Emilia-Romagna – corsi di formazione per disoccupati

 

Un bando da 12 milioni di euro per corsi di formazione volti ad aiutare la persone a inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro.

Formazione

Emilia-Romagna – piano triennale per formazione e lavoro

Emilia-Romagna - piano per il diritto allo studio universitario

Formazione contro la disoccupazione di lunga durata. È l'obiettivo del bando da 12 milioni di euro approvato dalla giunta della Regione Emilia-Romagna, che dà attuazione alle azioni previste dal POR FSE 2014-2020, in coerenza con il piano regionale per la formazione e il lavoro.

Piano formazione e lavoro

Il piano, approvato a giugno, metterà a disposizione 360 milioni di euro nel triennio 2016-2018 per sviluppare le competenze necessarie alla crescita. Nello specifico, il piano si articola in una serie di interventi, che prevedono: dottorati di ricerca, formazione per gli imprenditori e il management delle aziende, rete politecnica, inserimento lavorativo delle persone con disabilità e contrasto alla dispersione scolastica.

Il programma triennale, che individua gli obiettivi e le priorità di intervento sui quali far convergere le risorse comunitarie, nazionali e regionali per le politiche dell’istruzione, rappresenta il disegno unitario per la formazione e per il lavoro.

Bando da 12 milioni per corsi di formazione

Il bando approvato dalla giunta regionale, rivolto a enti di formazione accreditati per l’ambito della formazione superiore, intende mettere a disposizione di inoccupati e disoccupati un'offerta formativa costituita da circa 180 percorsi, cui potranno accedere almeno 2800 persone. 

Dall’autunno e nel primo semestre 2017 prenderanno il via percorsi per operatori e tecnici in grado di inserirsi in tutti i settori dell’economia regionale, del manifatturiero e dei servizi. I progetti formativi dovranno essere fondati su una stretta collaborazione con le imprese, formalizzata in un protocollo in grado di evidenziare i potenziali sbocchi occupazionali, sia in termini qualitativi che quantitativi, nell’ambito delle filiere o nei settori di riferimento.

Entro il 5 ottobre gli enti potranno presentare azioni formative progettate sulla base del sistema regionale delle qualifiche, che permettono ai partecipanti di conseguire, a seconda della durata del percorso, un certificato di competenze o di qualifica professionale.

Priorità sarà accordata alla capacità di dialogo con il sistema economico-produttivo per intercettarne il reale fabbisogno di competenze, sostenere i processi di innovazione, sviluppo competitivo e di riposizionamento delle imprese del territorio e rendere più efficace la formazione in termini di esiti occupazionali dei partecipanti.

Nella valutazione dei progetti formativi verrà inoltre data priorità alla coerenza delle candidature con le linee di sviluppo territoriale della programmazione regionale e alla capacità di orientare i percorsi al rispetto dei principi di pari opportunità di genere e non discriminazione.

I corsi dovranno rivolgersi alle persone non occupate, che hanno assolto l’obbligo d'istruzione e il diritto-dovere all'istruzione e formazione, e che necessitano di azioni formative per ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute per l’inserimento lavorativo.

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