Giornata contro la violenza sulle donne: le iniziative e i bandi 2020

Bandi donne 2020In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, 25 novembre, proponiamo una rassegna sui bandi rivolti alle vittime di violenza, cui si aggiungono i contributi per gli orfani di femminicidio e le misure a supporto dei centri antiviolenza. Non mancano, inoltre, importanti misure dirette a favorire l'autonomia delle donne, con contributi all’imprenditoria femminile e a sostegno della conciliazione vita-lavoro.

Manovra 2021: nuovi incentivi per l'imprenditoria femminile

In Italia sono diverse le iniziative adottate a livello nazionale e regionale per sostenere le donne nel loro percorso di uscita dalla violenza di genere, che si collocano nel più ampio contesto europeo.

Il Piano UE per la parità di genere

Nel contesto della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, gli eurodeputati hanno discusso gli ultimi sviluppi relativi alla ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza domestica e alla violenza contro le donne. 

È grazie a questo documento se in Italia è stata disposta la cosiddetta legge sul femminicidio, legge n. 119-2013, che ha previsto l'adozione di un Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, oltre ad una serie di misure in campo penale.

In un momento in cui l'isolamento imposto per contenere la pandemia di Covid-19 ha fatto registrare un aumento dei casi di violenza domestica in molti Paesi dell'UE, la Commissione europea e dall'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato il nuovo piano d'azione dell'UE sulla parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna per il periodo 2021-2025 (GAP III).

Il piano fornisce un quadro politico con cinque pilastri d'azione per accelerare i progressi verso l'adempimento degli impegni internazionali e verso un mondo in cui tutti abbiano la possibilità di realizzarsi. Nel dettaglio, il documento stabilisce:

  • che l'85% di tutte le nuove azioni nell'ambito delle relazioni esterne debbano contribuire a conseguire la parità di genere e l'emancipazione femminile entro il 2025;
  • una visione strategica condivisa e una stretta collaborazione con gli Stati membri e i partner a livello regionale, nazionale e multilaterale;
  • maggiore concentrazione sulle principali aree tematiche di impegno, tra cui la lotta contro la violenza di genere e la promozione dell'emancipazione economica, sociale e politica delle donne e delle ragazze;
  • l'impegno dellUE a dare l'esempio, anche istituendo ai massimi livelli politici e dirigenziali una leadership equilibrata e attenta sotto il profilo del genere;
  • un nuovo approccio in merito al monitoraggio, alla valutazione e all'apprendimento, con una maggiore enfasi sulla misurazione dei risultati.

Pari opportunita’: tavoli bilaterali e nuovi fondi a tutela delle donne

Lockdown e aumento della violenza di genere

Il report del Ministero dell'Interno sulla violenza di genere e gli omicidi volontari con vittime donne relative al semestre gennaio-giugno 2020 ha sottolineato l'aumento di reati anche dopo la fine del periodo di lokcdown.

In base al rapporto:

  • i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori che erano diminuiti in lockdown, sono aumentati nel mese di maggio 2020;
  • le violenze sessuali sono aumentate a maggio, con un picco a giugno, ma al di sotto dei valori di gennaio e febbraio 2020;
  • i reati di minaccia, lesione personale e percosse soprattutto in ambito familiare hanno registrato una flessione nel periodo di lockdown e sono aumentati a maggio e giugno, pur restando inferiori rispetto ai dati del 2019;
  • gli omicidi si confermano in calo rispetto all'analogo periodo del 2019, ma le vittime di sesso femminile sono aumentate, anche se di poco, (l'incidenza delle persone offese donne è aumentata nel 2020, anche per gli omicidi in ambito familiare/affettivo);
  • si è registrato un lieve incremento anche degli omicidi commessi da partner o ex partner.

Anche l'Istat, che ha raccolto in una pagina dedicata tutti i dati del periodo relativi alla violenza sulle donne, conferma questo trend in crescita, incentivato dalla permanenza in casa di tutti i membri familiari.

Il report di ActionAid su centri antiviolenza e case rifugio a rischio, invece, rileva che la maggior parte delle strutture non ha ancora beneficiato del decreto del Presidente del Consiglio per la ripartizione dei fondi antiviolenza.

Secondo il report, infatti, "solo lo 0,39% dei fondi 2018 è stato liquidato dalle Regioni ai centri antiviolenza e alle case rifugio; per i fondi del 2017, a quasi due anni dall'emanazione del decreto, la percentuale di risorse erogate ai centri è al 34%, mentre per le annualità 2015-2016, il dato è al 63%. Percentuali che rischiano di vanificare l'impatto dell'aumento progressivo dei fondi stanziati (solo tra il 2017 e il 2018 i fondi sono aumentati da 12,7 a 20 milioni di euro)".

Iniziative a sostegno delle donne vittime di violenza

A livello nazionale, tra le misure attivate si segnalano gli sgravi fiscali per chi assume una donna che è stata vittima di violenza

A novembre, inoltre, la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al riparto di 28 milioni di euro da destinare ai centri antiviolenza, alle case rifugio e alle altre iniziative di competenza regionale in materia di violenza maschile contro le donne. Queste risorse si aggiungono ai 5,5 milioni che sono già stati stanziati per il finanziamento di interventi urgenti per le Case Rifugio ed i Centri Antiviolenza a seguito della pandemia da Covid-19, grazie all’avviso pubblicato lo scorso 29 aprile.

