Cosa prevede il Piano nazionale ripresa e resilienza per l’internazionalizzazione

 

Recovery plan made in ItalyPer il Fondo 394 di SIMEST per l’internazionalizzazione, il PNRR prevede due interventi fondamentali: lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro e l’aumento dell’importanza degli aspetti digital e green per valutare i progetti.

Cosa prevede il Piano nazionale ripresa e resilienza?

In attesa di avere sotto mano il testo definitivo del dl Sostegni bis che stanzia 1,6 miliardi per l’internazionalizzazione, vale la pena fare il punto su cosa prevede il Piano nazionale ripresa e resilienza (PNRR) su questo fronte. Dalle bozze di decreto che circolano, infatti, sembrerebbe che le risorse del dl Imprese, lavoro, giovani e salute altro non siano che quelle stanziate dal Recovery plan per il rifinanziamento del Fondo 394 di SIMEST.

Il PNRR stanzia 1,2 miliardi per l’internazionalizzazione

Per sostenere la proiezione internazionale delle imprese italiane, infatti, il Piano nazionale di ripresa e resilienza punta in tutto e per tutto sul Fondo 394-81, rifinanziandolo con 1,2 miliardi di euro. Lo strumento - spiega sostanzialmente il documento inviato alla Commissione europea - è infatti quello che meglio si presta ad aiutare le imprese (soprattutto le PMI che compongono la spina dorsale del nostro tessuto produttivo) a colmare i deficit interni per affrontare i mercati internazionali, potendo contare su ben 9 linee di finanziamento ad hoc.

Le informazioni dettagliate sul riparto dei soldi arrivano dalle schede tecniche del Piano, pubblicate di recente. “Rispetto alle risorse complessive richieste di 1.200 milioni”, si legge infatti nel documento, “400 milioni di euro saranno utilizzati per l'erogazione delle sovvenzioni (cofinanziamento a fondo perduto), avvalendosi della flessibilità offerta - fino al 31 dicembre 2021 - dal Temporary Framework sugli aiuti di Stato, mentre risorse pari a 800 milioni di euro rafforzeranno la componente del Fondo 394/81 destinata al finanziamento di operazioni a tassi agevolati. Contributi e finanziamenti agevolati - prosegue il testo - contribuiranno entrambi al finanziamento degli stessi progetti di investimento, operando in sinergia all'interno della relativa linea di intervento del Fondo”.

A differenza di altri interventi previsti dal Piano, la linea sull’internazionalizzazione può essere immediatamente operativa, dato che il Fondo esiste già e serve solo trasferire le risorse. Da questo punto di vista, quindi, il PNRR ha una timeline piuttosto stretta, prevedendo entro il terzo trimestre 2021 l’adozione di due provvedimenti di rifinanziamento: 

  • Uno, per un importo di 400 milioni di euro, per la componente a contributo del Fondo 394/81;
  • L’altro, per un importo di 800 milioni, per il finanziamento di iniziative di internazionalizzazione delle PMI tramite prestiti agevolati.

Fondo 394-81: sempre più importanza agli aspetti digital e green

Oltre a conoscere l’ammontare delle risorse stanziate, le imprese italiane che dal 3 giugno si preparano a fare richiesta al Fondo 394 devono essere consapevoli, però, anche dell’importanza crescente dei criteri “digital e green” che verranno usati da SIMEST per valutare i progetti.

Il Fondo, infatti, si allineerà sempre più agli obiettivi UE sulla transizione digitale e sostenibile, attraverso l’adozione di “circolari ad hoc” in cui il “Comitato SIMEST definirà le caratteristiche dei progetti di investimento ammissibili, specificando che dovranno contribuire alla digitalizzazione e / o alla transizione verde del sistema produttivo delle aziende proponenti”.

Consulta il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)

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