Cashback di Stato in bilico, possibile stop con il Recovery Plan

Pagamenti digitali: in arrivo bonus pos nel decreto agostoPotrebbe essere a rischio il cashback di stato: lo strumento, previsto dalla Manovra 2021 e partito lo scorso 1° gennaio, per incentivare gli acquisti nei negozi e al contempo combattere l’evasione fiscale. Il Governo Draghi è al lavoro sul Recovery Plan da presentare a Bruxelles e tra le modifiche riportate non è da escludere anche uno stop definitivo alla misura.

Le misure previste dalla legge di Bilancio 2021

Se durante la scorsa settimana è stato completato il pagamento da parte di Consap di tutti i rimborsi per il periodo di dicembre, si fa avanti adesso una possibile soluzione drastica alle criticità relative al cashback di stato: il meccanismo ordinario, che prevede per i cittadini un rimborso del 10% su tutti i pagamenti fatti con carta di credito o altri metodi elettronici presso esercenti fisici a fronte di un minimo di 50 transazioni in sei mesi. 

Dopo la parentesi 'furbetti' che sono riusciti ad agirare le regole del sistema, è in corso una riflessione tra Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia per un ridimensionamento o addirittura uno stop definitivo della misura. 

Cashback di stato e Italia cashless: le misure per incentivare i pagamenti digitali

Recovery plan, sarà la fine del cashback di stato?

L’esecutivo Draghi è impegnato sulla riscrittura del Recovery Plan da presentare entro fine aprile alle istituzioni UE. Il lavoro sul Piano di ripresa e resilienza, che è già in corso, potrebbe vedere ridotto o totalmente eliminato il cashback di stato, introdotto dal governo Conte bis.

Le possibili ipotesi sono allo studio del ministro dell'Economia e Finanze, Daniele Franco, che sta valutando il da farsi insieme ai tecnici della Ragioneria di Stato. Negli ultimi giorni diversi esponenti della nuova maggioranza si sono espressi contro il cashback. In particolare da Forza Italia sono arrivate critiche al provvedimento. 

Dovrebbero essere fatti salvi i cosiddetti diritti quesiti, e cioè i rimborsi che dal primo gennaio oltre 7 milioni di utenti stanno accumulando. Due le ipotesi più attendibili:

  • l'eliminazione del supercahback, il premio semestrale da 1500 euro previsto per i 100mila maggiori utilizzatori di carte e app di pagamento che si sono iscritti al cashback di stato;
  • la conclusione anticipata dell'intero programma, mettendo la parola fine all'iniziativa a dicembre 2021, risparmiando in tal modo i 3 miliardi previsti per il 2022.

Nelle scorse settimane, durante la crisi di governo, alcuni partiti avevano manifestato l’intenzione di presentare emendamenti o proposte per sospendere il provvedimento. Italia Viva in testa, nel pieno dello scontro Renzi-Conte, si era schierata per sospendere il cashback, del valore di 4,7 miliardi di euro in due anni, ed investire le somme restanti nel decreto Ristori

Furbetti cashback, la corsa al super-premio

Per cercare di rientrare nei primi 100mila che riceveranno il supercashback, molti utenti hanno fatto ricorso a metodi che, nonostante non siano illegali, danneggiano gli esercenti che devono pagare le commissioni al circuito.

Decine di micro-transazioni sullo stesso pos con un'unica carta o l'acquisto di prepagate e buoni per catene di e-commerce. Sono queste alcune delle tattiche più utilizzate dai 'furbetti' del cashback, che sfruttano i buchi del regolamento del programma per poter accumulare un numero consistente di transazioni in tempi rapidi.

Così c’è chi, per esempio, quando fa la spesa alla cassa automatica paga un articolo alla volta, ottenendo in questo modo uno scontrino e una transazione registrata per ogni cosa che ha messo nel carrello. Non mancano poi casi in cui alcuni utenti hanno effettuato numerose transazioni di scarso valore ai distributori di benzina.

Nonostante siano delle truffe, nessuno di questi metodi è illegale, poiché attualmente non c'è un sistema di verifica sulle transazioni per invalidare i pagamenti "frammentati". A rimetterci per la mancanza di controlli e norme precise sono gli esercenti, che si ritrovano a dover pagare al circuito una somma per ogni pagamento registrato. 

Intanto i tecnici di PagoPa, la società in house di Palazzo Chigi che gestisce la misura,  dovranno creare un algoritmo capace di individuare e scartare i pagamenti sospetti, così che il premio da 1500 euro venga assegnato nel modo corretto.

