NEWSLETTER Giugno 2006
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PRIVATE EQUITY E VENTURE CAPITAL
Negli ultimi tempi la diffusione di
questi strumenti finanziari è stata notevole (attività di investimento
incrementate del 110% a 3.065 mil di euro nel 2005, dati AIFI), con diverse
risorse disponibili che rendono necessaria una breve descrizione dello specifico
settore e una sintetica ricognizione delle opportunità concretamente
fruibili sia dalle imprese che dagli investitori.
Con i termini private equity e venture capital si intende l'attivita'
di investimento nel capitale di rischio delle imprese effettuato sistematicamente
e professionalmente da operatori finanziari specializzati.
Gli apporti di risorse finanziarie possono avvenire sotto forma di partecipazione
al capitale o di sottoscrizione di obbligazioni convertibili in azioni e hanno
una durata di medio/lungo termine. I fondi di Private Equity e di Venture
Capital concentrano le loro attenzioni su imprese con elevate potenzialita'
di sviluppo, dove la loro collaborazione finanziaria e professionale consente
un rapido aumento del valore dell'azienda; il loro obiettivo è ottenere
una congrua plusvalenza dalla cessione della partecipazione al compimento
dei progetti.
La guida dell'AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e del Venture
Capital) illustra come avviare e sviluppare un impresa con questi investitori
e distingue le seguenti principali tipologie di operazioni:
Venture Capital (avviare una nuova attività)
Seed Capital:
investimento nella fase di sperimentazione dell'idea innovativa, quando è
ancora da dimostrare la validità tecnica del prodotto/servizio.
Start-up:
la sperimentazione è stata effettuata e si può avviare l'impresa.
Private Equity (sviluppare un
attività esistente)
Expansion financing:
espansione del business (geografica, merceologica, capacità produttiva,
quota di mercato).
Replacement capital:
liquidare uno o più soci che non hanno interesse ad investire nello
sviluppo aziendale.
Family buy-out:
rilevare l'azienda di famiglia, quando qualcuno degli altri componenti non
è più intenzionato a perseguire il progetto imprenditoriale.
Management buy-out o buy-in:
acquistare l'impresa per cui si lavora o sostenere l'acquisto da parte di
manager esterni.
Turnaround financing:
risanare un'azienda in perdita.
Cluster venture:
operazione di investimento finalizzata
al raggruppamento (cluster) di più società operative indipendenti
integrabili verticalmente o orizzontalmente.
Le principali categorie degli investitori presenti in Italia sono:
- operatori di emanazione bancaria;
- fondi chiusi italiani;
- fondi chiusi ed altri operatori internazionali;
- finanziarie di partecipazione di emanazione privata o industriale;
- operatori di emanazione pubblica.
II fondo chiuso è uno strumento
finanziario che raccoglie capitali presso investitori istituzionali (quali
imprese, fondazioni, compagnie assicurative, fondi pensione) e presso privati,
per investirli in imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo.
Questi operatori, generalmente, non si limitano all'apporto di risorse finanziarie
ma forniscono pure un rilevante contributo di tipo manageriale ed organizzativo:
- partecipano alle scelte strategiche dell' azienda, limitando il loro intervento
alle decisioni che possono modificare la combinazione prodotto/mercato/tecnologia
su cui si basa l'azienda e alle decisioni di investimento più significative;
- lasciano al socio imprenditore e/o al gruppo dirigente piena autonomia nella
gestione operativa quotidiana dell' azienda;
- nel rapporto con l'imprenditore, vogliono la disponibilità ad un
colloquio leale, aperto e costruttivo, ed una totale trasparenza, nell'interesse
dello sviluppo aziendale.
L'investitore istituzionale, preoccupandosi anche della strutturazione tecnica
dell' operazione, si occuperà direttamente degli aspetti negoziali
con gli azionisti uscenti.
Il processo di valutazione degli investitori
è finalizzato a comprendere quali siano le concrete e percorribili
direttive di sviluppo dell'azienda; tale processo è inoltre corredato
da opportune verifiche (due diligence) finanziarie, legali, fiscali,
ambientali e di mercato.
