Terzo settore in campo per la valorizzazione dei beni confiscati

 

Terzo settore - Photo credit: Foto di carlaborella da Pixabay Sono 175 i progetti presentati in risposta al bando dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (ANBSC) rivolto ad enti e associazioni no profit.

Beni confiscati – nuove linee guida Anbsc accelerano assegnazione

I patrimoni sottratti alla criminalità, non solo alle mafie ma anche a grandi evasori e protagonisti di gravi casi di corruzione e importanti scandali pubblici, saranno destinati a fini sociali.

Quanti sono i beni confiscati alla criminalità gestiti dall'ANBSC

Il quadro dei beni confiscati in via definitiva e tornati nella disponibilità del patrimonio dello Stato conta attualmente 19.327 immobili in gestione e 17.309 già destinati. A questi si aggiungono 2.934 aziende in gestione e 1.470 assegnate.

Nella lista rientrano, tra i beni di recente confisca, quelli dei condannati di Mafia capitale, in parte già riassegnati per il loro utilizzo sociale, come la villa di Sacrofano di Massimo Carminati dove sorgerà un centro per i ragazzi autistici, e la villa dei Casamonica a Rocca Bernarda, che diventerà una casa famiglia per minori.

E ancora ci sono i patrimoni sottratti ai condannati per lo scandalo Mose, come la lussuosa casa romana e la tenuta  dell'ex generale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante, a Pioraco, in provincia di Macerata, la dimora cinquecentesca di Cinto Euganeo confiscata all'ex governatore Giancarlo Galan, affidata all'Agenzia per il Demanio e in attesa di andare all'asta.

Senza dimenticare i 27 immobili tra ville con piscina e appartamenti di pregio dell'ex provveditore alle opere pubbliche del Lazio Angelo Balducci e le case romane di Anna lannuzzi, conosciuta come Lady Asl, al centro del sistema di corruzione della sanità laziale emerso anni fa.

Il bando per i progetti del Terzo settore

L'Italia è l’unico Paese al mondo a prevedere il riutilizzo sociale dei beni confiscati grazie a una legge, la Rognoni la Torre, che è una pietra angolare della nostra legislazione, ha dichiarato il prefetto Bruno Corda, che dirige l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (ANBSC).

La valorizzazione di questi patrimoni, però, è particolarmente complessa al Sud, in particolare in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, dove si concentra il 65% dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con un gran numero di immobili non immediatamente utilizzabili al momento della confisca. Spesso infatti questi edifici sono occupati abusivamente, versano in condizioni disastrose oppure vengono deliberatamente distrutti dagli ex proprietari, rendendo necessari ingenti investimenti e il concorso del Nuclei di supporto delle prefetture per poterli avviare verso un percorso di riutilizzo.

E' a fronte di questo quadro che nel 2020 l'Agenzia ha deciso di ricorrere a un bando che, andando oltre la tradizionale platea dei beneficiari composta da amministrazioni statali e regionali e dagli enti locali, mira ad assegnare beni immobili confiscati in via definitiva e rimasti rimasti inoptati nell’ambito delle ordinarie procedure di destinazione alle associazioni del Terzo settore. Oltre all'assegnazione degli immobili a titolo gratuito, l'avviso prevede un contributo massimo di 50 mila euro a favore delle realtà no profit per la realizzazione di progetti a finalità sociale.

A fronte di oltre 1.000 lotti in assegnazione, i soggetti del privato sociale hanno presentato 175 progetti di valorizzazione dei beni, ora oggetto di valutazione da parte dell'ANBSC dal punto di vista del merito tecnico e della sostenibilità economico-finanziaria.

Il lavoro dell’Agenzia proseguirà anche grazie ai 300 milioni di euro destinati ai beni confiscati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che finanzierà sia progetti finalizzati a restituire alla collettività gli immobili per fini sociali, che per l'avvio di attività economiche e la creazione di nuova occupazione.

I fondi per aree interne, sisma, beni confiscati e Sud nel Recovery Plan

Photo credit: Foto di carlaborella da Pixabay 

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