Come ottenere il doppio rimborso

Carte di debito con credito precaricato. Queste carte "usa e getta" sono la chiave per poter ottenere un rimborso del 20% rispetto ai pagamenti effettuati con metodi cashless. Le carte in questione hanno un valore di 25 euro o multipli, a differenza delle altre carte di debito non sono collegate a nessun conto, e non possono essere ricaricate. 

Per ottenere questo rimborso è necessario seguire due step:

  • acquistare una carta prepagata con il metodo di pagamento inserito nell’applicazione IO (per esempio un’altra carta di credito o il bancomat) per ottenere il primo 10% di rimborso sulla transazione effettuata;
  • registrare la nuova carta di debito sull’app IO per far rientrare gli acquisti effettuati con quest’ultima nel nostro Portafoglio. In questo modo sarà possibile ottenere il cashback del 10% anche sul credito presente al suo interno, raddoppiando, di fatto, la cifra finale.

Per fare un esempio pratico, acquistando una carta di debito da 100 euro si otterrà un cashback di 10 euro non appena la transazione verrà validata dal sistema. La stessa carta, essendo stata registrata sull’app IO e utilizzata, darà diritto a un 10% aggiuntivo di cashback, ma di fatto non si spenderanno soldi in più rispetto a quelli pagati inizialmente per comprarla.

Un altro metodo per "raddoppiare" il rimborso consiste nel comprare con pagamento elettronico una card che contiene credito per i servizi di e-commerce La somma del buono potrà essere usata per gli acquisti online - per cui non è previsto il cashback - e il rimborso arriva per quanto speso in negozio per acquistare la card.

Cashback di stato: cos'è e come funziona?

Il cashback di stato consiste in un sistema di restituzione parametrato al volume di transazioni compiute con pagamenti digitali. In altre parole: con più pagamenti con carte e bancomat, si ottengono più rimborsi l'anno successivo. 

In sintesi, si tratta in un rimborso del 10% - fino a una soglia massima di 150 euro semestrali - per chi paga le proprie spese non in contanti ma tramite epayments, come carte di credito o debito, bancomat, bonifici bancari e app tipo Apple Pay, Samsung Pay o Satispay.

Questo meccanismo prevede un'adesione esclusivamente su base volontaria ed il soggetto che desidera partecipare:

  • deve essere maggiorenne e residente in Italia;
  • deve utilizzare gli strumenti di pagamento registrati esclusivamente per acquisti effettuati fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione.

Chi intende accedere al programma ha una doppia possibilità. Registrarsi nell’App IO, oppure nei sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato (soggetto che abbia concluso un accordo con il pagatore per la fornitura di uno strumento di pagamento elettronico e che abbia sottoscritto una convenzione con la PagoPA S.p.A.), inserendo il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronici dei quali intende avvalersi per effettuare gli acquisti.

Dopo essersi registrati sull’App IO e aver associato uno più strumenti di pagamento anche virtuali alternativi al contante, sarà necessario effettuare pagamenti per almeno 50 operazioni ogni sei mesi. Non varranno gli acquisti online mentre potranno essere conteggiati la spesa nei supermercati e nei negozi ma anche i pagamenti delle fatture di artigiani e professionisti.

Nel dettaglio, agli aderenti al programma è attribuito un rimborso in misura percentuale per ogni transazione regolata con strumenti di pagamento elettronici. La misura del rimborso è determinata con riferimento ai seguenti semestri:

  • 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021;
  • 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021;
  • 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022.

Per ciascuno dei periodi, il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione e si tiene conto delle transazioni fino ad un valore massimo di 150 euro per singola transazione. Le transazioni di importo superiore a 150 euro concorrono fino all’importo di 150 euro.

In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del supercashback.

 La quantificazione del rimborso è determinata su un valore complessivo delle transazioni effettuate in ogni caso non superiore a 1.500 euro in ciascun semestre. I rimborsi sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun semestre.

App IO e SPID

Le operazioni di acquisto valide ai fini del rimborso devono essere effettuate tramite l'app IO, l'applicazione che permette di accedere a numerosi servizi della pubblica amministrazione.

Per poterla utilizzare è indispensabile ricorrere o a SPID - per usare IO e accedere al cashback è sufficiente il primo livello di sicurezza di SPID (nome utente e password per accedere ai servizi online) - o in alternativa tramite Carta d'identità Elettronica (CIE).

Nello specifico, la procedura di riconoscimento con la CIE prevede 2 step: 

  • inserire il codice Pin della carta (si tratta di 8 cifre ottenute metà al momento della consegna della nuova carta d’identità e metà ricevuta per posta);
  • la scansione della carta d’identità direttamente sullo smartphone.

Mentre, l'autenticazione con SPID prevede:

  • l’inserimento del nome utente scelto al momento della registrazione e della password;
  • l’accettazione cliccando sul tasto “prosegui”;
  • autorizzazione all’accesso tramite richiesta direttamente su smartphone oppure all’interno dell’app utilizzata per accedere allo Spid (esempio app PosteID), nel caso di un livello di sicurezza 2.

