Innovazione: pronti incentivi alle PMI. Focus su marchi, brevetti e disegni

 

Brevetti impreseLe aziende che richiedono brevetti, marchi o disegni hanno più chance di accrescere il proprio fatturato. Per valorizzare e tutelare tali strumenti MISE e Unioncamere hanno illustrato i bandi rivolti alle imprese, in partenza da fine mese, e presentato il logo Marchio storico. 

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Nella tutela dei marchi e dei disegni europei l'Italia si colloca bene, aggiudicandosi la medaglia d’argento tra i paesi UE e la quarta posizione tra i 25 big mondiali. Sul fronte dei brevetti, invece, il nostro paese si posiziona al decimo posto della classifica internazionale delle invenzioni depositate all’Ufficio europeo dei brevetti (EPO).

Indagine EUIPO su proprietà intellettuale e PMI

L'evento milanese è stata l'occasione per presentare anche le misure e gli incentivi varati dal MISE per sostenere la cultura dell’innovazione e della tutela della proprietà intellettuale in Italia, tra cui: il Marchio storico d’interesse nazionale, i bandi brevetti+, marchi+, disegni+ e per il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca e sviluppo.

Brevetti, ancora troppo pochi quelli depositati dall'Italia

L’Italia è decima per numero di brevetti depositati nel 2018 all’Ufficio europeo brevetti (EPO). Malgrado un buon recupero rispetto al 2016 (+5,4%), i 4.400 brevetti depositati da imprese, fondazioni, enti pubblici e inventori italiani rappresentano il 2,5% delle 174mila domande pervenute. A trainare saldamente la classifica sono gli Stati Uniti che, nel 2018, hanno depositato oltre 43mila domande (un quarto di tutte quelle pervenute). Alle spalle degli USA, la Germania, con quasi 27mila domande (il 15,3% del totale), quindi il Giappone (oltre 22mila domande, pari al 13% del totale).

Non migliora il posizionamento dell’Italia anche a livello internazionale. Considerando le domande di brevetto depositate nel 2018 all'Ufficio internazionale per la proprietà intellettuale (WIPO), l’Italia si colloca all’undicesimo posto con 3.337 invenzioni, pari all’1,3% delle 253mila domande presentate.

L'Italia è più attenta a marchi e disegni

Maggiore l’attenzione che l'Italia mostra alla tutela dei marchi, con poco meno di 12mila le domande presentate nel 2019 all’Ufficio europeo della proprietà intellettuale (EUIPO). Rispetto ai 95mila marchi depositati dai Paesi europei, l’Italia si aggiudica così una quota superiore al 12% e una bella medaglia d’argento alle spalle della Germania.

Considerando invece i primi 25 paesi del mondo per numero di domande presso l'EUIPO (quasi 132mila), l’Italia, con il 9% dei depositi, risulta quarta alle spalle della Germania, degli Usa e della Cina. Quasi l’80% delle domande italiane sono state depositate dalle imprese.

Anche sul fronte dei disegni l’Italia nel 2019 è salita sul podio, occupando il secondo posto dopo la Germania. Con circa 9.500 domande, infatti, il nostro paese rappresenta quasi il 17% del totale delle domande depositate dai paesi europei. Considerando invece i primi 25 paesi del mondo per numero di domande di disegno comunitario presso l'EUIPO, l’Italia si aggiudica il quarto posto dopo Germania, Cina e USA. Ad attivare la procedura di riconoscimento sono nell’85% dei casi le imprese.

Le misure del MISE per marchi, brevetti e disegni

A Milano è stato presentato il logo che identifica il Marchio storico d’interesse nazionale, previsto dal Decreto Crescita. L’obiettivo di questo nuovo strumento è tutelare la proprietà industriale delle aziende storiche italiane nella sfida verso la valorizzazione del Made in Italy, l’innovazione, la sostenibilità, la competitività internazionale.

Nel corso dell'evento sono stati illustrati anche i nuovi bandi - lanciati lo scorso dicembre - per la valorizzazione di brevetti, marchi, disegni e per il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca e sviluppo dalle Università e dagli enti di ricerca pubblici al sistema industriale.

Si tratta di un insieme coordinato di misure dal valore di oltre 50 milioni di euro con il quale il MISE si impegna a sostenere le imprese che investono sulla proprietà intellettuale e sull'innovazione, attraverso un quadro di strumenti finanziari e normativi, indirizzati in particolar modo verso il sistema delle micro e piccole imprese, delle startup, delle imprese giovanili.

“Le Camere di commercio sono da tempo impegnate nella tutela e promozione della proprietà intellettuale”, ha sottolineato Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. “Negli ultimi 10 anni il sistema camerale ha gestito oltre 56 milioni di euro di agevolazioni messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico grazie alle quali sono state supportate quasi 4mila imprese”.

Secondo Sangalli “brevetti, marchi e disegni sono asset immateriali che costituiscono per le aziende un fattore determinante per un vantaggio competitivo di lungo termine, con effetti importanti sulle economie territoriali. In Italia un posto di lavoro su 3, cioè quasi 7 milioni di posti di lavoro, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti. Queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro PIL”. 

Ecco perche' i brevetti sono importanti per le PMI

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