Via libera ai primi cinque PNRR. Il 22 ok a Recovery Italia

 

Ursula Von der Leyen - Copyright European Union 2021 - Photographer: Jennifer JacquemartDopo aver approvato i Piani nazionali di ripresa e resilienza di Spagna, Portogallo, Grecia, Danimarca e Lussemburgo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sarà a Roma il 22 giugno per annunciare la valutazione sul Recovery italiano. Intanto, a Bruxelles, arriva il PNRR dell'Estonia.

Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi: mission, progetti e riforme

Spagna e Portogallo sono stati i primi paesi UE a ricevere il giudizio positivo della Commissione, il 16 giugno, e a candidarsi, una volta incassata l'approvazione del Consiglio, a ottenere il prefinanziamento, che è pari al 13% dell'importo riconosciuto a titolo del Recovery and resilience facility (RRF). Nel caso della Spagna, il PNRR si basa su grants per 69,5 miliardi di euro, mentre il Portogallo ha richiesto sovvenzioni per 13,9 miliardi e prestiti per 2,7 miliardi, per un totale di 16,6 miliardi di euro.

Nella giornata del 17 è arrivato invece l'ok al Recovery Plan della Grecia, da 30,5 miliardi, e della Danimarca, che vale 1,5 miliardi, cui ha fatto seguito oggi la missione della presidente von der Leyen in Lussemburgo, che si è visto approvato il proprio PNRR da 93 milioni di euro. Nella stessa giornata, la Commissione ha ricevuto un nuovo Piano nazionale, quello dell'Estonia, 24esimo paese a presentare il documento a Bruxelles.

In Italia la numero uno della Commissione è attesa la prossima settimana, martedì 22: oltre ad annunciare l'approvazione del Piano di ripresa e resilienza del governo Draghi, von der Leyen visiterà Cinecittà, luogo simbolo del progetto di investimento da 300 milioni di euro previsto dal PNRR per lo sviluppo dell'industria cinematografica.

In tutto, entro fine mese Bruxelles dovrebbe approvare oltre dieci Recovery Plan che quindi arriveranno sul tavolo del Consiglio a meno di un anno dal summit di luglio in cui è stato raggiunto l'accordo sul pacchetto per la ripresa Next Generation EU. Una risposta “a velocità record”, aveva dichiarato von der Leyen nei giorni scorsi intervenendo in Aula al Parlamento UE, sottolineando che le risorse inizieranno ad arrivare nelle prossime settimane grazie all'avvio del piano di finanziamento Next Generation EU. La prima operazione, il 15 giugno, ha permesso alla Commissione di raccogliere 20 miliardi di euro e altre emissioni sono già in programma tra luglio e settembre.

Parallelamente, la Commissione sta portando avanti il dialogo con il Parlamento europeo, informandolo sui contenuti dei Recovery Plan ricevuti finora e sull'iter di approvazione. Secondo il PE - hanno sottolineato gli eurodeputati in una risoluzione approvata in plenaria - solo i Piani che soddisfano pienamente gli obiettivi e i traguardi concordati nel regolamento del Recovery and Resilience Facility dovrebbero essere approvati dall'Esecutivo UE.

Recovery plan for Europe: State of play - Credit: EP Think Tank

Il PNRR dell'Italia e gli altri Recovery Plan

I principali contenuti del Piano italiano sono stati illustrati dal ministro dell'economia e delle Finanze Daniele Franco, il 28 aprile, in una dichiarazione congiunta con gli omologhi francese e tedesco, Bruno Le Maire e Olaf Scholz, e con la ministra spagnola degli Affari Economici e della Trasformazione Digitale, Nadia Calviño. Dopo l'ultimo passaggio in Consiglio dei Ministri, nella giornata del 29 aprile, il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia è stato inviato alla Commissione il 1° maggio.

Attraverso i 191,5 miliardi assegnati all'Italia a titolo del Recovery and resilience facility - di cui 68,9 milioni in forma di sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti - e i circa 30,6 miliardi del Recovery domestico, il Recovery Plan italiano dovrà perseguire i tre obiettivi chiave di Next Generation UE: il superamento della crisi generata dal Covid, lo sviluppo di un'economia più dinamica, competitiva, avanzata a livello tecnologico e inclusiva, la transizione verde e digitale.

Rispettati gli impegni in materia di concentrazione delle risorse previsti a livello UE: alla transizione green, ha spiegato il ministro dell'Economia, va il 40% delle risorse (oltre il target del 37%), mentre alla transizione digitale è destinato il 27% del budget (a fronte di un obiettivo minimo del 20%). Il Recovery italiano punterà a tre obiettivi trasversali a tutte le sei missioni del Piano - riduzione dei divari territoriali tra Nord e Sud del Paese, parità di genere e inclusione dei giovani – e accompagnerà gli investimenti con “ambiziose riforme strutturali”, tra cui il ministro ha citato quelle della PA, della giustizia e degli appalti pubblici.

