Sisma, Testo unico ricostruzione privata: via alla consultazione

 

Photocredit: ceskyfreund36 da Pixabay Diviso in 5 parti, il Testo unico raccoglie tutte le norme varate per la ricostruzione privata dopo i terremoti del 2016. Un lavoro complesso che fa chiarezza sulle regole da seguire e su cui adesso cittadini, istituzioni e imprese possono inviare osservazioni entro metà settembre.

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Dopo lunghi mesi di lavoro, la bozza del Testo Unico, che fa una ricognizione delle ordinanze commissariali in vigore, riclassificandole secondo criteri nuovi e più attuali e con alcune innovazioni di contenuto, è stata finalmente pubblicata.

Tra i primi impegni assunti al momento del suo insediamento, “il Testo Unico – ha sottolineato il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini – di fatto diventa l’unica fonte della disciplina relativa a tutti gli aspetti della ricostruzione privata, con l’obiettivo di dare certezza, leggibilità e stabilità regolatoria alle attività di ricostruzione in Centro Italia per i prossimi anni”.

La struttura del Testo unico ricostruzione privata

Il documento è diviso in cinque parti. La prima contiene le disposizioni di carattere generale, con le abrogazioni e le norme transitorie. Ad esempio, sottolineano dagli uffici del Commissario, “quarantotto vecchie Ordinanze, tra cui alcune di quelle che fin qui hanno guidato la ricostruzione, come la 4, la 9, la 13, e la stessa Ordinanza 100 che nel 2020 ha impresso la vera svolta, vengono abrogate integralmente o parzialmente, con norme transitorie che fanno salvi gli effetti giuridici da queste prodotti, per i rapporti pendenti, secondo i principi dell’ordinamento”.

La seconda parte riguarda invece il contributo per la ricostruzione, la domanda e l’istruttoria, definisce i soggetti beneficiari, l’oggetto e il tipo di intervento, le regole per gli aggregati, le delocalizzazioni, la misura del contributo, l’uso combinato delle detrazioni fiscali del Superbonus, i controlli, la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche dei comuni.

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La terza parte disciplina tutti i procedimenti speciali che seguono le regole della ricostruzione privata, come per gli edifici di culto, gli immobili privati di interesse culturale, quelli che riguardano il “doppio cratere” dei terremoti 2009 e 2016, ma detta anche le regole per la sicurezza sismica, l’efficienza energetica, la sostenibilità e le certificazioni ambientali. 

La quarta parte riguarda la programmazione e la pianificazione urbanistica, e raccoglie ad esempio tutta la disciplina sui Programmi Straordinari di Ricostruzione, mentre l’ultima sezione è relativa agli operatori privati  e stabilisce le regole per le attività dei professionisti e delle imprese.

La consultazione sul Testo unico ricostruzione privata

La bozza, messa a punto dopo lunghi mesi di lavoro, è adesso aperta ai suggerimenti e alle proposte di modifica e di integrazione che saranno avanzate da tutti i soggetti pubblici e privati che hanno un interesse nella ricostruzione: il Governo, le istituzioni di regolazione e controllo, le Regioni, i Comuni, certo, ma anche le Diocesi, le imprese, i sindacati, i professionisti, le associazioni e i singoli cittadini.

I suggerimenti e le osservazioni sulla bozza di Testo unico potranno essere inviate al Commissario in due modi: o come osservazioni di carattere generale, o come emendamenti specifici al testo. 

E’ “la prima volta”, sottolineano dalla struttura commissariale, che tutti questi soggetti “vengono coinvolti in un simile processo di consultazione”. In effetti si tratta di una grande operazione di ascolto dal basso che, per non perdere il proprio potenziale, prevede anche il supporto di ActionAid e Cittadinanzattiva.

Il termine ultimo per l’invio delle osservazioni è fissato per il prossimo 14 settembre. I suggerimenti che arriveranno saranno valutati e tenuti in considerazione dal Commissario, prima di procedere, con l’intesa della Cabina di coordinamento, ad adottare definitivamente il Testo Unico entro la fine del mese di ottobre.

Verso un Codice delle Ricostruzioni?

Una volta adottato, il Testo unico ricostruzione privata potrebbe però essere destinato ad andare molto al di là del suo già importante ruolo di guida per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016.

“Alcuni dei principi innovativi che sono stati adottati nel corso dell’ultimo anno e mezzo, e che sono tradotti nel Testo Unico”, ha infatti dichiarato Legnini, potrebbero “stimolare la riflessione in atto tra il Governo ed il Parlamento sull’opportunità di un vero e proprio Codice delle Ricostruzioni che potrebbe essere adottato a livello nazionale per affrontare le conseguenze delle catastrofi naturali cui il Paese è esposto”.

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Photocredit: ceskyfreund36 da Pixabay 

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