A questo punto si deve accettare l’informativa sulla privacy e scegliere un codice di sblocco a 6 cifre, ma si può anche autorizzare l’accesso con l’impronta digitale.

Per partecipare all'operazione anti-evasione, per la quale il Governo ha stanziato 3 miliardi per il 2021 e altrettanti per il 2022, non sarà necessaria alcuna nuova procedura rispetto al cashback di Natale Chi si è già iscritto sull’app IO o con altre modalità nella fase sperimentale, infatti, è automaticamente iscritto anche alla procedura standard.

Se l'operazione andrà a buon fine, il denaro sarà erogato dalla Consap (la concessionaria dei servizi pubblici) sull’Iban.

Cashback di stato nella Manovra 2021

La legge di Bilancio 2021 interviene sul meccanismo di rimborso delle spese, sempre ad esclusione di quelle online, pagate con moneta elettronica non sottoponendole a tassazione

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Manovra 2021,  inoltre, è arrivato un altro intervento per dare più forza al piano Italia cashless, limitando la lotteria degli scontrini a chi fa acquisti con carte, bancomat e app per i pagamenti digitali.

Consulta il testo della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, GU Serie Generale n.322 del 30 dicembre 2020 - Suppl. Ordinario n. 46

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Come nasce Italia cashless?

Il cashback di stato costituisce l'ossatura di base del piano Italia cashless. Quest'ultimo è stato concepito nel contesto della Legge di Bilancio 2020 come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione fiscale incentrata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica.

Lo strumento sarebbe dovuto partire nel 2020 con le prime restituzioni a partire da gennaio del 2021, per questo era stato definito anche bonus Befana. Poi la crisi coronavirus ha sconvolto il meccanismo che è rimasto congelato e il fondo è stato svuotato dal decreto Rilancio.

Con il decreto Agosto, tuttavia, sono state individuate nuove risorse per lo stesso strumento: uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,75 miliardi di euro per il 2021  per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati mediante transazioni elettroniche.

Piano Italia cashless, zero commissioni per micropagamenti

Nella cornice del piano cashless, l'Esecutivo ha anche definito un protocollo per azzerare le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro. L'adesione sarà strettamente volontaria, anche per evitare di incappare in rilievi Antitrust.

Diverso l’approccio per le transazioni fino a 10 o 25 euro: per transazioni di questi importi ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni, come già fanno alcuni operatori con specifiche offerte commerciali,  ma non dovrebbe esserci un protocollo specifico e ci si affiderà alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito.

Super cashback, il concorso a premi

Di Italia cashless farà parte anche un concorso a premi: si tratta del super cashback, un meccanismo di premialità che invoglierà il cittadino a effettuare acquisti con carte e strumenti di pagamento digitale.

Nello specifico, si tratta del riconoscimento di un premio di mille euro a favore delle prime 100mila persone che nell’arco di sei mesi, effettuano il maggior numero di transazioni con carte e altri sistemi di epayments. Il rimborso previsto in questo caso è di 1.500 euro a semestre, ovvero fino a 3.000 euro l'anno

Anche questo tassello di Italia cashless farà perno sull’App Io della Pubblica Amministrazione. L’utente, tramite il proprio codice fiscale, potrà registrarsi e avere un profilo con dati personali e le carte associate. Ogni componente di un nucleo familiare può partecipare individualmente al cashback, per cui una famiglia di tre persone potrebbe avere un ritorno di 450 euro ogni sei mesi. 

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Rimborsi di Natale e tavolo permanente

Alla fine di febbraio 2021, Consap ha concluso la fase di liquidazione dei rimborsi cashback per il periodo 8-31 dicembre 2020: sono stati versati circa 223 milioni di euro. Ci sono stati anche problemi per alcuni utenti che non si sono visti riconoscere alcune operazioni oppure che hanno comunicato un iban sbagliato.

In passato, per implementare la gestione dei reclami e soprattutto per spingere l’uso delle carte da parte dei consumatori italiani., è diventato permanente il tavolo sul cashback costituito da Adiconsum, Consap e PagoPa.

