Contributi a fondo perduto nel dl Rilancio: i chiarimenti del Fisco

Contributi a fondo perduto - Photocredit: Andrea Piacquadio su PexelsCome funzionano i contributi a fondo perduto per PMI, commercianti, artigiani e autonomi? L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla misura prevista dal decreto Rilancio. 

> Dl rilancio: come richiedere i contributi a fondo perduto

Dopo la circolare 15/E del 13 giugno 2020, con cui l'Agenzia delle Entrate ha fornito precisazioni, anche dal punto di vista contabile, sui contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio, il Fisco torna sul tema con una serie di chiarimenti.

I chiarimenti del Fisco sui contributi a fondo perduto 

Un primo chiarimento riguarda l'erogazione dei contributi: il direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha spiegato che ''dovremo rispettare i tempi che abbiamo detto fin dall'inizio, quindi 10 giorni dalla accettazione delle domande''.

Le somme saranno accreditate direttamente sui conti correnti di imprese, commercianti e artigiani. 

Ulteriori chiarimenti sono contenuti nella circolare 22/E del 21 luglio 2020: il documento fa chiarezza su molteplici aspetti ancora non risolti, che riguardano: 

L’ambito soggettivo, e più in particolare, i casi relativi a:

  • Società in liquidazione volontaria 
  • Inizio attività successivamente al 1° gennaio 2019 
  • Inizio nuova attività successivamente al 1° gennaio 2019 
  • Esercenti arti e professioni (iscritti alla gestione separata INPS) non in possesso dei requisiti per godere del contributo previsto dall’articolo 27 del decreto legge n. 18 del 2020
  • Associazione di promozione sociale
  • Consorzi tra imprese 
  • Imprese che presentano un fatturato pari a zero sia in aprile 2019 che in aprile 2020
  • Individuazione delle definizioni di “impresa in difficoltà” ai sensi della normativa dell’Unione europea sopra richiamata (in particolare le lettere A) e B) del punto 18 del regolamento (UE) n. 651/2014) 
  • Agenti e rappresentanti di commercio 
  • Studi associati composti da professionisti iscritti alle Casse di Previdenza 
  • Società artigiane con soci professionisti 
  • Soggetto che potrebbe beneficiare della indennità articolo 84, comma 2, decreto rilancio (per l’attività professionale) e del contributo di cui all’articolo 25 per l’attività d’impresa

I requisiti di accesso al beneficio: 

  • Verifica dell’ammontare dei ricavi e della riduzione del fatturato per i distributori di carburanti 
  • Verifica della riduzione del fatturato per gli agenti e rappresentanti di commercio
  • Determinazione calo di fatturato settore edilizia 
  • Determinazione calo di fatturato nell’ipotesi in cui l’ammontare del fatturato sia difforme dai ricavi relativi al medesimo periodo

La verifica della riduzione del fatturato:

  • Operazioni per passaggi interni 
  • Fattura riepilogativa settore autotrasportatori 
  • Operazioni fuori campo IVA 
  • Fattura anticipate contratto fornitura di bevande 
  • Subentro in contratto di affitto d’azienda 
  • Imprenditori agricoli in regime agevolato di cui all’articolo 34 comma 6 d.P.R. n. 633 del 1972

Altri requisiti, quali: 

  • Operazioni di riorganizzazione 
  • Elenco comuni interessati da stati di emergenza (Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici agosto, ottobre 2016 e gennaio 2017) 
  • Modalità di restituzione del contributo
  • Modalità di restituzione del contributo
  • Soggetti localizzati nei comuni di Livigno e Campione d’Italia 
  • Istanza presentata dagli eredi che proseguono l’attività per conto del soggetto deceduto 
  • Soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza

Le risposte ai dubbi dei contribuenti

Il contributo a fondo perduto è soggetto a tassazione, ed eventualmente in che misura?

“Per espressa previsione dell’art. 25 del decreto legge n. 34/2020”, si legge nella risposta di FiscoOggi, “il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione, sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap. Inoltre, non incide sul calcolo degli interessi passivi deducibili ai sensi dell’articolo 61 del Tuir e sulla deducibilità dei costi diversi dagli interessi passivi di cui all’articolo 109, comma 5, del Tuir. Ne consegue, dunque, che il contributo non è assoggettato ad alcuna ritenuta da parte di chi lo eroga”.

Dopo aver ottenuto il contributo a fondo perduto un imprenditore è costretto a chiudere l’attività. Deve restituire la somma ricevuta? In che modo?

No, il contributo non va restituito: se dopo l’erogazione del contributo a fondo perduto Covid-19 il beneficiario cessa l’attività non è tenuto alla restituzione dell’importo ricevuto.

Nei casi di attività cessate dopo aver riscosso la somma, il soggetto che ha firmato l’istanza è comunque tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli, a richiesta, agli organi istruttori dell’amministrazione finanziaria. In questi casi, infatti, l’eventuale atto di recupero del contributo è emanato nei suoi confronti dall’Agenzia delle entrate, che effettua il controllo dei dati dichiarati.

Tutte le misure del decreto rilancio e il testo ufficiale

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