Dal piano Marshall UE 40 miliardi per il Just Transition Fund

Fondo UE transizione - Photo by Min An from PexelsStrizza un occhio al green il pacchetto di misure per la ripresa presentato dalla Commissione europea: nelle proposte per il nuovo Quadro finanziario pluriennale e per il Recovery Plan spuntano infatti 40 miliardi per il Just Transition Fund.

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Un'iniezione di risorse che potrebbe dare ulteriore spinta al Meccanismo di transizione giusta, che si compone di un fondo ad hoc - il Just Transition Fund - e un Piano di investimenti per l'Europa sostenibile.

Meccanismo per la transizione giusta: cosa prevede

Un pacchetto da 100 miliardi, pensato per aiutare le regioni più povere dell’UE a muoversi verso un’economia a emissioni zero, attraverso una progressiva riduzione del consumo di combustibili fossili e il passaggio a tecnologie meno inquinanti in tutti i settori. 

Il Just Transition Mechanism finanzierà l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili nelle regioni europee che più ne dipendono, ma questo tipo di sostegno dovrà essere richiesto dallo Stato, la Regione o l’amministratore locale interessati.

Per accedere ai finanziamenti, gli Stati membri dovranno proporre dei piani di transizione territoriale coerenti con i Piani nazionali per l’energia e il clima per il 2030.

Il Meccanismo di transizione equa sarà basato su tre pilastri:

  1. un fondo ad hoc,
  2. un sistema specifico nell'ambito di InvestEU,
  3. uno strumento di prestito della BEI.

Parallelamente, il Meccanismo di transizione equa prevede anche una revisione delle norme UE sugli aiuti di Stato, con un allargamento delle maglie per i sussidi pubblici alle imprese che possono essere giustificati con gli obiettivi climatici e della transizione energetica.

A febbraio la Commissione ha pubblicato un invito ad hoc, raccolto da 18 Paesi, i cui progetti sono stati approvati da Bruxelles.

Cos'è il Just Transition Fund

Il primo tassello è rappresentato dal Fondo per la transizione equa, che potrà contare su risorse fresche per 7,5 miliardi di euro, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine. Proposta in cui il Fondo di transizione giusta viene considerato centrale, e cui si vorrebbero dedicare altri 40 miliardi di euro. 

Per poterne beneficiare gli Stati membri devono individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione.

Gli Stati devono rispettare una serie di obblighi: innanzitutto, impegnarsi a integrare ogni euro versato dal Fondo con contributi dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo Plus, nonché con risorse nazionali supplementari. Ciò dovrebbe tradursi in finanziamenti totali dell'ordine di 30-50 miliardi di euro, che mobiliteranno a loro volta ulteriori investimenti. 

Il Fondo per una transizione giusta concede principalmente sovvenzioni alle regioni per sostenere i lavoratori - aiutandoli ad esempio ad acquisire abilità e competenze spendibili sul mercato del lavoro del futuro - le PMI, le start-up e gli incubatori impegnati a creare nuove opportunità economiche in queste regioni. E sostiene gli investimenti a favore della transizione all'energia pulita, tra cui quelli nell'efficienza energetica.

Il ruolo di InvestEU per una transizione equa

Previsto anche un sistema specifico per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU, l’erede del piano Juncker. Obiettivo: mobilitare fino a 45 miliardi di euro di investimenti, soprattutto privati, a beneficio delle regioni interessate, ad esempio nei settori dell'energia sostenibile e dei trasporti, e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita.

I prestiti BEI per gli investimenti verdi

Terzo e ultimo elemento del Meccanismo è lo strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio UE.

Nel presentare la nuova proposta di Quadro finanziario pluriennale e Next Generation EU, la Commissione ha fornito maggiori informazioni su tale strumento, che incoraggerà gli investimenti a sostegno della transizione verso un'economia neutrale dal punto di vista climatico da parte del settore pubblico a beneficio delle regioni ad alta intensità di carbone e carbonio.

Lo strumento includerà 1,5 miliardi di euro in sovvenzioni dal bilancio dell'UE e fino a 10 miliardi di euro in prestiti dalle fonti proprie della Banca europea per gli investimenti. In base alle previsioni della Commissione, sarà in grado di mobilitare tra i 25 e i 30 miliardi di euro di investimenti per aiutare i territori e le regioni più colpiti dalla transizione verso un'economia neutrale dal punto di vista climatico, dando la priorità a quelli che hanno meno capacità di gestire i costi della transizione.

Lo strumento, precisa la BEI, sarà accessibile a tutti gli Stati membri mediante inviti a presentare proposte che soddisfano i seguenti criteri:

  • i progetti avvantaggiano i territori identificati in un piano di transizione territoriale approvato;
  • ricevono un prestito BEI nell'ambito del meccanismo; 
  • non generano flussi di entrate di mercato sufficienti.

Le aree di investimento includono:

  • infrastrutture energetiche e di trasporto;
  • reti di teleriscaldamento;
  • trasporti pubblici;
  • misure di efficienza energetica;
  • infrastrutture sociali.

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Framework in cui si inquadra il Meccanismo per la transizione giusta è il piano di investimenti del Green Deal europeo, che creerà un contesto in grado di agevolare e stimolare gli investimenti pubblici e privati necessari ai fini della transizione verso un'economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva. 

Cosa prevede il Green Deal europeo

Il piano si articola in tre dimensioni:

  • finanziamento: il bilancio dell'UE destinerà all'azione per il clima e l'ambiente una quota di spesa pubblica senza precedenti, attirando i fondi privati, e in questo contesto la Banca europea per gli investimenti svolgerà un ruolo di primo piano;
  • quadro favorevole agli investimenti: prevedere incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati. L'UE fornirà strumenti utili agli investitori, facendo della finanza sostenibile un pilastro del sistema finanziario. Agevolerà inoltre gli investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche incoraggiando pratiche di bilancio e appalti verdi e mettendo a punto soluzioni volte a semplificare le procedure di approvazione degli aiuti di Stato nelle regioni interessate dalla transizione giusta;
  • sostegno pratico: la Commissione fornirà sostegno alle autorità pubbliche e ai promotori in fase  di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili.

Maggio 2020: via libera ai programmi dei Paesi

A febbraio 2020 la Commissione aveva pubblicato un invito, rivolto agli Stati membri, nell'ambito del programma di sostegno alle riforme strutturali per accedere al meccanismo per una transizione giusta

Tutte le richieste presentate da 18 Stati membri per chiedere assistenza nella preparazione dei rispettivi piani territoriali sono state accolte da Bruxelles a maggio, che fornirà una consulenza su misura, ad esempio per aiutare le autorità nazionali e regionali a:

  • valutare l'impatto sociale, economico e ambientale della transizione e definire il processo di transizione fino al 2030;
  • instaurare un dialogo tra i portatori di interessi, quali i cittadini, le imprese e la società civile, al fine di raggiungere una visione comune in merito alla gestione della transizione;
  • individuare le azioni da intraprendere per realizzare con successo una transizione giusta. 

Nei prossimi mesi, fino a fine anno, la Commissione fornirà agli Stati membri un sostegno mirato per l'elaborazione dei piani territoriali per una transizione giusta. Gli Stati membri - in stretta collaborazione con i pertinenti portatori di interessi a livello nazionale, regionale e locale - saranno i principali responsabili della stesura e della messa a punto dei piani, il che garantirà loro la titolarità della transizione. I piani saranno quindi presentati alla Commissione per approvazione.

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