Bonus edilizi: la guida alle ristrutturazioni dell'Agenzia delle entrate

 

Foto di Laurin Berli da PexelsUna nuova circolare del Fisco fa il punto sulle disposizioni normative relative a tutti i bonus edilizi, elencando le spese ammesse e gli altri elementi rilevanti per l’invio della dichiarazione dei redditi.

La legge di bilancio 2022 e i bonus edilizi

E’ lunga 187 pagine la circolare n. 28/E del 25 luglio 2022 dell’Agenzia delle entrate che - grazie al lavoro svolto da un tavolo tecnico composto dagli esperti dell’Agenzia insieme alla consulta nazionale dei CAF - “offre un quadro omogeneo sulle principali disposizioni di legge, sui chiarimenti forniti da risoluzioni e circolari e sulle indicazioni pratiche per accedere alle agevolazioni fiscali, alla luce delle rilevanti novità normative intervenute nell’anno d’imposta 2021, tenendo conto anche delle risposte ai quesiti dei contribuenti in sede di interpello o di consulenza giuridica o dai Caf e dai professionisti abilitati sui temi affrontati in sede di assistenza”.

Quella che ne emerge è dunque una Guida aggiornata sui bonus edilizi, suddivisa per agevolazione fiscale e, a sua volta, per beneficiari, spese ammissibili, limiti dell’agevolazione e altri elementi essenziali per fare la dichiarazione dei redditi. 

Grazie al documento si chiariscono, pertanto, gli aspetti salienti del Sisma bonus, Bonus verde, Bonus facciate, Eco bonus e Superbonus.

Il bonus ristrutturazioni al 50%

Il primo incentivo trattato nella circolare n. 28/E del 25 luglio 2022 è il bonus per le ristrutturazioni edilizie che prevede una detrazione del 36% (elevata, dal 26 giugno 2012, al 50%) delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su parti comuni di edifici residenziali e su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale e relative pertinenze. Sono esclusi gli edifici a destinazione produttiva, commerciale e direzionale. 

Introdotto dall’art. 1, comma 1, L. 449-1997 e poi reso permanente dall’art. 4 del DL 201-2011, il bonus copre anche gli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati e prevede una detrazione ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Piuttosto variegata la platea di soggetti che possono accedere all'incentivo. Essa infatti include:

  • i proprietari o nudi proprietari;
  • i titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso, abitazione o superficie;
  • i soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
  • gli imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o beni merce;
  • i soggetti indicati nell’art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
  • i detentori (locatari, comodatari) dell’immobile;
  • i familiari conviventi;
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • i conviventi di fatto previsti dalla legge Cirinnà);
  • il futuro acquirente; 
  • il condominio.

Come già accennato, a partire dal 26 giugno 2012 la percentuale di detrazione è stata elevata dal 36% al 50%, con un limite di spesa agevolabile che è passato da 48.000 euro a 96.000 euro

Per quanto concerne invece gli interventi ammissibili, in relazione a quelli effettuati sulle parti comuni, la detrazione spetta per le spese di:  

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria;  
  • restauro e di risanamento conservativo;  
  • ristrutturazione edilizia. 

Per gli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari e/o sulle relative pertinenze, invece, la detrazione compete per le medesime spese, ad eccezione di quelle relative alla manutenzione ordinaria. 

Infine il bonus spetta anche per tutta una serie di altri interventi come ad esempio l’abbattimento delle barriere architettoniche, i lavori per la prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, quelli per la cablatura degli edifici, per il contenimento dell’inquinamento acustico o per il conseguimento di risparmi energetici, solo per citarne alcuni.  

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Il sismabonus

Il secondo bonus toccato dalla Guida è il sismabonus, cioè una detrazione del 65% delle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, effettuati su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), e riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale e ad attività produttive.

La Guida ricorda che, “per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 per gli interventi di riduzione del rischio sismico effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arte o professione, su edifici residenziali, o su edifici non residenziali che al termine dei lavori diventino a destinazione residenziale, si applica la disciplina del Superbonus non sussistendo la possibilità per il contribuente di scegliere quale agevolazione applicare. In sostanza - si legge quindi nella Guida - per i soggetti destinatari del Superbonus che effettuano interventi antisismici su immobili ammessi a tale agevolazione l’aliquota di detrazione è elevata al 110% senza la possibilità di applicare le aliquote di detrazione” previste dal canonico sismabonus. “Resta fermo, invece, che la disciplina “ordinaria” del sismabonus si applica in tutti gli altri casi esclusi dal Superbonus”, aggiunge la circolare 28/E-2022. 

In questi ultimi casi, la detrazione spetta pertanto nella misura del 50%, nel limite di spesa di euro 96.000 per unità immobiliare per ciascun anno ed è ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Se poi dagli interventi antisismici deriva la diminuzione di una o due classi di rischio, la detrazione spetta nella misura maggiore rispettivamente del 70% o dell’80% delle spese sostenute. 

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Il bonus verde

Il terzo bonus analizzato nella Guida del Fisco è il bonus verde, cioè la detrazione del 36% “delle spese documentate e sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, comprese le pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili”.

Previsto per la prima volta dalla legge di bilancio 2018, il bonus verde è stato via prorogato nel corso degli anni, fino ad arrivare (attualmente) al 2024 a seguito dell’ultima proroga disposta dalla Finanziaria 2022.

