenere le capacità esistenti sul mercato o a investire in nuove capacità.

I meccanismi in Italia e in Polonia sono aperti a tutti i tipi di fornitori di capacità, comprese la gestione della domanda, le capacità esistenti e nuove, nazionali ed estere. Le misure in questione permetteranno inoltre di contenere i costi per i consumatori, grazie ad aste competitive organizzate periodicamente per l'assegnazione dei contratti di capacità.

Parallelamente, l'Italia e la Polonia si sono impegnate ad attuare riforme del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica.

Su tale base la Commissione ha concluso che entrambe le misure sono conformi alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato. La decisione fa seguito all'approvazione, da parte della Commissione, dei meccanismi di capacità relativi all'intero mercato in Gran Bretagna, Francia e sul mercato irlandese "all-island" in base agli stessi criteri.

Riserve strategiche

Nel caso del Belgio e della Germania, la Commissione ha autorizzato il ricorso alle riserve strategiche, le quali permettono di tenere fuori dal mercato dell'energia elettrica una determinata capacità per utilizzarla solo in situazioni di emergenza. Le riserve possono essere necessarie per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento quando i mercati dell'energia elettrica sono in fase di transizione e di riforma, e costituiscono un'assicurazione contro il rischio di una grave crisi di approvvigionamento in tali circostanze.

Sia il Belgio che la Germania hanno chiaramente individuato e quantificato i rischi in materia di sicurezza dell'approvvigionamento da affrontare con le riserve.

Nel caso del Belgio, la riserva è necessaria per attenuare i rischi di approvvigionamento dovuti all'elevata dipendenza di questo paese da un parco nucleare vetusto, compreso nel caso dell'energia elettrica importata. Quanto alla Germania, la riserva è necessaria per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento durante la riforma del mercato tedesco dell'energia elettrica, attualmente in corso, oltre che per gestire l'uscita dal nucleare.

Entrambe le riserve sono temporanee e saranno eliminate quando sarà risolto il relativo problema di mercato. Infine, le riserve strategiche sono acquisite tramite periodiche gare d'appalto competitive, aperte a tutti i tipi di fornitori di capacità, compresa la gestione della domanda, in modo da garantire una concorrenza effettiva e limitare i costi.

Su tale base la Commissione ha concluso che entrambe le misure sono conformi alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato.

Regimi di gestione della domanda

Nel caso della Francia e della Grecia, la Commissione ha autorizzato i meccanismi di regolazione della capacità che promuovono in modo specifico la gestione della domanda.

I regimi di questo tipo pagano i consumatori affinché riducano il loro consumo nelle ore in cui vi è maggiore scarsità di energia elettrica. Il vantaggio è che gli operatori della gestione della domanda possono reagire molto più rapidamente rispetto ai produttori. Inoltre, di norma ridurre i consumi è più sostenibile dal punto di vista ambientale che aumentare la produzione di energia elettrica e questi regimi possono rendere superflua la costruzione di nuove centrali.

La Francia ha dimostrato che il regime in questione è necessario per ravvivare ulteriormente il settore della gestione della domanda nel paese, che è soggetto a probabili picchi di domanda durante la stagione fredda. Nel caso della Grecia, il regime esistente ha svolto un importante ruolo nella gestione della crisi dell'elettricità che si è verificata durante le ondate di freddo del dicembre 2016 e gennaio 2017 e la misura potrebbe essere ripristinata in un prossimo futuro.

Entrambe le misure sono temporanee e il sostegno sarà concesso tramite periodiche gare d'appalto competitive al fine di contenere i costi.

Su tale base la Commissione ha concluso che le misure sono conformi alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato. La decisione fa seguito all'approvazione da parte della Commissione di uno specifico regime di sostegno alla gestione della domanda in Germania nel 2016 sulla base degli stessi criteri.

Elettricità Futura: da oggi possibile programmare meglio gli investimenti

Da oggi gli operatori del settore elettrico potranno programmare meglio investimenti e disinvestimenti nel medio/lungo periodo, si legge in una nota di Elettricità Futura, principale associazione del settore elettrico, nata lo scorso anno dall’integrazione tra Assoelettrica e assoRinnovabili.

Dopo oltre 4 anni di lavoro portato avanti dal Mise, con il supporto dell’Autorità dell’Energia (Arera) e di Terna, anche l’Italia, al pari di altri Paesi europei, ha un meccanismo di Capacity Market nel settore elettrico, grazie all’approvazione a Bruxelles dello schema presentato.

“L’obiettivo fondamentale di garantire al sistema elettrico sicurezza e adeguatezza sarà ora più facilmente percorribile. Il Capacity Market fornirà segnali di prezzo di medio/lungo periodo al settore, al fine di indirizzare le scelte degli operatori”, commenta Simone Mori, presidente dell’Associazione.

“Allo stesso modo – prosegue Mori – il mantenimento di un adeguato backup al sistema elettrico da parte degli impianti termoelettrici a gas, derivante dall’implementazione del mercato della capacità, permetterà di raggiungere i due obiettivi definiti dalla SEN del 55% di rinnovabili sui consumi elettrici finali al 2030 e del phase out degli impianti a carbone al 2025. In assenza di tale meccanismo, siamo convinti che non sarebbero stati possibili”.

Ora è necessario che il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Arera – si legge ancora nella nota dell’associazione – approvino in tempi brevi il decreto e le delibere di attuazione. E’ di fondamentale importanza partire con le prime aste già in autunno, magari prevedendo a valle un eventuale momento di check up del meccanismo, nel caso in cui alcuni elementi non funzionassero al meglio. 

Photo credit: Oran Viriyincy

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