Quanto agli altri PNRR, finora Bruxelles ha ricevuto:

  • il 22 aprile il PNRR del Portogallo, che è stato approvato il 16 giugno e vale 16,6 miliardi di euro, di cui 13,9 miliardi in sovvenzioni e 2,7 miliardi in prestiti;
  • il 28 aprile il PNRR della Germania, per un valore di 27,9 miliardi di euro, di cui 25,6 miliardi a titolo del RRF;
  • il 28 aprile il PNRR della Grecia, che è stato approvato il 17 giugno ed è finanziato con 30,5 miliardi, di cui 17,8 miliardi in sovvenzioni e 12,7 miliardi in forma di prestiti,
  • il 29 aprile il PNRR della Francia, alimentato con grants del Recovery per un valore di 40,9 miliardi,
  • il 29 aprile il PNRR della Slovacchia, che si basa su sovvenzioni del RRF per un importo di 6,6 miliardi,
  • il 30 aprile il PNRR della Danimarca, che è stato approvato il 17 giugno e si basa su grants per 1,5 miliardi,
  • il 30 aprile il PNRR della Spagna, che è stato approvato il 16 giugno e si basa su sovvenzioni per 69,5 miliardi a titolo del Recovery,
  • il 30 aprile il PNRR della Lettonia, destinataria di sovvenzioni RRF per 1,8 miliardi,
  • il 30 aprile il PNRR del Lussemburgo, che è stato approvato il 18 giugno e beneficia di grants per 93 milioni di euro,
  • il 1° maggio il PNRR del Belgio, che ha richiesto al Recovery sovvenzioni per 5,9 miliardi,
  • il 1° maggio il PNRR dell'Austria, per un valore complessivo di 4,5 miliardi,
  • il 1° maggio il PNRR della Slovenia, per un sostegno a titolo del RRF di 2,5 miliardi, di cui 1,8 miliardi in forma di sovvenzioni e 700 milioni in forma di prestiti,
  • il 3 maggio il PNRR della Polonia, che si basa su 23,9 miliardi di sovvenzioni e 12,1 miliardi di prestiti a titolo del Recovery and resilience facility,
  • il 12 maggio il PNRR dell'Ungheria, che ha richiesto al RRF grants per 7,2 miliardi,
  • il 15 maggio il PNRR della Croazia, alimentato con 6,4 miliardi di sovvenzioni a titolo del Recovery,
  • il 15 maggio il PNRR della Lituania, che ha richiesto grants per 2,2 miliardi,
  • il 17 maggio il PNRR di Cipro, che ha richiesto sovvenzioni per un miliardo di euro e prestiti per 227 milioni,
  • il 27 maggio il PNRR della Finlandia, che ha richiesto grants per 2,1 miliardi,
  • il 28 maggio il PNRR dell'Irlanda, che ha chiesto un miliardo in sovvenzioni a titolo del RRF,
  • il 28 maggio il PNRR della Svezia, alimentato dal Recovery and Resilience Facility con 3,2 miliardi di sovvenzioni,
  • il 31 maggio il PNRR della Romania, che si basa su sovvenzioni per 14,3 miliardi e 15 miliardi di prestiti,
  • il 2 giugno il PNRR della Repubblica Ceca, che ha richiesto grants per un totale di 7,1 miliardi,
  • il 18 giugno il PNRR dell'Estonia, che si basa su sovvenzioni per 982,5 milioni di euro.

La scadenza di fine aprile non era rigorosa, per cui non ci saranno conseguenze per i paesi che hanno richiesto più tempo per presentare i Recovery Plan. La maggior parte dei PNRR sono comunque in via di completamento e dovrebbero essere presentati tutti a Bruxelles al più tardi entro giugno, ha detto il vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis, nel corso di un'audizione presso le commissioni Bilanci e Affari economici del Parlamento UE insieme al commissario all'Economia Paolo Gentiloni.

Quanto ai Piani già presentati, il vicepresidente della Commissione ha detto di essere soddisfatto dell'equilibrio tra riforme e investimenti e degli impegni relativi agli obiettivi verdi e digitali e in materia di inclusione sociale. Sulla stessa linea il commissario Paolo Gentiloni, secondo cui nei Piani ricevuti non ci sono grandi punti deboli, ma si tratta di verificare – oltre al rispetto degli obiettivi UE in materia di clima, transizione digitale, parità di genere, inclusione dei giovani e dei bambini, ecc. - che quanto previsto si concretizzi effettivamente e nel rispetto del cronoprogramma. L'attenzione quindi è rivolta soprattutto a tempistiche, gestione, obiettivi e tappe intermedie, ha detto l'ex premier italiano.