La detrazione spetta:

  • ai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi e ai familiari conviventi dei predetti possessori o detentori;
  • “per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali di cui agli artt. 1117 e 1117-bis del codice civile; in tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condòmino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi”, spiega il Fisco.

“Quanto agli importi, il bonus è calcolato su un importo massimo di euro 5.000 per unità immobiliare residenziale. Pertanto, la detrazione massima è di euro 1.800 (36% di euro 5.000) per immobile”, si legge nel documento. 

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Il bonus facciate

Il quarto bonus trattato nella Guida è il bonus facciate, lanciato dalla legge di bilancio 2020 che ha previsto una detrazione pari al 90% delle spese documentate e sostenute nell’anno d’imposta 2020, per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, compresi gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura. 

In seguito - anche in questo caso - il bonus è stato via via prorogato, fino ad arrivare ad includere anche le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 (anche se in questo caso la detrazione compete nella misura del 60%).

Possono beneficiare del bonus tutti i contribuenti residenti e non residenti, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: 

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; 
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • le società semplici; 
  • le associazioni tra professionisti; 
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).  

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Il bonus per la ricarica dei veicoli elettrici

Il quinto bonus approfondito nella Guida è la detrazione del 50% delle spese sostenute “dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, per l'acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, incluse le opere strettamente funzionali alla realizzazione dell’intervento”.

Più nello specifico la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 3.000 euro da ripartire, tra gli aventi diritto, in 10 quote annuali di pari importo. 

Come nel caso del sismabonus, dal 1 luglio 2020 la detrazione si sovrappone al superbonus. Per le spese sostenute da quella data “per l’acquisto e posa in opera di strutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica - spiega infatti il Fisco - l’aliquota della detrazione è aumentata al 110% e ripartita in 5 quote annuali se l’installazione è eseguita congiuntamente a uno degli interventi “trainanti” rientranti nel superbonus, quali gli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali”.

Quanto ai beneficiari, la Guida ricorda che “possono beneficiare della detrazione i soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e dell'imposta sul reddito delle società (IRES) che sostengono le spese per gli interventi agevolabili, se le spese sono rimaste a loro carico, e possiedono o detengono l’immobile o l'area in base ad un titolo idoneo”. 

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Il bonus mobili

Il sesto bonus inserito nella Guida è il bonus mobili, cioè quella “detrazione, pari al 50% delle spese sostenute, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, e per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di recupero”, si legge nel documento.  

L’ecobonus

Il settimo bonus citato dalla Guida è l'ecobonus che sostiene le spese per interventi finalizzati al risparmio energetico.

Lanciato nel 2006 e poi modificato a più riprese, attualmente l’ecobonus prevede un’aliquota della detrazione al 65% con riferimento alle spese sostenute a partire dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2024, mentre a partire dal 2018, per alcune spese la detrazione è stata ridotta al 50%.

Anche in questo caso l’esistenza dell'ecobonus "è compromessa" da quella del superbonus. Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, infatti, il contribuente può avvalersi della maggiore detrazione prevista per il superbonus, rispettando gli adempimenti specificamente previsti per quella agevolazione.

Molto ampia la platea di beneficiari. Il fisco spiega che “sono ammessi alla detrazione i soggetti, residenti e non residenti, titolari di qualsiasi tipologia di reddito. La detrazione spetta, infatti, alle persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, agli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, alle società semplici, alle associazioni tra professionisti e ai soggetti che conseguono reddito d’impresa, vale a dire persone fisiche, società di persone, società di capitali”.

Quanto agli interventi ammissibili, il bonus spetta per le spese sostenute per interventi:  

  • di riqualificazione energetica volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (art. 1, comma 344, della legge n. 296 del 2006);  
  • riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) e finestre comprensive di infissi (art. 1, comma 345, della legge n. 296 del 2006);  
  • relativi all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, nonché istituti scolastici e università (art. 1, comma 346, della legge n. 296 del 2006);  
  • di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione (art. 1, comma 347, della legge n. 296 del 2006); tale detrazione è estesa anche alle spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia (art. 1, comma 286, della legge n. 244 del 2007);
  • per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;
  • per l’acquisto e posa in opera delle schermature solari di cui all’allegato M al d.lgs. n. 311 del 2006;  
  • per l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • per le spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti ed a garantire un funzionamento efficiente degli impianti;
  • per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti e fino a un valore massimo della detrazione di euro 100.000 ;
  • per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;  
  • per l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. 

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Il superbonus

Infine, dopo un’ulteriore disamina di altre agevolazioni (per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti; Interventi sull’involucro degli edifici esistenti; Installazione di pannelli solari; Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale; Acquisto e posa in opera di schermature solari; Acquisto e posa in opera di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili; Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto -Building Automation; Interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti; Interventi sulle parti comuni di edifici di riqualificazione energetica e misure antisismiche con passaggio ad una o a due classi di rischio inferiore), la Guida arriva a parlare del superbonus a cui dedica oltre 40 pagine di spiegazioni.

Ciò nonostante, la circolare specifica che i chiarimenti forniti sono quelli in ordine alla disciplina vigente al 31 dicembre 2021, restando pertanto fuori una serie di altre novità normative nel frattempo intervenute.

In ogni caso la Guida è utile perché elenca chiaramente il meccanismo degli interventi “trainanti” e “trainati”, i beneficiari, le spese ammissibili.

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Foto di Laurin Berli da Pexels

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