Fondo inquilini morosi incolpevoli: via libera al riparto per il 2020

Fondo inquilini morosi incolpevoli: riparto risorse 2020Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i criteri di riparto delle risorse annuali relative al Fondo inquilini morosi incolpevoli, finalizzato al sostegno dei soggetti che, a causa di una sopravvenuta riduzione o perdita del reddito, non sono più in grado di pagare l'affitto della casa in cui vivono. A disposizione 9,5 milioni di euro per il 2020. 

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Con l’intesa raggiunta tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) sul piano di riparto dei 9,5 milioni di euro del Fondo inquilini morosi incolpevoli, si avvicina la data per l’utilizzo effettivo delle risorse stanziate per il 2020.

Cosa finanzia il Fondo inquilini morosi incolpevoli

Nato come strumento di sostegno al reddito delle fasce più deboli della popolazione e, al contempo, come misura per ridurre il fenomeno della morosità, il Fondo inquilini morosi incolpevoli è stato istituito nel 2013 presso il MIT e vanta una dotazione complessiva di 265 milioni di euro per il settennio 2014-2020.

L’obiettivo di Fondo, infatti, è quello di concedere contributi a favore di quelle persone che, per una sopravvenuta riduzione o perdita del reddito, non riescono a pagare l'affitto della casa in cui vivono e diventano, loro malgrado, morosi.

Più nello specifico per "morosità incolpevole" il Fondo intende quella "situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo in ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare  da ricondurre ad una delle seguenti cause:

  • perdita del lavoro per licenziamento; 
  • accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell'orario di lavoro; 
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale; 
  • mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici; 
  • cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; 
  • malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

Inoltre, per il 2020, al fine di rendere più agevole l'utilizzo delle risorse del Fondo, anche in forma coordinata con le risorse del Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione, viene ampliata la platea dei beneficiari.

Sono coinvolti anche i soggetti che, pur non essendo destinatari di provvedimenti esecutivi di sfratto, presentino una autocertificazione nella quale dichiarino di aver subito, in ragione dell'emergenza Covid-19:

  • una perdita del proprio reddito ai fini IRPEF superiore al 30% nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente;
  • di non disporre di sufficiente liquidità per far fronte al pagamento del canone di locazione e/o agli oneri accessori.

Il richiedente deve essere titolare di un contratto di locazione di unità immobiliare registrato anche se tardivamente e deve risiedere nell'alloggio da almeno un anno. Sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie A1, A8 e A9. 

Ai Comuni il compito di fare verifiche e concedere i contributi

Pur trattandosi di fondi nazionali, i contributi saranno erogati direttamente dai Comuni. Il Fondo prevede infatti che, dopo una prima ripartizione delle risorse disponibili tra tutte le regioni italiane, ci sia una seconda suddivisione dei soldi tra i comuni da parte di ogni regione.

Spetterà quindi ad ogni singolo Comune l’onere di dare o meno l’ok per la concessione del contributo alle persone che ne faranno richiesta.

Ciascun Comune, infatti, sarà tenuto a verificare il possesso dei requisiti di accesso al Fondo previsti dalla normativa di riferimento tra cui rientrano:

  • il possesso di un I.S.E.E. non superiore a 26 mila euro l’anno;
  • l’essere destinatari di un avviso di sfratto per morosità;
  • l’avere in corso un contratto di locazione regolarmente registrato.

L'importo massimo del contributo concedibile è pari a 12mila euro per ciascun richiedente, ovviamente nei limiti della disponibilità prevista per ogni regione. 

Con l’obiettivo di venire incontro alle situazioni di maggiore difficoltà, il Fondo prevede anche una serie di criteri preferenziali per la concessione del contributo. In particolare i Comuni, nell’erogare i fondi, daranno la precedenza ai casi in cui, all’interno del nucleo familiare, ci siano:

  • ultrasettantenni o minori;
  • oppure con invalidità accertata pari ad almeno il 74%;
  • oppure per quelle famiglie che siano in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l'attuazione di un progetto assistenziale individuale.

La dotazione complessiva potrà essere utilizzata anche in forma coordinata con le risorse del Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione, al fine di rendere l'utilizzo delle risorse maggiormente aderente alla domanda espressa nelle singole realtà locali. 

Le risorse del Fondo sono destinate, a differenza degli scorsi anni, anche in deroga all'elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa e saranno disponibili mediante bandi emanati da ciascuna amministrazione comunale.

> Fondo inquilini morosi incolpevoli. Riparto annualità 2020 - Decreto del 23 giugno 2020, Gazzetta Ufficiale n. 196 del 6 agosto 2020

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