Aiuti di Stato agricoltura: Bruxelles lavora a nuovo regolamento di esenzione

 

Aiuti di Stato agricoltura - Foto di Peter H da Pixabay La Commissione europea ha condotto una valutazione delle norme sugli aiuti di Stato per i settori agricolo e forestale e per le zone rurali, da cui è emerso che, anche se le attuali regole funzionano bene, devono essere allineate alle nuove priorità UE nell'ambito del Green Deal e alla futura Politica agricola comune (PAC) che entrerà in vigore nel 2023.

Aiuti di Stato agricoltura e pesca: UE proroga regolamenti esenzione e de minimis

La valutazione è stata effettuata nell'ambito del processo di revisione delle norme sugli aiuti di Stato per l'agricoltura e la silvicoltura e ha riguardato in particolare il Regolamento di esenzione per categoria applicabile agli aiuti di Stato nei settori agricolo, forestake, della pesca e dell'acquacoltura (Agricultural Block Exemption Regulation) e gli Orientamenti dell'UE per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali (EU Guidelines for State aid in the agricultural and forestry sectors and in rural areas), recentemente prorogati dalla Commissione fino al 31 dicembre 2022.

Obiettivo dell'assessment – condotto attraverso analisi interne ed esterne e mediante una consultazione pubblica - era verificare se e in che modo il Regolamento di esenzione per categoria e le Linee guida, in vigore da luglio 2014, abbiano perseguito i loro principali obiettivi, cioè:

  • ridurre al minimo le distorsioni della concorrenza e del commercio nel settore agricolo e forestale;
  • garantire la coerenza delle norme sugli aiuti di Stato all'agricoltura con la PAC e in particolare gli obiettivi di sviluppo rurale nell'ambito della Politica agricola comune;
  • semplificare le procedure e ridurre i costi amministrativi.

La conclusione è che, nel complesso, le regole in esame funzionano bene e sono adatte allo scopo, anche relativamente al raggiungimento di più ampi obiettivi politici dell'UE, come la protezione dell'ambiente, la salute degli animali e, più in generale, la salute pubblica.

Allo stesso tempo, la valutazione ha evidenziato la necessità di alcune revisioni mirate, tra cui il chiarimento di alcuni concetti, definizioni e termini che danno luogo a frequenti richieste di interpretazione (ad esempio la definizione di animali protetti che causano danni per i quali gli allevatori possono essere risarciti). Alcune regole sono inoltre risultate obsolete, ad esempio per quanto riguarda gli aiuti nei settori soggetti a limiti di produzione che erano previsti nella precedente normativa della PAC e non sono più in vigore.

Più in generale, serve un'ulteriore razionalizzazione e semplificazione delle regole, ad esempio dei requisiti oggi troppo complessi per gli aiuti per servizi sovvenzionati, come le azioni di informazione, oltre ad una serie di adeguamenti diretti a riflettere meglio le attuali priorità dell'UE in materia di ambiente e clima. Andrà quindi operato un allineamento con il Green Deal europeo, la strategia Farm to Fork e la strategia sulla biodiversità, nonché con la nuova PAC e i relativi Piani strategici nazionali, attraverso cui gli Stati membri dovranno dare seguito alla maggiore ambizione dell'UE in tema di ambiente.

Nel riesaminare le norme esistenti e proporre i necessari aggiustamenti, la Commissione valuterà in particolare la possibilità di estendere il campo di applicazione del Regolamento di esenzione per categoria nel settore agricolo, allargando il raggio di azione per le misure attuabili direttamente dagli Stati membri senza la necessità di notifica preventiva a Bruxelles e approvazione da parte dell'Esecutivo UE. Ulteriori modifiche dovrebbero inoltre migliorare le regole sugli aiuti volti a incentivare agricoltori e silvicoltori ad impegnarsi in attività che favoriscono la biodiversità e la mitigazione del clima.

Questa nuova fase di analisi proseguirà nei prossimi mesi per arrivare a una nuova bozza di Regolamento e di Linee guida per gli aiuti all'agricoltura che la Commissione intende pubblicare entro l'inizio del prossimo anno, così da essere pronti ad aggiornare il quadro attuale in scadenza il 31 dicembre 2022.

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