L'Esecutivo UE ha costituito un gruppo di lavoro per la definizione degli atti delegati sullo scoreboard con gli indicatori per la valutazione dei progetti e le verifica delle spese con la partecipazione di osservatori di Parlamento e Consiglio. L'obiettivo di Bruxelles è arrivare all'adozione entro l'autunno.

C'è poi un dibattito, secondo Dombrovskis prematuro, sull'opportunità di rendere permanente il Recovery. “Sappiamo che la struttura è temporanea, ma più successo avremo nella sua implementazione, più spazio ci sarà per una discussione su uno strumento permanente di natura simile", ha detto il vicepresidente dell'Esecutivo UE.

L'iter di approvazione dei Recovery Plan

Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) devono essere valutati dalla Commissione nell'arco di due mesi dalla presentazione, sulla base degli undici criteri stabiliti nel regolamento del Recovery fund.

Questo sistema di rating permette di giudicare la corrispondenza tra gli investimenti e le riforme individuati nei Piani nazionali e le Raccomandazioni specifiche per paese del Semestre europeo, il contributo al rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza economica, sociale e istituzionale del paese, all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e alle transizioni verde e digitale, cui deve essere dedicato rispettivamente, almeno il 37% e il 20% del budget totale. 

Terminata la valutazione, la Commissione predispone per ciascuno Piano un atto legislativo con l'elenco degli interventi previsti e la relativa roadmap e la parola passa al Consiglio, che ha quattro settimane di tempo per approvare il Recovery Plan mediante una decisione di esecuzione.

Una volta ottenuto il via libera del Consiglio, la Commissione può procedere all'erogazione della quota a titolo di prefinanziamento, corrispondente al 13% della dotazione assegnata a ciascun paese.

Cosa serve per l'approvazione dei Recovery Plan

La ratifica della decisione sulle risorse proprie

Lo sblocco dei pagamenti è direttamente collegato alla ratifica della decisione sulle risorse proprie (DRP) da parte di tutti gli Stati membri. Oltre a introdurre la nuova imposta sulla plastica e a stabilire una tabella di marcia per una serie di nuove fonti di entrate che saranno definite da qui al 2026, la decisione è infatti essenziale per permettere alla Commissione di raccogliere sui mercati i 750 miliardi di prestiti del pacchetto Next Generation EU

Con l'adozione della DRP i 27 hanno accettato di aumentare il massimale delle risorse proprie, cioè l'importo massimo dei fondi che l'Unione può richiedere agli Stati membri per finanziare le proprie spese, espresso in percentuale del reddito nazionale lordo dell'UE. La differenza tra questo massimale e la spesa effettiva definisce il margine di manovra di bilancio (headroom) che è necessario per sostenere passività addizionali e come garanzia per le attività di assunzione e di erogazione di prestiti dell'Unione.

Per approfondire: Cos'è la decisione sulle risorse proprie e perchè è importante per il Recovery

Le ultime notifiche formali in merito all'approvazione della decisione sulle risorse proprie da parte degli Stati membri sono arrivate al Consiglio il 31 maggio. Il giorno successivo la Commissione ha annunciato di essere pronta ad avviare il piano di finanziamento di Next Generation EU, sulla base della strategia illustrata il 14 aprile scorso. Con la prima emissione, il 15 giugno, Bruxelles ha raccolto i primi 20 miliardi di euro tramite un'obbligazione a 10 anni con scadenza il 4 luglio 2031.

Parlamento UE, garantire controllo democratico su attuazione Recovery

Parallelamente a questi processi, continua il dialogo strutturato tra la Commissione e il Parlamento europeo che, durante tutto il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2021-27 e sul pacchetto Next Generation EU, ha chiesto di essere coinvolto nell'attuazione del Recovery.

Con una risoluzione non legislativa adottata il 20 maggio, gli eurodeputati hanno ribadito che, in linea con i contenuti del Regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility - RRF), il Parlamento ha il diritto di essere aggiornato sullo stato di attuazione dei Piani degli Stati membri. La Commissione deve quindi trasmettere al Parlamento sia le informazioni di base che una sintesi delle riforme e degli investimenti dei PNRR ricevuti, per migliorare il dialogo sulla ripresa, assicurare la piena trasparenza e il senso di titolarità dei cittadini.

Il 10 giugno, invece, la plenaria ha approvato una risoluzione sulla valutazione dei PNRR presentati finora dai Paesi UE, chiedendo alla Commissione di valutare attentamente ciascun Piano e di approvare solo quelli che contribuiscono efficacemente alle aree politiche concordate e che rispettano i target di concentrazione della spesa su clima e digitalizzazione, rispettivamente pari al 37% e al 20% del budget.

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