Sempre a novembre, il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Nazionale di Calcio e con il supporto del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione per il contrasto della violenza maschile contro le donne. L’iniziativa è parte del progetto CREATIVE, cofinanziato dalla Commissione Europea.

C'è poi l'iniziativa che vede la ministra Bonetti, e la Rete nazionale dei Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (Cug), firmare un protocollo d’intesa per offrire assistenza alle donne vittime di violenza. Il documento è stato firmato anche dalla ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone.

Lanciato anche un Protocollo d’intesa per l’istituzione del "Microcredito di libertà", strumento finanziario per l’emancipazione economica delle donne che hanno subito violenza, definito dalla ministra Bonetti, unitamente a AbiFedercasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali), Ente Nazionale per il Microcredito e Caritas Italiana.

Lo scorso luglio, infine, sono stati pubblicati i criteri per accedere a fondi a sostegno degli orfani a causa di crimini domestici e di reati di genere. Risorse con cui gli orfani potranno fruire di borse di studio e della gratuità (totale o parziale) della frequenza presso convitti, educandati o altre istituzioni educative.

Orfani di femminicidio, ecco gli aiuti per studio e lavoro

I bandi delle Regioni per la lotta contro la violenza sulle donne

A livello regionale attualmente sono aperti alcuni bandi. Nel Lazio, ad esempio, c’è il contributo di libertà per le donne vittime di violenza, con cui vengono sostenute le spese necessarie al percorso di riconquista dell’autonomia. Fino a fine anno resta aperto anche un altro bando che eroga un buono vacanza per le donne vittime di violenza, per garantire loro delle attività ricreative che le aiutino ad uscire fuori dai momenti conflittuali vissuti.

La Lombardia e la Sardegna, invece, hanno lanciato due iniziative, rispettivamente: una rivolta agli orfani di femminicidio e gli orfani di crimini domestici di età non superiore a 26 anni attraverso la concessione di un contributo economico una tantum, l'altra per il potenziamento dei centri antiviolenza e delle case accoglienza/rifugio per donne vittime di violenza e loro figli e per il rafforzamento della rete dei servizi territoriali.

Unioncamere: la pandemia frena di più le imprese rosa

I bandi 2020 per l’imprenditoria femminile

Uscire dalla violenza implica un percorso che fa leva - tra le altre cose - sull'autonomia lavorativa delle donne, come testimoniano diverse iniziative messe in campo nel nostro paese. Tra i principali avvisi del 2020 per sostenere il lavoro delle donne e lo sviluppo di imprese femminili figura sicuramente il bando Donne in campo da 15 milioni di euro, con cui il Ministero dell'agricoltura (MIPAAFT) eroga finanziamenti agevolati a sostegno delle imprenditrici agricole.

Oltre al bando del MIPAAFT, ci sono poi due misure attive da un po' di anni. Il primo è il Programma Smart and start gestito da Invitalia, che sostiene la nascita e lo sviluppo delle startup innovative e che, nel caso di domande presentate da donne, prevede agevolazioni più elevate.

A questi interventi, si aggiunge la sezione speciale per le imprese femminili del Fondo di garanzia PMI, che facilita l'accesso al credito delle piccole e medie imprese attraverso un sostegno in garanzia per la contrazione di finanziamenti. Con l'intervento del Fondo, l'impresa non riceve quindi un contributo in denaro, bensì si assicura la reale possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.

La domanda può essere presentata solo dalle imprese femminili, intendendo per tali le micro, piccole e medie imprese con le seguenti caratteristiche:

  • Società cooperative e società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
  • Società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai ⅔ a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i 2/3 da donne; 
  • Imprese individuali gestite da donne.

I contributi 2020 per la conciliazione vita-lavoro

Nel 2016 quasi l’80% delle donne che si sono dimesse erano madri di età compresa tra i 26 e i 45 anni e il 40% ha dichiarato di aver preso questa decisione a causa delle difficoltà connesse alla conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari. Per questo, anche se potenzialmente rivolti a tutti i lavoratori, i bandi per la conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro sono destinati generalmente alle donne, che svolgono in prevalenza i compiti di cura di bambini, anziani e familiari non autosufficienti.

Diverso approccio per la regione Puglia, che nel 2020, proprio per incoraggiare la condivisione dei carichi familiari, ha attivato un Fondo per il sostegno alla genitorialità e alla conciliazione vita-lavoro, rivolto sia ai lavoratori che alle lavoratrici. 

A livello nazionale, la Manovra 2021 ha previsto un pacchetto di interventi a sostegno della famiglia dove trova posto anche il rafforzamento dell'assegno unico figli. Una misura che verrà rifinanziata con uno stanziamento aggiuntivo da 3 miliardi per il 2021 e farà parte di una più ampia riforma, il Family Act.  

Manovra 2021: misure per lavoro, imprese, famiglie, bonus e investimenti

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.