Equity crowdfunding - come funziona negli USA

 

La patria del crowdfunding, tra regolamenti aggiornati e piattaforme di fama internazionale

Equity crowdfunding 

Come molte storie a stelle e strisce, anche quella dell'equity crowdfunding ha qualcosa di leggendario. Secondo alcuni, infatti, la genesi del fenomeno andrebbe fatta risalire alla seconda metà dell'Ottocento, quando la commissione incaricata della costruzione della Statua della Libertà terminò i fondi necessari al completamento dell’opera. Decisivo fu l'intervento del giornalista ed editore Joseph Pulitzer, che lanciò una raccolta fondi dalle colonne del suo giornale - “We must raise the money!”, scriveva sul New York World – riuscendo a raccogliere circa 100mila dollari.

Genesi mitica a parte, l'equity crowdfunding è un concetto legato strettamente all'altra sponda dell'Atlantico, dove nascono e si sviluppano le prime piattaforme.

I portali di crowdfunding USA

A stelle e strisce sono le più celebri e utilizzate piattaforme di crowdfunding a livello internazionale, Kickstarter e Indiegogo.

Kickstarter nasce nell'aprile 2009 da Perry Chen, Yancey Strickler e Charles Adler e segue il modello “tutto o niente”: gli utenti possono avanzare un progetto in 15 categorie, dai film alla tecnologia, con una breve presentazione e due parametri fondamentali, durata dalla campagna e obiettivo economico, vale a dire il “goal” che deve essere raggiunto. Niente goal, niente finanziamento al progetto.

La piattaforma ha visto nascere progetti di ogni tipo, dalla borsa frigo smart Collest Cooler a film di Spike Lee. E dal 2009 ad oggi ha accumulato oltre 2 miliardi di dollari in finanziamenti per 98mila progetti, secondo quanto riportato sul sito.

Da giugno di quest'anno, Kickstarter ha aperto anche ai progetti provenienti dall'Italia, tredicesimo paese entrato nell'orbita del gigante statunitense del crowdfunding.

Di un anno “più anziano” Indiegogo, il portale californiano di crowdfunding fondato nel 2008 da Danae Ringelmann, Slava Rubin, e Eric Schell. Il modello, in questo caso, è quello del “prendi tutto”: il finanziamento giunge al progetto a prescindere se esso raggiunga o meno il proprio target entro la scadenza prefissata. Molti i progetti di successo sbarcati sulla piattaforma, a partire da Gosnell Movie, un film sul serial killer americano Kermit Gosnell: censurato su Kickstarter, il progetto ha raccolto oltre 200mila dollari su Indiegogo nell'arco di pochi giorni.

Equity crowdfunding negli USA

Le piattaforme diventate sinonimo di crowdfunding non appartengono tuttavia al modello equity-based, quella tipologia di crowdfunding nella quale gli investitori entrano nel capitale sociale (“equity”) di una società, condividendo in tal modo il “rischio d’impresa” con il socio o i soci già esistenti.

Tramite l’investimento si acquisisce quindi un vero e proprio titolo di partecipazione nella società ed i relativi diritti amministrativi e patrimoniali che ne derivano, compresi eventuali dividendi futuri o realizzo di plusvalenze a seguito della cessione della partecipazione.

Se gli USA hanno dato i natali alle più importanti piattaforme di crowdfunding, lo stesso si dica per quelle equity-based: è il 2005 quando, a Fayetteville, in Arkansas, nasce EquityNet, la prima piattaforma di equity crowdfunding. A seguire, nasceranno le piattaforme Rock The Post nel 2010 (ora Onevest), SeedInvest nel 2011 e FundersClub nel 2012.

E il 2012 è un anno importante per l'equity crowdfunding negli Stati Uniti: il 5 aprile del 2012, infatti, è stato approvato il Jumpstart Our Business Startups, il cosiddetto Jobs Act, norma intesa a incoraggiare i finanziamenti alla piccola imprenditoria rendendo meno stringenti alcune regole.

Il Jobs Act ha introdotto una particolare esenzione al Securities Act per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di intermediazione in materia di crowdfunding (“crowdfunding exemption”); l’attuazione delle norme primarie è stata delegata alla SEC (la Securities and Exchange Commission, per intenderci la Consob USA), che solo a fine ottobre 2015 ha emanato il regolamento in applicazione del Jobs Act, aprendo così la porta dell’equity crowdfunding anche agli investitori retail. Se prima solo gli “investitori accreditati”, che rispettavano cioè determinate soglie di ricchezza (un patrimonio netto di 1 milione di dollari, escluso il valore della prima casa, o un guadagno di almeno 200mila dollari in ciascuno degli ultimi due anni), potevano investire in startup, con il regolamento SEC l'equity crowdfunding USA si apre a tutti.

Per gli Stati Uniti si tratta di una grande rivoluzione: a partire da metà 2016, anche i piccoli investitori potranno quindi puntare il proprio denaro su progetti che reputano di successo e su startup potenzialmente milionarie. E visto il successo del reward-based crowdfunding (il modello Kickstarter, per intenderci) negli USA, è chiara l'importanza della semplificazione delle norme per l'equity-based.

In base alle nuove regole, i soggetti con reddito annuale o patrimonio netto inferiore a 100mila dollari potranno investire, per ciascuna offerta, fino al 5% del loro reddito annuale o patrimonio netto, o, comunque, fino a un massimo di 2mila dollari. Chi ha redditi superiori può invece investire fino al 10%.

Un individuo, a meno che non sia un investitore accreditato, non può investire in totale più di 100mila dollari in offerte crowdfunding nell’arco di 12 mesi. Gli investitori, inoltre, per un anno non potranno rivendere i loro titoli acquistati in crowdfunding.

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