"L’Extra Cashback di Natale ha dimostrato una partenza non brillante per alcune problematiche che però hanno colpito una minoranza di utenti e che comunque non vanificano l’iniziativa", ha spiegato Danilo Galvagni, Vicepresidente di Adiconsum, nel ricordare i numeri positivi dell'iniziativa

La maggiore delle criticità, rilevata anche durante il primo incontro a tre, riguada proprio la mancata presenza delle transazioni indicate nell’app IO. A tal proposito, l'associazione dei consumatori ha risposto: "abbiamo riscontrato la piena disponibilità a risolvere gli eventuali contenziosi grazie alla procedura di reclamo che da febbraio sarà presente sul sito di Consap con uno specifico modulo che verrà visionato anche da Adiconsum", ricordando agli utenti di controllare il Portafoglio dell’app IO o dell’Issuer convenzionato tramite il quale si è aderito al cashback e di conservare gli scontrini che rilascia il Pps da cui si può riconoscere  l’acquirer dell’esercente utili per poi presentare  un reclamo a Consap nel caso in cui il rimborso sia inferiore a quello calcolato.

I chiarimenti di PagoPA

Dopo i numerosi disservizi riscontrati nel periodo natalizio e anche dopo la partenza lo scorso 1° gennaio del meccanismo standard, PagoPA pubblica una nota di chiarimento a proposito del cashback di stato: la misura, inserita nella legge di Bilancio 2021, che prevede un rimborso ordinario del 10%, per la cifra di 300 euro annui. 

"Alla luce delle segnalazioni dei partecipanti che evidenziano come tema principale la non visualizzazione sull’app IO di transazioni effettuate per il cashback, è opportuno riepilogarne le motivazioni posto che il mancato conteggio di alcune operazioni corrisponde esclusivamente a casi circoscritti. Si tratta di tempistiche tecniche indipendenti dall’app IO e che in nessun modo inficiano sull’eventuale diritto al rimborso. In questi casi, le transazioni valide per il cashback saranno sempre recuperate dal sistema", puntualizza PagoPA.

Secondo la nota, i ritardi e le anomalie sono imputabili a cause relative all’implementazione del programma e ai tempi di acquisizione delle transazioni: questioni tecniche che sarebbe stato meglio affrontare prima della partenza del cashback e che hanno provocato un effetto domino di segnalazioni.

A tal proposito, PagoPA puntualizza che "una transazione potrebbe non essere stata riconosciuta perché gestita tramite Acquirer non ancora convenzionati; si tratta dei soggetti che forniscono i dispositivi di accettazione  (come i POS)  agli esercizi commerciali. Oppure la transazione potrebbe non essere stata registrata perché avvenuta attraverso uno strumento di pagamento che al momento non è ancora possibile registrare per il cashback, ad esempio una carta valida sia come PagoBancomat sia come carta di debito sul secondo circuito; app come Apple Pay, Google Pay o simili".

A questa criticità si aggiungono altri due punti fondamentali:

  • le tempistiche affinché l'acquisto sia contabilizzato dalla banca: "in media, possono passare tre giorni lavorativi dalla sua contabilizzazione, ma in alcuni casi possono occorrere tempi più lunghi";
  •  la conservazione dello scontrino cartaceo: "suggerita dal servizio di assistenza dell’app IO  in risposta ai partecipanti al cashback che lamentano di non vedere alcune transazioni ritenute valide ai fini del rimborso, è una soluzione temporanea".

I numeri del cashback 

Gli oltre 5,8 milioni di cittadini che si sono iscritti al cashback nel periodo sperimentale, iniziato l'8 dicembre e conclusosi il 31 dicembre, hanno registrato 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici, di cui oltre 7,6 milioni dall'app IO, per un totale di oltre 63 milioni di transazioni effettuate. 

Nonostante la partecipazione riscontrata abbia superato le aspettative di Palazzo Chigi, non tutti gli iscritti al programma cashback di Natale riceveranno il rimborso: sono 3,2 milioni i cittadini che hanno raggiunto la soglia delle 10 transazioni entro la fine del 2020, per un importo medio di circa 69 euro a testa. 

rimborsi del periodo sperimentale verranno accreditati sul conto corrente entro il 1° marzo, con un budget che supera i 222 milioni di euro. In particolare, solo il 3,1% (100.387 valore assoluto) otterrà il rimborso massimo di 150 euro; quasi la metà degli aventi diritto, il 49,6%, (pari a 1.602.297 persone) otterrà un rimborso tra i 50 e i 99 euro; il 32,8% (1.059.399 valore assoluto) avrà meno di 50 euro; il 14,5% (468.822) otterrà tra 100 e 149 euro.

Questi dati continuano a crescere anche nella partecipazione rilevata a inizio 2021, con l'entrata a regime del programma lo scorso 1° gennaio e l'avvio del primo dei tre semestri in cui si articolerà fino al 30 giugno 2022. All'8 gennaio, sono più di 6,2 milioni il totale dei cittadini iscritti al cashback, e oltre 10,6 milioni gli strumenti di pagamento attivati,  con circa 9 milioni di nuove transazioni effettuate ai fini dell'iniziativa solo negli ultimi otto giorni.

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