Cosa cambia in Italia con il recepimento della direttiva sulla plastica monouso

Direttiva SUP - Foto di Christopher da PexelsOltre a recepire quanto previsto dalla direttiva Single Use Plastics, che mette al bando una serie di articoli in plastica, con la legge di delegazione europea 2019-2020 l’Italia fa un passo in più.

Dal 2021 stop alla plastica monouso

La direttiva SUP - Single Use Plastics fa parte della strategia plastic free della Commissione europea e prevede innanzitutto la messa al bando dei prodotti in plastica monouso per i quali esistono alternative sul mercato: cotton fioc, posate, piatti, cannucce, aste per palloncini, ma anche tazze, contenitori per alimenti e bevande, oltre a tutti gli articoli monouso in plastica oxodegradabile.

La prospettiva temporale è al 2026, anno in cui occorre registrare una riduzione quantificabile del consumo dei prodotti di plastica monouso rispetto al 2022.

Fra le altre azioni incluse nella direttiva:

  • misure volte a ridurre il consumo di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica e marcatura ed etichettatura specifiche di alcuni prodotti;
  • regimi di responsabilità estesa dei produttori riguardanti i costi di rimozione dei rifiuti, applicati a prodotti come i filtri dei prodotti del tabacco e gli attrezzi da pesca;
  • un obiettivo di raccolta separata delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029 (77% entro il 2025) e l'introduzione di prescrizioni di progettazione per garantire che i tappi rimangano fissati alle bottiglie, ma anche l'obiettivo di integrare il 25% di plastica riciclata nelle bottiglie in PET a partire dal 2025 e il 30% in tutte le bottiglie di plastica a partire dal 2030. 

Con la legge di delegazione europea 2019-2020 l’Italia recepisce la direttiva SUP (direttiva 2019/904) rispettando i termini previsti: i Paesi, infatti, possono adottare il testo entro luglio per non andare incontro ad una procedura d’infrazione. 

La legge approvata dalla Camera e in attesa del via libera del Senato non si limita però a recepire la direttiva europea, ma fa un passo avanti rispetto al testo UE.

Innanzitutto, è prevista l'inclusione dei bicchieri di plastica tra i prodotti monouso soggetti ad una riduzione dell'impiego, che vengono quindi equiparati alle tazze per bevande.

La seconda novità riguarda l'apertura agli articoli monouso in plastica compostabile "certificata conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile" laddove "non sia possibile l'uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti".

Plastica monouso: che impatto ha la direttiva UE sul mercato?

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