Mercato unico digitale - Ansip, troppe barriere in Ue

Senza un mercato unico digitale l’Unione perde 415 miliardi di euro all’anno, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip

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In visita a Roma, il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip ha partecipato ad un’audizione, presso la Camera, per fare il punto sulle strategie dell’Ue per il settore. 

Il mercato unico digitale non è ancora una realtà nell’Ue, dove ogni anno si perdono 415 miliardi di euro, ha dichiarato Ansip. Oggi nell’Unione esistono 28 normative diverse che ostacolano la crescita del business digitale a danno delle imprese e dei consumatori, che vedono limitato l’accesso ai contenuti online.

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La frammentazione normativa, ha spiegato il commissario, spinge le startup e le imprese innovative a trasferirsi su altri mercati, come è già accaduto con Spotify, azienda nata in Svezia e trasferitasi negli Stati Uniti. Inoltre, l’esistenza dei geoblocchi ingiustificati, che impediscono di utilizzare i servizi online disponibili in altri Stati membri, rappresenta un grande ostacolo per lo sviluppo del commercio elettronico.

Per eliminare tali barriere, ha ricordato Ansip, la Commissione Ue ha presentato nel maggio 2015 la sua strategia per il mercato unico digitale, seguita da una serie di proposte per favorire la portabilità dei contenuti online anche all’estero e per tutelare i diritti d’autore. Il prossimo 21 settembre, ha annunciato il commissario, l'Esecutivo comunitario lancerà il secondo pacchetto di proposte sul copyright per favorire l’accesso legale ai contenuti online.

Per quanto riguarda le reti 5G il fattore tempo è essenziale, ha poi sottolineato Ansip, ricordando che l’Italia ha chiesto una proroga fino al 2022. Il passaggio dalle frequenze 700 Mhz al 5G è fondamentale per rimanere competitivi sul mercato internazionale, dove la concorrenza è sempre più dura.

Le iniziative portate avanti dall’Italia in merito alla banda larga e all’e-government sono però promettenti, ha commentato Ansip, sottolineando l’importanza di abbattere al più presto le barriere digitali tutt'ora esistenti nell'Unione che limitano i diritti fondamentali dei cittadini europei.

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