In questa fase vengono siglati tra le parti degli accordi di riservatezza
e una lettera di intenti nella quale vengono definiti gli aspetti economici,
legali e societari che dovranno essere ripresi e rielaborati in dettaglio
nel contratto di investimento. Tale lettera deve esplicitare tutti gli aspetti
che entrambe le parti ritengono essenziali per concludere in modo soddisfacente
l'accordo: il valore dell'azienda, la presenza dell'investitore nel Consiglio
di Amministrazione, gli obblighi informativi ai quali l'imprenditore deve
impegnarsi in caso di investimento e le eventuali clausole previste per il
disinvestimento.
L'investitore istituzionale fornisce capitale sulla base di un "pacchetto"
finanziario, composto in funzione delle varie esigenze di controllo e redditività
che si vogliono soddisfare. L'acquisizione di quote azionarie di nuova emissione
o vendute da soci preesistenti rappresenta la modalità tecnica di investimento
più frequente. In alternativa, si possono utilizzare forme di finanziamento
"intermedie" tra il debito e l'equity con un mix tra le varie
forme.
I principali strumenti di finanziamento
Equity:
definito anche "capitale di rischio", rappresenta il capitale proprio
dell' azienda, versato, generalmente, attraverso la sottoscrizione di titoli
azionari. La sua remunerazione dipende, pertanto, dalla redditività
e dal successo dell'iniziativa, sia in termini di utile prodotto e distribuito
agli azionisti tramite dividendi, sia in termini di aumento di valore delle
azioni.
Prestito obbligazionario convertibile:
capitale di debito raccolto attraverso l'emissione di particolari obbligazioni,
convertibili, entro determinati lassi di tempo e in base a rapporti di cambio
prefissati, in azioni della stessa società emittente o di altre società
Finanziamento mezzanino (mezzanine financing):
insieme di strumenti finanziari che presentano caratteristiche tecniche differenti
e sono generalmente riconducibili a forme articolate di debito e obbligazioni,
il cui rendimento è in parte fisso o comunque determinato (tasso di
interesse) e in parte legato all'apprezzamento del valore della società
alla quale questo prestito è destinato.
Debito subordinato (subordinated debt):
finanziamento a titolo di capitale di debito e a medio-lungo termine. li suo
rimborso è privilegiato rispetto al capitale proprio, ma postergato
rispetto alle altre forme di debito.
Senior debt:
rappresenta la forma più classica di capitale di debito a medio-lungo
termine, privilegiato, nel rimborso, rispetto a tutte le altre forme di finanziamento.
Con l'intervento di un private equity investor l'impresa deve introdurre
dei cambiamenti nella condotta aziendale e deve realizzare:
- la netta separazione tra il patrimonio familiare e quello aziendale;
- la revisione del bilancio;
- l'introduzione di sistemi di budgeting e di controllo di gestione;
- la predisposizione di relazioni periodiche sulla performance dell'impresa.
Vantaggi che possono essere ottenuti grazie alla partecipazione al capitale
di un investitore istituzionale:
- Collaborazione nel tracciare una strategia di sviluppo e nel perseguirla,
sfruttando le occasioni di crescita esterna, attraverso acquisizioni, fusioni,
concentrazioni, joint venture con altre imprese del settore.
- Maggiore funzionalità della compagine sociale, che facilita anche
la eventuale liquidazione dei soci che non sono più interessati a partecipare
all'impresa, senza drenare risorse dalla società.
- Un contributo alla realizzazione di una gestione più professionale
e manageriale, attraverso l'attenuazione degli eventuali condizionamenti che
provengono dalla sfera degli interessi personali e familiari e, comunque,
la migliore o più professionale regolamentazione dei rapporti impresa
- famiglia.
- Crescita del potere contrattuale dell'impresa, grazie alla presenza dell'investitore
come azionista di rilievo.
- Miglioramento dell'immagine dell'impresa nei confronti delle banche e del
mercato finanziario, che eleva l'affidabilità finanziaria dell'impresa
e agevola il reperimento di finanziamenti anche per lo sviluppo del capitale
circolante.
- Maggior capacità di attrarre management capace ed esperto.
Alcune ricerche hanno dimostrato che le imprese che sono state partecipate
da investitori nel capitale di rischio (chiamate "imprese venture
backed") hanno tassi di crescita più elevati rispetto
alle migliori società europee ed americane.
In Italia il mercato è caratterizzato da capitali di provenienza maggiormente
internazionale, la raccolta domestica è rappresentata prevalentemente
da risorse provenienti dal sistema bancario mentre sono quasi assenti i fondi
pensione, che invece in Europa hanno una posizione di rilievo. Gli operatori
attivi non sono numerosi rispetto alla media degli altri paesi europei e sono
generalmente poco propensi ad investire in start-up o in ristrutturazioni
aziendali.
Opportunità per gli investitori
Per incrementare le operazioni di venture capital è stato costituito
dal precedente governo un fondo High Tech, con una dotazione
di 100mil di euro, che dovrebbe sottoscrivere quote di fondi chiusi finalizzati
all'acquisto di partecipazioni in PMI localizzate nelle aree sottoutilizzate
del Mezzogiorno, a fronte di programmi di investimento che introducono innovazioni
di prodotto/processo con tecnologie digitali.
La Legge 388/2000, artt. 103 e 106, è un altro strumento creato per
aumentare il venture capital e per rafforzare patrimonialmente le imprese. In sintesi, intende favorire l'accesso
al capitale di rischio di PMI delle aree svantaggiate e di nuove imprese mediante
la concessione di anticipazioni finanziarie pubbliche a banche e intermediari
finanziari finalizzate alla acquisizione di partecipazioni temporanee e di
minoranza.
Le iniziative ammissibili, per cui possono essere richieste anticipazioni
fino a 2mil di euro per il 50% della partecipazione, riguardano:
- PMI ubicate nelle aree obiettivo 1 e 2: rafforzamento patrimoniale delle
imprese;
- nuove imprese sull'intero territorio nazionale: progetti di sviluppo innovativi e ad
elevato impatto tecnologico, progetti di sviluppo di prodotti e servizi nel
campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), comprese
applicazioni di rete, software innovativo, sviluppo di contenuti multimediali
e formazione interattiva a distanza.
Nonostante lo strumento sia attivo e ben dotato di fondi (circa 200mil di
euro), pochi sono gli intermediari accreditati con il soggetto gestore e scarse
le operazioni effettuate. L'AIFI ha chiesto di apportare alcune modifiche
allo strumento per renderlo maggiormente operativo.
Opportunità per le imprese
Il ricorso al venture capital o al private equity deve essere
visto come una opzione a cui ricorrere per programmare lo sviluppo aziendale,
da utilizzarsi anche congiuntamente ad altri strumenti finanziari.
Per operazioni di start up, più che gli investitori istituzionali
sono le Regioni, ad avere creato appositi fondi o finanziarie che sostengono
la nascita di nuove imprese. L'IPI ha stimato in 160mil di euro gli stanziamenti
regionali per il venture capital e le amministrazioni già attive
sono quella lombarda con il fondo Next, il Lazio con la Filas, il Piemonte,
l'Emilia Romagna, la Toscana e l'Umbria, a cui si stanno aggiungendo Sardegna,
Puglia e Sicilia.
Oltre a questi operatori, vale la pena di menzionare i fondi gestiti da Sviluppo Italia, Creaimpresa e il fondo Innogest Capital, promosso dalla Fondazione Torino Wireless ed Ersel e finalizzato a sostenere investimenti in imprese giovani e a forte contenuto di conoscenza e innovazione (il capitale è di circa 40 milioni di euro, il fondo ha sede a Torino e si concentrerà principalmente sui settori della meccanica avanzata, dell'ICT, delle energie rinnovabili e del biomedicale).
Per il private equity in Italia si contano circa 100 investitori
con specializzazioni più o meno marcate per dimensioni dell'investimento,
settore merceologico, area geografica, tipologia delle operazioni effettuate
e acquisizione di quote di maggioranza o minoranza. Le imprese oggetto di
valutazione da parte di un investitore hanno generalmente un fatturato superiore
ai 20mil di euro e la permanenza nella compagine sociale è di medio
periodo. La scelta di un partner finanziario, come sopra esposto, può
comportare notevoli vantaggi per lo sviluppo dell'impresa.
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